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Complotto contro Toyota? Sempre più probabile

La questione dei richiami auto è purtroppo molto più frequente di quanto si possa pensare. Quando una causa automobilistica riscontra la possibilità, anche remota, di un possibile difetto richiama in officina i modelli potenzialmente coinvolti e procede alla sostituzione del pezzo ritenuto non affidabile.

Tutte le case automobilistiche serie, siano esse statunitensi, giapponesi o europee hanno effettuato ed effettuano richiami. Per averne una prova concreta basta entrare nell’apposita sezione richiami del Ministero dei Trasporti. 

In linea generale ai maxi-richiami viene dato un certo risalto in modo che tutti i guidatori potenzialmente coinvolti possano celermente recarsi in officina a far sistemare la propria auto. Fin qui niente di strano, ma la psicosi collettiva, fomentata dai media, che sta invadendo gli USA contro le auto del gruppo Toyota è tutto tranne che normale.

Toyota negli ultimi anni ha avuto una fortissima espansione negli USA e ha raggiunto sempre i primi posti nei test di affidabilità, cosa che ha permesso alla casa giapponese di erodere grosse quote di mercato ai costruttori USA.

Ora con la crisi dell’auto che ha colpito in particolar modo le grosse e per nulla parsimoniose auto Made in Usa, sembra che si stia facendo di tutto per screditare Toyota, in verità anche altri costruttori ma in modo meno evidente, così da incentivare l’acquisto di auto prodotte in patria.

L’ultimo video diffuso da tutti i media USA che vede una Toyota Prius, versione non soggetto al richiamo dell’acceleratore, che per un presunto blocco dell’acceleratore è stata fermata da una macchina della polizia che avrebbe preceduto la Prius per poi avergli frenato davanti, appare oltre che surreale a dir poco grottesco.

Vorrei ricordare che anche nel caso in cui il pedale dell’acceleratore si blocchi al massimo è sufficiente mettere la macchina in folle, cambio manuale, o in N, cambio automatico, in modo da poter agire normalmente sui freni. 

Inoltre c’è un precedente eccellente al boicottaggio contro Toyota. Nel 1986 Audi iniziava ad ottenere un ottimo successo in USA, le vendite si attestavano sulle 100.000 unità al mese, ebbene in quell’anno l’Audi 5000, in seguito ad un incidente in cui ci furono delle vittime, venne etichettata come “auto assassina” e l’Audi come una casa da cui stare alla larga. Le accuse, che in seguito vennero riconosciute come infondate, ebbero una tale risonanza mediatica dal ridurre del 90% le vendite in USA di Audi.

La strategia per il rilancio delle auto fabbricate in USA sembra essere “quando non puoi battere un avversario molto più forte di te fai di tutto per screditarlo”, attenzione però che questa strategia può avere degli effetti collaterali distruttivi e ricadere pesantemente su chi ha deciso scelleratamente di adottarla. 

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