Le grandi catastrofi naturali non colpiscono solo l’uomo, ma anche gli animali, costretti ad affrontare gli sgambetti della natura con strumenti di difesa molto meno avanzati rispetto a quelli dei loro "padroni". Il tema nel capoluogo abruzzese è molto noto: le immagini di animali intrappolati sotto le macerie, feriti, dispersi e disorientati sono bene stampate negli occhi di molti aquilani che si sono trovati a difendere dal terremoto, anche rischiando la propria vita, i loro amici a quattro zampe.
Le grandi catastrofi naturali non colpiscono solo l'uomo, ma anche gli animali, costretti ad affrontare gli sgambetti della natura con strumenti di difesa molto meno avanzati rispetto a quelli dei loro "padroni". Il tema nel capoluogo abruzzese è molto noto: le immagini di animali intrappolati sotto le macerie, feriti, dispersi e disorientati sono bene stampate negli occhi di molti aquilani che si sono trovati a difendere dal terremoto, anche rischiando la propria vita, i loro amici a quattro zampe.
Spesso, infatti, il proverbiale istinto degli animali non è sufficiente a tirarli fuori dalle situazioni di pericolo, specie quando lo shock ha il sopravvento. In questi casi, l'intervento dell'uomo è fondamentale.
Un caso emblematico in questo senso è il terremoto del Sichuan, che nel 2008 ha colpito la Cina causando migliaia di morti. Il sisma devastò una delle più grandi riserve di panda gigante, ma i simpatici animali vennero salvati proprio grazie all'immediato soccorso dei loro compagni di "sventura" bipedi, che rischiarono la vita nelle difficili operazioni di recupero. I panda, infatti, erano terrorizzati: alcuni si erano arrampicati sugli alberi e non ne volevano sapere di muoversi, altri, più lucidi, cercavano di scavalcare le mura che li separavano dalla libertà e dalla sicurezza saltando uno sull'altro. Una scena ripresa dalle telecamere e rimasta impressa nella memoria collettiva.
All'Aquila di fronte alla drammatica mole di persone cadute a causa del sisma, forse a pochi è venuto in mente, almeno nell’immediata emergenza, il problema degli animali morti, feriti, dispersi o intrappolati tra la macerie. Per fortuna tra quei pochi c’erano veterinari e volontari di associazioni animaliste: uomini che, anche nell’estremo disagio, sono riusciti a conservare un pensiero per coloro che, travolti da questa immane tragedia, non avevano nessuno strumento, né fisico né cognitivo, per affrontarla. L’emergenza veterinaria non è passata inosservata neanche alla Protezione Civile che, nel giro di pochissimo tempo, ha provveduto alla costituzione di una task-force demandata alla gestione della situazione degli animali colpiti dal sisma. IlCapoluogo.it ha ampiamente affrontato la questione dell'emergenza veterinaria nello speciale cartaceo "Gli angeli del terremoto".
Il tema degli animali nelle catastrofi naturali qualche mese fa è stato rilanciato dal veterinario Raffaele Bove, che, in una lettera aperta indirizzata alle istituzioni, ha ripercorso la storia della " disastrologia veterinaria" e proposto degli spunti per il futuro della disciplina. Nella lettera Bove ha concentrato le sue osservazioni proprio sulla gestione dell'emergenza veterinaria in Abruzzo.
La lettera aperta di Bove
Sono un veterinario con la passione per la Protezione Civile, nato in un Comune alle falde del Vesuvio. La mia esperienza inizia da volontario nel terremoto dell’Irpinia, partecipando, poi, più attivamente alle emergenze, come responsabile della funzione Sanità, nell’alluvione Sarno,nell’ alluvione San Martino Valle Caudina, nel Sisma Puglia - Molise, nell’emergenza Kossovo e, nell’ultimo evento sismico dell’Aquila, ho curato un dossier pubblicato sulla rivista Argomenti.
La disastrologia veterinaria compie quest’anno 30 anni di attività. Nasce con il terremoto dell’Irpinia nel 1980, quando il Ministero della Sanità chiama il Prof. Adriano Mantovani a coordinare gli interventi veterinari. Per gestire l’emergenza, è nominato Commissario l’On. Zamberletti.
