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Chiesa e pedofilia, il diavolo alberga in Vaticano

Chiesa e pedofilia, il diavolo alberga in Vaticano

Lui [padre Gabriele Amorth, ndr] è abituato a porte che sbattono, sedie che si rovesciano, occhi che roteano, bestemmie che volano. Ma parlare di demonio nella casa del Papa mette i brividi lo stesso. Anche se l’ Esorcista non si tira indietro di fronte all’ Avversario. E il Santo Padre? «Oh, Sua Santità crede in pieno nella pratica dell’ esorcismo. Perché il diavolo alberga in Vaticano. Naturalmente è difficile trovare le prove. Ma ho confidenze di persone che lo confermano. E, del resto, se ne vedono le conseguenze. Cardinali che non credono in Gesù, vescovi collegati con il demonio. Quando si parla di "fumo di Satana" nelle Sacre stanze è tutto vero. Anche queste ultime storie di violenze e di pedofilia». (Il Papa e il diavolo/1 Io esorcista e il demonio nella Chiesa - La Repubblica, 10 marzo 2010)

Si è sempre tentato di tenere insieme gli uomini con la forza o le minacce. La minaccia dell’inferno era un tentativo di questo tipo. (Karl Popper)

"Viviamo in un contesto culturale - ha detto il Papa - segnato dalla mentalità edonistica e relativistica, che tende a cancellare Dio dall’orizzonte della vita, non favorisce l’acquisizione di un quadro chiaro di valori di riferimento e non aiuta a discernere il bene dal male e a maturare un giusto senso del peccato". In altre parole, "c’è una sorta di circolo vizioso tra l’offuscamento dell’esperienza di Dio e la perdita del senso del peccato". Di fronte a questo, e "nelle condizioni di libertà in cui oggi è possibile esercitare il ministero sacerdotale" a differenza di altre epoche passate, "é necessario che i presbiteri vivano in ’modo alto’ la propria risposta alla vocazione - ha ammonito il Pontefice -, perché soltanto chi diventa ogni giorno presenza viva e chiara del Signore può suscitare nei fedeli il senso del peccato, dare coraggio e far nascere il desiderio del perdono di Dio". (Benedetto XVI durante l’udienza ai partecipanti all’annuale Corso sul Foro Interno, promosso dalla Penitenzieria Apostolica per preparare i sacerdoti al Sacramento della Penitenza - fonte ansa 11/03/2010)

E per quanto riguarda la pedofilia come si deve comportare un confessore che raccoglie la confessione di un pedofilo? Che consigli fornite?
«Un penitente che si è macchiato di un delitto simile, se è pentito sinceramente, lo si assolve. E’ chiaro che dinnanzi a casi di persone consacrate soggette a disordini morali costanti e gravi (sottolineo, costanti e gravi) il confessore dopo aver, senza successo messo in atto tutti i tentativi per ottenere l’assoluzione consiglierà di abbandonare la vita ecclesiastica».
Ma il confessore può andare dall’autorità giudiziaria e denunciarlo?
«Assolutamente no. Il confessore non solo non può imporgli l’autodenuncia, ma non può nemmeno recarsi da un magistrato per denunciarlo. Romperebbe il sigillo sacramentale. Una cosa gravissima. Se lo facesse il confessore incorrerebbe nella scomunica ipso facto, immediata. E poi verrebbe meno pure la fiducia sacramentale che è una disciplina molto rigida da sempre. Basti pensare che durante il Concilio Lateranense, siamo nel XII secolo, fu addirittura emanata una norma che imponeva la sospensione e la reclusione in un monastero per tutta la vita per il sacerdote che aveva rotto il sigillo sacramentale».
Perchè i confessori possono assolvere direttamente un omicidio o anche un abuso sessuale ma non possono assolvere una donna che ha abortito se non prima di avere ottenuto dal vescovo una dispensa speciale?
«L’aborto viene considerato un peccato riservato, diciamo speciale. Oltre all’aborto vi è la violazione del sigillo sacramentale, l’assoluzione di un complice e la profanazione dell’eucarestia. Nel caso specifico è chiaro che la Chiesa vuole tutelare al massimo la vita della persona più debole, più fragile, e cosa c’è di più inerme di una vita che è in divenire e non è ancora nata?»
Perchè organizzare il corso sul foro interno?
«Perchè i seminaristi e i preti novelli spesso mostrano una preparazione lacunosa in certe tematiche. E poi anche perchè riscontriamo una certa disaffezione nell’amministrare questo sacramento, anche da parte dei preti».

