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Basilicata, Abruzzo e Sardegna, si celebra la vittoria del Centro Destra: ma è davvero così?

Una evidenza che i media e ancora di più le segreterie dei partiti vincitori delle ultime regionali evitano di dire è che le loro vittorie non sono certo dei trionfi e questo per un motivo molto semplice in quanto rimangono saldamente minoranza effettiva nelle zone che ora sono chiamati a governare.

Per questo basta guardare i dati reali di queste elezioni.
- Basilicata: 124.500 voti su un corpo elettorale di 573.970 cittadini - astensione: 46,48 % - consenso reale sulla popolazione in grado di votare: 21,6 %
- Abruzzo: 299.949 voti su un corpo elettorale di 1.211.204 cittadini - astensione: 46,89 % - consenso reale sulla popolazione in grado di votare: 24,75 %
- Sardegna: 364.059 voti su un corpo elettorale di 1.470.401 cittadini - astensione: 46,26 % - consenso reale sulla popolazione in grado di votare: 24,75 %.
 
Mediamente 3/4 degli elettori effettivi presenti in queste regioni non si riconoscono nelle maggioranze venute fuori dalle singole elezioni. E' una constatazione strana dovuta soprattutto al fatto che circa 50% degli elettori sono rimasti a casa e in misura minore ai risultati ottenuti dagli altri schieramenti. Comunque ciò dimostra indiscutibilmente che tutti questi consensi trionfali del Centrodestra in quelle regioni risultano del tutto inesistenti.
 
D'altro canto, operare conclusioni sulla tenuta dei partiti a livello nazionale appare alquanto azzardato per non dire ridicolo. Innanzitutto, il numero complessivo di cittadini che si sono recati effettivamente a votare in quelle regioni supera di poco 1.700.000 unità, pari a poco più del 3% dell'intero corpo elettorale italiano.
 
Davvero troppo poco per essere seriamente indicativo di una tendenza a livello nazionale.
Aggiungiamoci poi il fatto che due elezioni erano circoscritte nel Centro Sud e una in un'isola, con logiche ed esigenze locali molto diverse le une dalle altre e ancor di più con il resto delle altre regioni italiane e si potrà capire agevolmente quanta scarsa valenza possano avere a livello nazionale.
 
Tutti elementi che ovviamente i media nostrani si guardano bene dal diffondere e che continuano ad essere celati al pubblico per dovere di una disinformazione congenita di cui sono gli indiscutibili maestri.
 

 

Yvan Rettore
Questo articolo è stato pubblicato qui

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