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Come ti privatizzo l’acqua senza dirlo

Una vittoria di Pirro.

«Ἂν ἔτι μίαν μάχην νικήσωμεν, ἀπολώλαμεν» “Un’altra vittoria così sui romani, e sarò perduto”. Con queste parole Pirro festeggiava la fuga delle legioni romane sul campo di battaglia ad Ascoli Satriano nel 279 d.c. Il re dell’Epiro aveva capito di non essersi prodotto in una strategia vincente; troppo lontano dalla madre patria, troppo vicino a Roma, e quelle stesse poleis che era venuto a difendere, erano incapaci di fornirgli validi rimpiazzi. Tattico Pirro, poco strategico.

 

Nell’agosto 2008 Alex Zanotelli, che da quattro anni ormai guida il movimento contro la privatizzazione dell’acqua a Napoli, non si è troppo discostato dal pensiero del Re greco. In occasione del suo settantesimo compleanno il comboniano scrive così: «L’ estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania. L’ assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Cardillo, lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L’Arin, la municipalizzata dell’ acqua, diventerà una multi-servizi che includerà Napoletanagas e una compagnia per le energie rinnovabili. Per far digerire la pillola, Cardillo promette una "robin-tax" per i poveri (tariffe più basse per le classi deboli). Con la privatizzazione dell’ acqua si creano necessariamente cittadini di seria A e di serie B, come sostiene l’ economista Massimo Florio dell’ Università di Milano».

Cosa accomuna Pirro ad Alex Zanotelli, o meglio al movimento contro la privatizzazione?

Pirro fu dirompente nelle prime fasi della sua campagna, la ben rodata falange e i 19 elefanti inflissero terribili perdite ai romani, e il sostegno delle poleis della magna grecia fu vitale. Ma Pirro rappresentava l’antico, seppur perfezionato, modo di combattere. I Romani fecero tesoro delle sue vittorie, delle sue tattiche e dei suoi errori, fu la svolta cruciale per la conquista della penisola.

Il movimento è stato perfetto nella conduzione della “battaglia”: nel 2004 la giunta partenopea avviò il processo di privatizzazione della ATO 2 (ambito territoriale ottimale), la più grande d’Italia, serviva più di tre milioni di persone, accorpando 136 comuni tra Napoli e Caserta. La rete lilliput non si fece trovare impreparata, e con una mobilitazione capillare, che ebbe il suo culmine la Notte Bianca del 29 ottobre 2005, quando lo spettacolo di Beppe Grillo in coppia con Alex Zanotelli fu boicottato dai politici, ebbe un ritorno mediatico inimmaginabile. L’attenzione, quanto meno quella cittadina, non aveva quartiere, completamente trasversale, spinse 14 circoscrizioni a votare contro la privatizzazione. Il movimento aveva avuto la sua Ascoli Satriano.

Qualcosa si era mosso. In molti concordano che se la battaglia dell’acqua fu vinta, fu anche grazie al disinteresse della più parte dei grandi attori economici che operano nel napoletano, presi all’epoca, così come ora, dal business dei rifiuti. Pirro aveva messo in luce quali fossero gli errori dei romani, il movimento aveva mostrato alla città quale potenziale guadagno ci fosse dietro l’acqua. Tattici e non strategici.

Pirro fu sconfitto definitivamente nel 275 a Maleventum, che fu poi ribattezzata dai Romani Beneventum; la storia è scritta dai vincitori. Quest’estate Il Parlamento italiano ha votato l’ articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro Giulio Tremonti. Nel comma 1 si afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’ economia capitalistica.

Per di più, se il piano dell’assessore Enrico Cardillo diventerà realtà, la cittadinanza vedrà la nascita di una gigantesca multy-utility, della quale sono già state gettate le basi dall’Arin e Napoletanagas nel dicembre 2007. La gestione congiunta di acqua energia e rifiuti, in quello stesso territorio che vessa in uno stato d’emergenza da oltre quindici anni; sulla base degli avvenimenti degli ultimi tempi gli scenari ipotizzabili sono molteplici, con gli esiti più disparati. La sconfitta di Pirro segnò la fine delle ultime poleis, dove gli abitanti erano parte attiva alla vita politica. La vittoria del Movimento coincide con l’ultimo sussulto delle circoscrizioni, palcoscenico di democrazia partecipata, prima di essere eliminate dalla finanziaria 2005. La sconfitta di Pirro fece strada a quello che poi diventò l’Impero…

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