(Monsignor Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria del Vaticano - intervista al Messaggero, 11/03/2010)

Chiesa, pedofilia e volonà di onestà

La Chiesa cattolica dovrebbe riesaminare le regole del celibato per i sacerdoti, come una delle possibile cause dei recenti scandali per abusi sui minori che hanno visto coinvolti diversi preti in Germania, Austria e Olanda. A sostenerlo, in un articolo per il settimanale diocesano, e’ stato l’arcivescovo di Vienna, Christoph Schoenborn, che ha chiesto un’analisi "inflessibile" delle ragioni di simili avvenimenti, "includendo la questione dell’addestramento dei sacerdoti, di cio’ che e’ successo nell’epoca della cosiddetta rivoluzione sessuale, del loro celibato e del loro sviluppo personale. Questo - ha scritto Schoenborn - richiede una grande senso di onesta’, sia da parte della Chiesa che dell’intera societa’". "Quando e’ abbastanza e’ abbastanza", ha aggiunto l’arcivescovo austriaco. "Basta con gli scandali! Come e’ possibile che membri della Chiesa vengono costantemente accusati di crimini se non li hanno commessi?". (fonte asca, 10/03/2010)

E’ "impossibile" che un prete pedofilo continui a fare il sacerdote, e il fatto che sia tenuto al celibato non può in alcun modo essere considerata un’attenuante. Il vescovo di Ratisbona, mons. Gerhard Mueller, amico e curatore degli scritti di papa Ratzinger, oggi a Roma per un convegno, sposa con decisione la linea dura sugli abusi, trovando facile sponda in autorevoli ecclesiastici ed esponenti vaticani che si sono affrettati a ribadire che il voto di castità per i sacerdoti non ne è la causa e non è in discussione. [...] Così, mentre il Papa prepara l’annunciata lettera ai fedeli d’Irlanda da cui si attendono lumi anche per gli altri luoghi infettati dalla piaga degli abusi sui minori in ambiti religiosi, il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch è già giunto a Roma, dove domani mattina avrà un incontro con il Papa. Nell’attesa, la cronaca ha riservato nuove testimonianze e il riemergere di un dibattito ’carsico’ che attraversa periodicamente la Chiesa, quello sul celibato dei sacerdoti. (fonte ansa 11/03/2010)

Chiesa, pedofilia e volontà di verità


Uno dei vescovi tedeschi più vicini a Benedetto XVI ed in prima linea nell’operazione trasparenza sullo scandalo degli abusi sessuali nella Chiesa cattolica in Germania ha oggi reagito a recenti critiche del Guardasigilli di Berlino sostenendo che la ministra non ha i titoli per pronunciarsi su questo tema dato che sarebbe vicina alla massoneria e vorrebbe in sostanza depenalizzare la pedofilia. La reazione, che alimenta un attrito in corso fra Chiesa cattolica e parte del governo tedesco, è venuta dal vescovo di Ratisbona, Gerhard Mueller: a margine di un convegno teologico alla Pontificia università lateranense di Roma, davanti a telecamere, l’alto prelato ha affermato che «la nostra ministra della Giustizia appartiene all’Unione umanistica», l’ «Humanistische Union». Il vescovo ha sostenuto che questa associazione è una sorta di «massoneria» che «considera normale la pedofilia e vuole depenalizzarla. Questa signora ci critica, mentre dovrebbe criticare la sua stessa ideologia». Le critiche cui ha fatto riferimento Mueller sono le accuse di «silenzio» rivolte al Vaticano dalla Guardasigilli, la liberale Sabine Leutheusser-Schnarrenberger. L’esponente della Fdp nei giorni scorsi aveva accusato il Vaticano di avere di fatto ostacolato le indagini sugli abusi sessuali commessi negli anni passati in scuole cattoliche tedesche e ha chiesto che le vittime vengano risarcite. L’accusa aveva costretto la cancelliera Angela Merkel, cristiano-democratica (Cdu), a correre ai ripari affermando pubblicamente che la Chiesa prende «molto seriamente» la questione degli abusi sessuali su minori. La ministra, come ha annunciato oggi in tv un suo sottosegretario, ha proposto per il 25 marzo un incontro chiarificatore al presidente della conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, che domani incontrerà il papa a Roma per parlargli anche di questo tema. Non c’è bisogno comunque, ha detto Mueller, di coinvolgere il papa: «si tratta di casi di 40-50 anni fa» amplificati da «un gran clamore dei mass media mentre i problemi che abbiamo oggi in Germania sono altri». Nel Paese inoltre «abbiamo vescovi forti» e «capaci» di affrontare la questione anche se «per la maggior parte si tratta di casi del passato ed il passato non può essere modificato». Il pulpito da cui sono venute le notazioni sulla ministra, considerata di tendenze progressiste e nota per dire apertamente come la pensa, è autorevole. Gerhard Ludwig Mueller, come è stato ricordato oggi al convegno presentando il suo intervento, è docente di dogmatica e fondatore dell’istituto che sta curando l’edizione in 16 volumi di «tutta l’opera di Joseph Ratzinger» di cui ad aprile uscirà il terzo tomo. Mueller, inoltre, è impegnato in una missione delicata: far luce su eventuali abusi nel coro dei «passerotti del Duomo» (i ’Domspatzen’, le celebri voci bianche di Ratisbona) di cui è stato direttore il fratello di papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger. La settimana scorsa il vescovo aveva invitato pubblicamente a fornire informazioni su possibili altri episodi di pedofilia oltre all’unico - già accertato - risalente ad oltre mezzo secolo fa, il 1958, sei anni prima che Georg Ratzinger diventasse trentennale direttore di uno dei tre cori del Duomo bavarese. (fonte La Stampa, 11/03/2010)

