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Auto blu: un terzo in meno (pare) rispetto al 2012

Questo, perlomeno, annunciano tra strilli di tromba i giornali governativi (vale a dire praticamente tutti). Restano più di qualche perplessità ed una precisa richiesta.

Nei primi sette mesi dell'anno, pare inoltre che ne siano state tagliate 501 e che adesso le auto blu nostrane siano “solo” 5.768. Ricordando che due anni e mezzo fa ne erano state censite 8.619, risulta poi che rispetto ad allora oggi ne circolano 2.851 in meno, con una riduzione del loro numero di un bel 33%; il terzo in meno a cui hanno fatto riferimento i titoli dei quotidiani.

Quelli, d'altra parte, sono i dati che ha recentemente fornito il Formez, incaricato dal ministero della P.A. di censire il parco vetture dello stato. Cifre però da prendere con un grano di sale. Si riferiscono infatti alle sole auto di grossa cilindrata, con autista, messe a disposizione dei più o meno massimi politici; alle cosiddette auto blu blu. Esistono poi le auto “semplicemente blu”, di minor prestigio, ma sempre con autista, a disposizione dei dirigenti di enti ed amministrazioni locali. Quante sono? Il Formez, che pure rimarca come, dal 31 dicembre 2011 al 1 agosto 2014, il totale delle auto della PA (comprese le blu blu) sia diminuito del 12%, passando da 62.020 a 54.571 unità, non effettua ulteriori distinzioni tra auto di rappresentanza ed auto di servizio. Certo resta che, secondo altre fonti, sono circa 40.000 gli autisti pagati dallo Stato: uno ogni 80 dipendenti della PA con una spesa, solo per i loro stipendi, non lontana dal miliardo l'anno.

Un dato che induce ad essere assai tiepidi nel valutare i risparmi ottenuti in questo campo dagli ultimi governi, sempre che non ci si sia limitati a depennare dagli inventari quelle auto che, per età, erano già in via di rottamazione.

Il rapporto Formez, oltre alle cifre complessive sopra riportate, non dice molto altro. Solo veniamo a sapere che, delle auto blu blu (sì, l'espressione è quasi ridicola quanto il loro numero), 2.297 sono in carico ai Comuni, 1.287 agli organi centrali della PA e che, tra le Regioni, quella che ne ha di più è la Sicilia.

Qualche informazione in più era stata fornita quattro anni fa da un' “operazione trasparenza” che l'allora ministro Brunetta aveva avviato (e che non arrivò a conclusione, pare per la ritrosità a fornire informazioni degli enti coinvolti). Si era scoperto in quell'occasione che il Comune di Torino possedeva addirittura 25 auto blu (di cui 18 blu – blu) e che il Comune di Potenza ne aveva in carico quasi altrettante (23, di cui solo 3, però, della massima categoria). Qualche altro esempio? Il dipartimento di ingegneria dell’Università di Perugia aveva in uso esclusivo cinque vetture con autista, mentre la Federazione italiana scherma ne aveva 13; l’Istituto Nazionale per studi ed esperienze di Architettura navale si accontentava di averne due e l’Università del Sannio se ne faceva bastare 14.

Numeri che non smettono di indignare, sapendo che oggi, mentre si cercano di scovare i centesimi nelle pieghe del bilancio dello Stato e la maggioranza dei cittadini è chiamata a sacrificarsi, potrebbero essersi ridotti di qualche unità. Un condizionale d'obbligo, anche notando quanto le auto conteggiate dal Formez all'inizio della propria ricerca, non siano neppure il 10% delle oltre 650.000, di varie sfumature di blu e grigio, che l'Associazione Contribuenti, in un suo studio cinque anni fa, aveva calcolato fossero in un modo o nell'altro pagate dalle nostre tasse, mettendo nel conto sia le auto di proprietà delle amministrazioni che quelle in leasing, in noleggio operativo e noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni e municipalizzate, Asl, comunità montane, enti pubblici, enti pubblici non economici, società misto pubblico-private e società per azioni a totale partecipazione pubblica.

Dati disomogenei e tra loro non confrontabili? C'è qualcosa che il ministero della PA può fare subito, per non dare ai cittadini la sensazione di essere presi per i fondelli. Comunicare chi diavolo siano le quasi 6.000 “alte” personalità che per svolgere il proprio compito necessitano di una berlina di grossa cilindrata con autista. Soprattutto, può dire a chi siano state tolte le auto blu che sarebbero state fatte sparire. Sì, fare nomi e cognomi. Ci sono questioni di privacy e di sicurezza? Ci sono precise leggi dello Stato? Bene, ce n'è anche una, del 1991, che stabilisce che abbiano diritto all'auto blu solo i ministri ed i loro sottosegretari, oltre a qualche altissimo papavero dell'amministrazione centrale. Si tratta, in ogni caso, di informazioni riservate? Se la signora Elisabetta, di mestiere regina d'Inghilterra, deve rendere conto d'ogni suo spostamento effettuato con mezzi dello Stato, dovrebbe essere il minimo del rispetto nei confronti dei cittadini far sapere loro chi siano quelli a cui debbono pagare l'auto, l'autista, il bollo, le gomme e la benzina. 

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