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Barack Obama ha vinto. Il mondo ha vinto

Il mondo ha vinto. Gli Stati Uniti d’America sono una grande democrazia. La loro campagna elettorale ha raggiunto livelli altissimi di emotività, la competizione è stata forte, tuttavia priva di quell’odio che spesso caratterizza alcune componenti degli schieramenti partitici del nostro Paese, che non esitano a ricorrere a tutti i mezzi, leciti, ma spesso, troppo spesso, illeciti: quando si rendono conto che il responso dei cittadini non è tutto dalla loro parte, e non sarebbe sufficiente ad assicurargli la supremazia, essi non esitano a servirsi anche dell’uso strumentale dell’apparato giudiziario per eliminare gli avversari.

Con Obama hanno vinto i diseredati, gli emarginati, i coloured, gli ispanici, hanno vinto i nostri connazionali, che per numero e valore personale, contribuiscono assai significativamente alle fortune di quel grande Paese. Da noi alligna una subdola cultura antiamericana che non esita a ricorrere alla denigrazione ipocrita, sleale, criticando Coca Cola e Mc Donalds per attaccare gli USA. Quella è la cultura degli orfani del comunismo sovietico, la peggiore declinazione di quella utopia fallimentare che è il comunismo. Costoro ancora, ostinatamente, si rammaricano dell’avvenuto disfacimento dell’URSS al quale avrebbero preferito il disfacimento degli Stati Uniti.

Il mondo senza gli USA sarebbe molto peggiore; non solo politicamente. Il maggior numero dei premi Nobel è appannaggio di quel Paese. I progressi della medicina, della chirurgia, che hanno salvato e continuano a salvare milioni di vite umane, sono in grandissima parte, merito loro. Le migliori scuole universitarie, fucine di cervelli, cervelli veri, anche quelli di provenienza esterna, che senza quelle scuole rimarrebbero sterili, improduttivi, appartengono agli USA.

Dal 1901 al 2012 per premi Nobel assegnati, vediamo: 1°) gli USA con 338 premi, 2°) Gran Bretagna con 119, 3°) la Germania con 103, 4°) la Francia con 59, 5°) la Svezia con 29, 6°) la Svizzera con 25, 7°) la Russia con 23, 8°) il Canada con 21, 9°) l’Italia con venti. La somma dei premi totalizzati dai primi nove esclusi gli USA, è: 399 contro i 338 degli USA. Come si vede, la supremazia USA è schiacciante.

Grazie ai suoi scienziati, al suo sistema universitario, alla sua tecnologia, oggi l’uomo vive meglio e più a lungo e ha potuto debellare una lunga serie di malanni. Il popolo americano è anche un popolo straordinariamente generoso: il World Giving Index, indice mondiale della generosità, basato su donazioni in denaro, volontariato e disponibilità ad aiutare i diseredati, vede primeggiare gli USA , al secondo posto, l’Irlanda, al terzo, l’Australia,al quarto la Nuova Zelanda, al quinto la Gran Bretagna e poi molto staccata, l’Italia, al posto numero 104! Certamente, non viviamo in un mondo perfetto e nemmeno gli Stati Uniti lo sono, anche da loro vi sono le lobby che mirano ai loro interessi egoistici, vi sono i razzisti, tuttavia, il popolo americano ha nel suo seno potenti anticorpi, e la vittoria di Obama sta a dimostrarlo per la seconda volta. Viva Obama, viva gli USA!

Commenti all'articolo

  • Di smemorato (---.---.---.174) 10 novembre 2012 08:45
    Giacomo Nigro

    Una semplice annotazione e una domanda: Obama, come gli altri suoi predecessori è ostaggio di certe lobby. Certamente Romney avrebbe subito quelle peggiori, magari diverse da quelle che influiranno su Barack, ma... chissà?

    • Di (---.---.---.152) 10 novembre 2012 15:46

      Caro smemorato, in democrazia, chi comanda, necessariamente deve tenere conto della volontà degli elettori e tra gli elettori ci sono anche le lobby. 

      Tuttavia, negli USA, la volontà del popolo ha prevalso a dimostrazione che quella democrazia, pur sempre criticabile come tutte le cose di questo mondo, funziona. Colà il presidente, una volta eletto, governa, e le opposizioni si ritirano in buon ordine.
      Da noi, assolutamente NO! perché la nostra democrazia, è eccessivamente garantista e quando in un pollaio ci sono troppi galli non si fa mai giorno.
      Troppi enti, troppi personaggi, troppe istituzioni hanno un micidiale diritto di veto e il Paese ne risulta paralizzato. Chi si ferma è perduto mentre i concorrenti, camminano.
      CESAREZAC 
    • Di smemorato (---.---.---.147) 19 novembre 2012 23:11
      Giacomo Nigro

      L’alto numero di "galli mel pollaio" sono il prezzo da pagare per godere della democrazia. Il problema è: "le galline" hanno danno o piacere da questa situazione? Io credo che riuscire a conciliare tutte le posizioni di una società senza distruggerla è il vero obiettivo della democrazia. Gli ateniesi, che erano una società di numero ridotto, non riuscirono fino in fondo nel loro intento democratico, le nostre evolute e sovraffollate democrazie sono ancora più in difficoltà e "le galline" continuano ad essere insoddisfatte. Ecco che i nuovi galli spintonano per farsi strada e il gioco ricomincia, sempre più confuso..., ma occorre resistere, la democrazia merita sacrifici!
      smemorato

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