L’arcivescovo di Vienna, Christoph Schoenborn, torna a parlare dello scandalo pedofilia. Lo ha fatto oggi pomeriggio nella cattedrale di Santo Stefano a Vienna, durante l’apertura del convegno diocesano, invitando la Chiesa a farsi "spronare" non dalla preoccupazione per il "male" che le rivelazioni sugli abusi dei preti possono fare alla Chiesa ma dal "doloroso pensiero per le pene delle vittime". "Solo questo dolore profondo puo’ purificare e riformare la Chiesa", ha aggiunto il cardinale, ricordando il detto evangelico "La verita’ vi fara’ liberi". "C’e’ ancora una volta il tentativo di dare tutta la colpa ai ’media cattivi’, che ancora una volta hanno fatto luce in maniera particolare sugli errori della Chiesa", ha detto il porporato, ma, si e’ chiesto, "cos’e’ il nostro dolore" per la Chiesa "in confronto a quello delle vittime?". "Penso alle vittime di abusi che ho conosciuto personalmente - ha concluso - la cui vita e’ ancora oggi sporcata, a cui l’abuso ha rubato per sempre la sostanza vitale". (fonte asca, 11/03/2010)

Chiunque ha tentato di creare uno Stato perfetto, un paradiso in terra, ha in realtà realizzato un inferno. (Karl Popper)

Joseph Ratzinger, Bischof München und Freising

Missbrauch in der katholischen Kirche - Pädophiler Pfarrer in Ratzingers Bistum

[Nota: la prima parte di questo articolo venne scritto l’11 marzo per essere pubblicato lo stesso giorno, ma la cosa non avvenne. Qui sotto l’aggiornamento del 12 marzo. Nda]

In una intervista al Corriere della Sera, pubblicata il 7 marzo 2010, il giornalista chiede a padre Georg Ratzinger, fratello del papa: «È una cosa che la colpisce, che le fa male, un problema, questa rivelazione di violenze nel suo Coro della cattedrale?». «No», è la risposta secca. Questo è un problema sentito dalla stampa, spiega. «Die presse», ripete. [...] Il vescovo della città, Gerhard Ludwig Müller, formerà una commissione per analizzare i casi di violenza avvenuti nel convitto tra il 1958 e il 1973 e, se chiamato, Ratzinger dice che testimonierà. «Anche se non ho mai avuto notizia di casi del genere — dice — Ma sono a disposizione». Spiega che dei due insegnanti di Ratisbona accusati di abuso, uno fu allontanato nel 1958, prima che lui arrivasse alla direzione del Coro, e l’altro a lui non risulta avesse compiuto azioni scorrette. «No — dice — Non mi occupavo della disciplina dei ragazzi, mi occupavo della musica». [...] «Ha parlato di questo caso con suo fratello?», è la domanda finale. «Non di questo — risponde — È la stampa che vuole sapere queste cose».

