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Cercate lavoro? Diventate agricoltori

L'agricoltura è in grado di offrire opportunità occupazionali a 250.000 lavoratori nei prossimi dieci anni. È quanto emerge da una analisi resa nota dal delegato nazionale dei Giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio nel corso dell'assemblea dei Giovani Coldiretti affollata da duemila imprenditori agricoli under 30.

Non a caso - sottolinea Giovani Impresa Coldiretti - nel 2010, in controtendenza, è tornata ad aumentare l'occupazione nelle campagne con un +2% che si contrappone al -3% fatto segnare dall'industria. Secondo le analisi Coldiretti, dalle imprese agricole a crescere sarà la domanda di livelli più elevati di professionalità, con particolare riguardo a figure specializzate in grado di seguire lo sviluppo di specifiche coltivazioni, la conduzione di macchinari o la gestione di attività che oggi si sono integrate con quella agricola.

Si fa riferimento alla vendita diretta in azienda o nei mercati degli agricoltori, ma anche alla fornitura di servizi alla pubblica amministrazione come i contratti offerti dai Comuni per la pulizia delle strade dalla neve con i trattori o la cura del verde pubblico. Senza trascurare la possibilità di diventare “microbirrai” o panificatori trasformando direttamente orzo e grano. Innovative anche le fattorie didattiche, gli agriasili e il primo “agrispizio” realizzato da una giovane imprenditrice. La creatività dei giovani imprenditori si è tra l'altro messa in mostra nell'assemblea con l'esposizione di hamburger di trota, olive ricoperte di cioccolata, ortaggi macrobiotici, fino alle focacce per gli ipertesi fatte con grano verna.

“L'agricoltura offre oggi straordinarie opportunità per chi cerca occupazione nella pausa scolastica durante la quale si concentrano le grandi campagne di raccolta di frutta, verdura e della vendemmia, ma anche per chi vuole intraprendere mettendo alla prova la propria creatività”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini.

I commenti più votati

  • Di Geri Steve (---.---.---.86) 19 maggio 2011 00:27

    Anche a me sembra troppo ottimista.

    Conosco periti agrari costretti a fare soltanto lavoro burocratico per rimborsi europei. Qualcuno pensa di emigrare.
    Mi risulta che l’agricoltura offra soprattutto lavoro nero, meglio se a irregolari.

    Certo, se uno e’ pensionato e possiede un terreno, magari anche in un bel posto, e’ un’ottima scelta di vita.

    Geri Steve

Commenti all'articolo

  • Di aellebì (---.---.---.133) 18 maggio 2011 15:54
    aellebi

    Molto interessante, Paolo, anche per over 60-65 in pensione...

  • Di (---.---.---.22) 18 maggio 2011 16:29

    L’agricoltura nobilita l’uomo, l’industria lo uccide.

  • Di yepbo (---.---.---.245) 19 maggio 2011 00:06

    Lasciate stare le fanfaronate delle varie associazioni alle varie assemblee.

    Se mai vi sfiorasse l’idea, prima andate a parlare ed a fare un po di conti con un agricoltore.
    Ma un agricoltore di quelli veri, di quelli che guidano il trattore, non di quelli da assemblee.
    Saluti
  • Di Geri Steve (---.---.---.86) 19 maggio 2011 00:27

    Anche a me sembra troppo ottimista.

    Conosco periti agrari costretti a fare soltanto lavoro burocratico per rimborsi europei. Qualcuno pensa di emigrare.
    Mi risulta che l’agricoltura offra soprattutto lavoro nero, meglio se a irregolari.

    Certo, se uno e’ pensionato e possiede un terreno, magari anche in un bel posto, e’ un’ottima scelta di vita.

    Geri Steve

  • Di Geri Steve (---.---.---.86) 19 maggio 2011 00:33

    anche a me sembra troppo ottimista.

    Conosco periti agrari costretti a fare soltanto lavoro burocratico per i rimborsi europei. Qualcuno pensa di andare all’estero. Se ci fossero tutte queste possibilita’ in Itala le prenderebbero.
    Invece mi risulta che l’agricoltura cerchi soprattutto lavoro nero e stagionale.

    Certo, se il pensionato possiede un terreno, magari in un bel posto, e’ un’ottima scelta di vita.

    Geri Steve

  • Di Renzo Riva (---.---.---.48) 19 maggio 2011 00:48
    Renzo Riva

    La manodopera in campagna?
    Serve meccanizzazione e teste fini e non braccia.

    • Di (---.---.---.19) 2 maggio 2014 10:00

      Parole sante Renzo. In Italia si ha ancora l’idea di un’agricoltura come un lavoro per "poveracci" (scusate il termine), se si guarda all’estero (per esempio Francia e Germania) l’agricoltura è un’attività imprenditoriale importante e riconosciuta socialmente, dove la tecnologia la fa sempre più da padrona, ed potrebbe (puo’) essere una vera opportunità per i giovani (senza contare il piacere di produrre prodotti di qualità, di "dar da mangiare alla gente"). La "fattoria" non è più quella dello Zio Tobia: guardate come sono fatti i trattori oggi http://www.agriaffaires.it/usato/1/trattore-agricolo.html e magari provate a salirci una volta: sono macchine moderne, impressionanti! 

  • Di Alfonso C. (---.---.---.93) 19 maggio 2011 06:08

    Ma per piacere Paolo!!! Voglio sperare, come mi sembra di intendere, che quel che hai riportato sia con intento satirico.
    Queste sparate funzionerebbero solo se ad ogni imprenditore agricolo venissero assegnati come SCHIAVI senza diritto alcuno tre burocrati per ogni ettaro di terreno e la possibilità di comprare terra a credito agevolato pari alle condizioni per i dipendenti dello Stato! E poi chi è che lo dice? Questo tal Vittorio Sangiorgio, ragazzino "fighetto" neo Presidente della Coldiretti- Giovani Impresa (tutto dire già dalla menata del nome dell’associazione) che ha tirato su l’azienda familiare con coltivazione di piante e fiori e fornitura di servizi per congressi e cerimonie. E ci mangiamo la sua insalata di gigli e margherite, vero? Stendendo un velo pietoso sulle coperture verdi con giardini pensili sugli edifici secondo i principi della bioedilizia per fessi "New Age" sfondati di quattrini! Un pischello con le unghie pulite che bla-bla-bla! Uno spara-numeri raccolti da call center che scriverebbero volentieri improbabili cifre del meretricio materno, pur di riempire per pochi centesimi improbabili questionari venduti a caro costo dai loro volpinidi manager. Che parli di come intervenire sulle lobbystiche catene di distribuzione, che parli nel dettaglio di organizzazione di vendita diretta al consumatore, che intervenga a "gamba tesa" senza pudori e con coraggio sulle norme dell’Europa delle Banche e non dei Popoli! Poi potremo considerarlo credibile e non il solito "bocconiano" solo chiacchiere e Master!
    I microbirrai? Ma chi ne parla conosce le normative relative alla produzione finalizzata alla vendita? Tanto vale dare come indicazione possibile la coltivazione di maryjuana o del papavero da oppio. Una bella distilleria clandestina e poi l’avvocato me lo pagano Sangiorgio e Marini e vai cosi’! Poi le olive coperte di cioccolata.... non ha funzionato il cioccolato al peperoncino che pure ci starebbe... c’è nessuno qui che vuole investire in cavallette caramellate!?!

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