Tre sono i motivi per cui, in qualunque paese in cui fosse rimasto un minimo di civiltà politica, Silvio Berlusconi sarebbe già stato costretto ad andarsene dalla propria stessa maggioranza.
Il primo, per banale che possa sembrare, è il fatto che ha mentito, più volte, in maniera del tutto evidente, arrivando a insultare le loro intelligenze (vi ricordate tutte le manfrine sui suoi rapporti con la famiglia di Noemi Letizia? Il padre autista di Craxi ...) ai propri cittadini.
Per una menzogna, una sola, Bill Clinton rischiò d’essere defenestrato e penso ancora oggi, pur con tutta la stima che ho di lui come politico, che il fatto che sia rimasto alla Casa Bianca, nonostante tutto, rappresenti un pericolosissimo precedente per gli Stati Uniti d’America.
Berlusconi mente automaticamente, senza il minimo sforzo apparente e su qualunque cosa; inventa date e dati (lo stesso numero dei suoi processi varia da intervista a intervista), offre motivazioni puerili ai propri comportamenti (se davvero credeva che Ruby fosse la nipote di Mubarak, allora è completamente andato), ricostruisce in modo completamente distorto, fantastico, il proprio rapporto con il mondo.
Indro Montanelli, che lo conosceva benissimo, diceva che fosse un bugiardo patologico; un uomo che mentiva per istinto e che mentiva soprattutto a se stesso: capace di convincersi immediatamente che quella, la menzogna che aveva appena pronunciato, fosse la verità.
Con gli anni è solo peggiorato e il suo gioco si è fatto più scoperto. Continua a mentire con la più assoluta convinzione, ma con l’età ha perso memoria e brillantezza intellettuale: cade in contraddizione a distanza di minuti; a volte dentro la stessa frase.
Un personaggio da cui non compreremmo un'auto usata e che certo non vorremmo come socio d’affari. Un politico di cui nessuno si può fidare ad iniziare dai suoi compagni di partito; un Presidente del Consiglio che non può chiedere, ai propri cittadini, assolutamente nulla.
La seconda evidentissima ragione per cui Silvio Berlusconi dovrebbe essere cacciato dalle file del PdL, prima ancora che dalla presidenza del Consiglio, è il suo utilizzo, per soddisfare i propri privatissimi appetiti, di denaro e cariche pubbliche. Quell’uomo, insomma, se le accuse si rivelassero vere, andrebbe ad escort con i soldi dei contribuenti (quelli che il buon Tarantini e l’ottimo Lavitola puntavano ad avere, per esempio) e retribuirebbe le migliori tra loro con pezzi della nostra sovranità. In questo non c’è proprio nulla di privato; siamo sotto al livello minimo della pubblica decenza anche per paesi del secondo e del terzo mondo.
Vicende come quella della signora Minetti, per capirci, porterebbero, da sole, alla fine della carriera politica del suo protettore in qualunque democrazia, anche nella più corrotta. Non c’è nulla di sudamericano in queste storie: nessun paese del Sud America è in queste ridicole condizioni.
Hai detto bene Daniel : " in un paese normale ,se il Pdl fosse un partito normale e uomini (...)
28/10 17:25 - paoloPer i bugiardi patologici che mettono in pericolo la vita degli altri esiste il Trattamento (...)
27/10 14:41 - Damiano Mazzotti