“Schrecklich” ovvero terrore. Questa la parola utilizzata da un ex membro del coro di Ratisbona [...] “Era un incubo, le punizioni corporali erano all’ordine del giorno. Nel liceo ma anche nel coro”. [...] Sugli abusi sessuali il regista racconta che chi li subiva non ne parlava e punta ancora una volta il dito contro Georg Ratzinger: “Difficile che non ne sapesse nulla”. (fonte blitzquotidiano.it, 09/03/2010)

Poi il 9 marzo 2010, in un’intervista al quotidiano Passauer Neue Presse, padre Georg Ratzinger ammette che all’epoca era usuale impartire qualche "schiaffetto" ai ragazzi per mantenere la disciplina: "All’inizio l’ho fatto anch’io, ma ho sempre avuto problemi di coscienza per questo". [...] Oggi "le persone sono diventate piu’ sensibili" nel considerare certi gesti come abusi sui minori, "e io stesso lo sono diventato. Per questo chiedo scusa alle vittime di allora". [...] "All’inizio del mio incarico c’erano molti problemi con la riorganizzazione del coro e quello era il principale interesse. Il caso di abusi sessuali che e’ venuto oggi alla luce non fu mai discusso", ha precisato il fratello del papa. (fonte asca, 09/03/2010)

Gli episodi di pedofilia non riguardano solo la Chiesa ma anche altri ambienti ed «è bene preoccuparsi anche di questi». Questa la posizione espressa dal portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi, in una nota per Radio Vaticana. (Corriere della Sera, 09/03/2010)

Secondo il settimanale Der Spiegel, gli abusi fisici, mentali e sessuali sui ragazzi del coro di Ratisbona hanno dimensioni maggiori di quanto si è finora ritenuto. Vari ex ’Passerottì del Duomo da grandi sono ricorsi all’aiuto di psicoterapeuti per curare i traumi provocati da abusi sessuali o altrimenti loro inflitti. Un ex collegiale racconta allo Spiegel che un sacerdote «passava la sera in dormitorio e sceglieva due o tre di noi, da portare nelle sue stanze». Lì bevevano vino rosso e poi «il prete si masturbava insieme con i minorenni». «Mi sembra inspiegabile - aggiunge - come il fratello del papa, dal 1964 direttore del coro, non abbia mai saputo nulla di quello che succedeva».(La Stampa, 06/03/2010)

12 marzo, la Sueddeutsche Zeitung titola "Missbrauch in der katholischen Kirche - Pädophiler Pfarrer in Ratzingers Bistum"

Clamorosa svolta nello scandalo dei casi di abusi sessuali nelle istituzioni cattoliche tedesche. L’edizione online dell’autorevole quotidiano liberal di Monaco di Baviera, la Sueddeutsche Zeitung, scrive che negli anni Ottanta un sacerdote pregiudicato per violenze pedofile fu trasferito da Essen (NordReno-Westfalia) in Baviera, nel periodo in cui l’attuale pontefice Benedetto XVI, allora cardinale Joseph Ratzinger, era arcivescovo di Monaco e Freising e quindi teoricamente massimo responsabile di ogni affidamento di missione e trasferimento di sacerdoti. In Baviera, il prete pregiudicato si abbandonò di nuovo a violenze pedofile e attualmente esercita ancora il suo ministero nell’Alta Baviera. Immediata la reazione di Padre Lombardi, portavoce della Santa Sede: in un suo comunicato sul suo sito, egli ha detto, la diocesi bavarese ha già chiarito il caso. (La Repubblica, 12/03/2010)

"Carissimi sacerdoti - ha concluso il Papa teologo - gli uomini e le donne del nostro tempo ci chiedono soltanto di essere fino in fondo sacerdoti e nient’altro".
(Benedetto XVI, ricevendo in udienza in Vaticano i partecipanti al Convegno teologico della Congregazione del Clero - La Repubblica, 12/03/2010)

PEDOFILIA: DA USA A EUROPA, TUTTI I CASI CHE HANNO COINVOLTO LA CHIESA (ASCA-AFP, 12/03/2010)

Commenti all'articolo

  • Di Resist Enza (---.---.---.93) 13 marzo 2010 16:11
    Resist Enza

    Il PM del sant’Uffizio: il fenomeno non è così esteso come si vorrebbe far credere

    La pedofilia è solo una questione di definizione? Pedofilia o efebofilia? I ragazzi vittime ne conoscono la differenza? E le sanzioni della Chiesa ai preti aggressori: l’obbligo a non celebrare messa coi fedeli, a non confessare, a condurre una vita ritirata e di preghiera; possono guarire una vita innocente abusata?

