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di Michela Aprea venerdì 17 giugno 2011 - 0 commento oknotizie
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Attacco ai beni confiscati alle mafie. Siamo di fronte ad un modello Caserta?

Tira una brutta aria a Caserta in questi giorni. Non che fosse una novità, la provincia suo malgrado è stata spesso protagonista di scempi ambientali e umani, ma la frequenza con cui negli ultimi giorni si sono venuti a susseguire gli eventi racconta di una preoccupante caduta, in particolare, del tessuto istituzionale a vantaggio di criminalità e violenza. E la richiesta rivolta all'associazione Jerry Masslo da parte del sindaco di Castel Volturno, Antonio Scalzone, di restituire il bene confiscato alla criminale Pupetta Maresca è la triste riprova di un processo in atto davvero inquietante soprattutto se messo in relazione con un altro evento: quello delle minacce subite dall'ex sindaco di Casal di Principe, Renato Natale, presidente, guarda caso, proprio dell'associazione nata a seguito dell'uccisione a Villa Literno di Masslo.

Siamo di fronte ad un modello Caserta? C'è chi ne è certo. Anche perché il tentativo del sindaco Scalzone non è un triste caso isolato ma un infelice pendant con l'altro tentativo, quello del neoeletto sindaco di Trentola Ducenta, Michele Grifo, di non rinnovare l'affido alla Compagnia dei Felicioni, della Comunità di Capodarco, della villa confiscata al boss dei casalesi Dario De Simone.

"Una delle più belle e significative esperienze di uso sociale dei beni confiscati alle mafie realizzata in Italia" secondo la CGIL Caserta e invece, liquidata dal sindaco del comune casertano come praticamente inutile, visto che, ha motivato, "non è offrendo ospitalità ai bambini vittime di violenza che si combatte la camorra". Sarà, ma c'è chi non la pensa nello stesso modo, tanto che è previsto per domani - alle 18, presso la Casa di Alice a Baia Verde, il convegno "Modello Caserta? Attacco ai beni confiscati". L'iniziativa nasce proprio a seguito della scandolosa decisione dei due sindaci che ha imposto un repentino cambio di programma per il Festival dell'Impegno civile, promosso dal Comitato don Peppe Diana e dal coordinamento di Caserta dell'associazione Libera e in programma a Castel Volturno fino a domenica.

Cancellata la sfilata di abiti realizzati da immigrati - a cui avrebbe dovuto partecipare, tra l'altro, la piccola Mary Morad, uccisa lo scorso sabato a bastonate da un concittadino ghanese, il trentenne Richard Frimpong – e sostituita dal dirimente incontro. Chiusi, per l'intera giornata di oggi, gli uffici della CGIL a Castel Volturno in segno di lutto. La Confederazione, che ha partecipato ai funerali della piccola, ha espresso solidarietà e vicinanza alla comunità africana residente sul territorio per il terribile avvenimento. "Ci stringiamo nel dolore – ha affermato - auspicando che terribili vicende come questa non si verifichino più e che i segnali d'apertura arrivati dalla Giunta comunale di Castel Volturno, nel dichiarare una giornata di lutto cittadino, siano il primo passo verso l'integrazione e la civile convivenza tra i residenti". 

Intanto resta dura la posizione della Confederazione sulla decisione dell'amministrazione comunale di restituire l'immobile dove ha sede la Casa di Alice: "E' un atto grave - afferma la Cgil - che lancia un segnale non rassicurante alla lotta alla criminalità organizzata e alla confisca dei beni alle mafie".
"Compito di un'amministrazione comunale - denuncia il sindacato - è di accompagnare in positivo i progetti e non quello di sottrarre al bene pubblico patrimoni illecitamente accumulati". "Mettere in campo – conclude - tutte le iniziative a sostegno della legalità e della giustizia e a contrasto di tale eventualità".

di Michela Aprea venerdì 17 giugno 2011 - 0 commento oknotizie
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