    Monsignor Charles J. Scicluna, religioso gesuita, è il "promotore di giustizia" della Congregazione per la Dottrina della Fede. In pratica si tratta del pubblico ministero del tribunale dell’ex sant’Uffizio. Questo 13 marzo 2010, il giornale della Cei, Avvenire, pubblica una sua intervista a cura di Gianni Cardinale. La citazione qui sotto ne riproduce una parte (leggi il resto)

    Questo ufficio è stato accusato di lavorare poco e con lentezza…
    Si tratta di rilievi ingiusti. Nel 2003 e 2004 c’è stata una valanga di casi che ha investito le nostre scrivanie. Molti dei quali venivano dagli Stati Uniti e riguardavano il passato. Negli ultimi anni, grazie a Dio, il fenomeno si è di gran lunga ridotto. E quindi adesso cerchiamo di trattare i casi nuovi in tempo reale.

    Quanti ne avete trattato finora?
    Complessivamente in questi ultimi nove anni (2001-2010) abbiamo valutato le accuse riguardanti circa 3000 casi di sacerdoti diocesani e religiosi che si riferiscono a delitti commessi negli ultimi cinquanta anni.
     
    Quindi di tremila casi di preti pedofili?
    Non è corretto dire così. Possiamo dire che grosso modo nel 60% di questi casi si tratta più che altro di atti di efebofilia, cioè dovuti ad attrazione sessuale per adolescenti dello stesso sesso, in un altro 30% di rapporti eterosessuali e nel 10% di atti di vera e propria pedofilia, cioè determinati da una attrazione sessuale per bambini impuberi. I casi di preti accusati di pedofilia vera e propria sono quindi circa trecento in nove anni. Si tratta sempre di troppi casi - per carità! - ma bisogna riconoscere che il fenomeno non è così esteso come si vorrebbe far credere.
     
    Tremila quindi gli accusati. Quanti i processati e condannati?
    Intanto si può dire che un processo vero e proprio, penale o amministrativo, si è svolto nel 20% dei casi e normalmente è stato celebrato nelle diocesi di provenienza - sempre sotto la nostra supervisione - e solo rarissimamente qui a Roma. Facciamo così anche per una maggiore speditezza dell’iter. Nel 60% dei casi poi, soprattutto a motivo dell’età avanzata degli accusati, non c’è stato processo, ma, nei loro confronti, sono stati emanati dei provvedimenti amministrativi e disciplinari, come l’obbligo a non celebrare messa coi fedeli, a non confessare, a condurre una vita ritirata e di preghiera. E’ bene ribadire che in questi casi, tra i quali ce ne sono alcuni particolarmente eclatanti di cui si sono occupati i media, non si tratta di assoluzioni. Certo non c’è stata una condanna formale, ma se si è obbligati al silenzio e alla preghiera qualche motivo ci sarà…

    All’appello manca ancora il 20% dei casi…
    Diciamo che in un 10% di casi, quelli particolarmente gravi e con prove schiaccianti, il Santo Padre si è assunto la dolorosa responsabilità di autorizzare un decreto di dimissione dallo stato clericale. Un provvedimento gravissimo, preso per via amministrativa, ma inevitabile. Nell’altro 10% dei casi poi, sono stati gli stessi chierici accusati a chiedere la dispensa dagli obblighi derivati dal sacerdozio. Che è stata prontamente accettata. Coinvolti in questi ultimi casi ci sono stati sacerdoti trovati in possesso di materiale pedopornografico e che per questo sono stati condannati dall’autorità civile.

  • Di (---.---.---.58) 17 aprile 2010 16:02

    Questa merda della chiesa , sembra che siamo tutti ciechi , sordi , e muti , il clero è il diavolo , la chiesa non è la casa di Dio , ma colei che lo ha ucciso , Gesù era ebreo e profeta , no Dio , la chiesa andava in giro con la madonna e il figlio in braccio 1000 anni prima che nascesse Gesù , il papa protegge i pedofili , è pedofilo ! , la chiesa bruciava la gente viva ha obligato tutto il pianeta ad essere cristiano cattolico ecc con la violenza , il prete che c’era da me prima , era mafioso , un’altro dopo si è eccitato perche confessandomi avevo 13 anni gli ho detto che mi sono ............ e voleva sapere i particolari , la chiesa è la bugia più eclatante che può esistere (caino abele) solo che la gente è stupida è cieca perche nasce in questo tipo di cecità , e in molti abbiamo bisogno di credere in un Dio , perche se vedi il lato bello della vita vorresti che questo non terminasse più , e per questo invece dipende solo da noi , non abbiamo bisogno di pregare ma di essere , questo è l’unico modo per essere accettati da Dio , poi bisogna vedere cosa sei , ma non saranno mai loro ad insegnarcelo , con una marea di falsi profeti Romani , che hanno scritto la bibbia con la loro follia del c....azz pedofili di merda tutti e peggio non si può , ti darei fuoco se potessi pezzo di merda

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