La tragedia è enorme e, nonostante l’impegno dei soccorritori e la capacità tecnico-professionale dei responsabili del coordinamento dei soccorsi, la risposta all’evento è lenta e, per alcuni aspetti, inappropriata.
Dall’esperienza dell’Irpinia, gradualmente ma in maniera organica, è nato quello che oggi viene definito Sistema Complesso di Protezione Civile, riconosciuto, a livello internazionale, tra i più avanzati.
Il Prof. Mantovani, con un gruppo di veterinari, ha sviluppato un vero e proprio approccio metodologico alla gestione dell’evento/emergenza, con una pianificazione delle attività e l’elaborazione di specifici protocolli e modelli operativi.
Tutto il lavoro svolto è stato successivamente implementato e messo a punto, facendo tesoro delle successive emergenze di piccole e medie entità che i Servizi Veterinari hanno, di volta in volta, affrontato nel corso degli anni.
Il modello di intervento dei servizi veterinari nelle catastrofi è stato ufficializzato in una circolare emanata dal Ministero della Sanità – Direzione Generale Servizi Veterinari con una Circolare del 18 marzo 1992 n. 11 “Piano organizzativo ed operativo per attività d’emergenza dei Servizi Veterinari”, che evidenzia la necessità di un’organizzazione territoriale in grado di far fronte a calamità o ad emergenze locali.
Nello stesso anno, con la Legge 225, viene istituito il Servizio Nazionale di Protezione Civile. Con esso, tra l’altro, viene istituita la Commissione Grandi Rischi, in cui, nella sezione rischio sanitario, viene nominato, come componente, il Prof. Adriano Mantovani.
Nel 1998, un veterinario viene nominato dal Prefetto di Salerno responsabile della Funzione Sanità del Centro Operativo Misto (C.O.M.) di Sarno. L’emergenza Sarno stimolerà il gruppo di veterinari, impegnati nelle emergenze non epidemiche che fanno riferimento al Prof. Mantovani e al Responsabile della Sanità del Dipartimento della P.C., alla stesura di “LINEE-GUIDA PER L’AZIONE VETERINARIA NELLE EMERGENZE NON EPIDEMICHE”.
Il documento, elaborato dal Centro OMS/FAO per la Sanità Pubblica Veterinaria, nonché di esperti di Istituti Zooprofilattici e delle AA.SS.LL., viene pubblicato nel 1998, a firma del Sottosegretario alla Protezione Civile e del Ministro della Sanità.
Le summenzionate linee guida, nonostante necessitino di un aggiornamento, sono ancora attuali, pienamente rispondenti alle esigenze operative e contengono tutti gli elementi per una corretta pianificazione.
I rapporti tra il Centro OMS/FAO, il gruppo dei veterinari operanti nel settore, e il Dipartimento della Protezione Civile, si intensificano, raggiungendo, nel 1999, piena sintonia durante la gestione dell’emergenza legata al conflitto in Kossovo. La qualità del lavoro svolto dal Nucleo Controllo Igiene Alimenti (NCIA), nei campi profughi in Albania, viene riconosciuto anche in ambito internazionale, e una sintesi dell’attività svolta viene pubblicata sul n°40 del WHO Weekly Epidemiological Record.
Dal 1999, è presente, presso il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, un medico veterinario che ha valorizzato l’esperienza trentennale dei veterinari e, in armonia con le altre componenti della sanità, ha contribuito alla realizzazione di un approccio sistemico alla medicina delle catastrofi. L’intervento veterinario nelle emergenze si inquadra in una risposta organica nell’ambito della complessa organizzazione dei soccorsi sanitari. In questa nuova fase, costruita da tutti gli attori e i soggetti della risposta sanitaria nelle grandi emergenze, nascono i “Criteri di massima per l’organizzazione dei soccorsi sanitari nelle catastrofi”, approvati in sede di Conferenza Stato, Regioni e Province Autonome, e pubblicati sulla G.U. n. 109 del 12 maggio 2001.
Tale documento rappresenta il momento di incontro tra tutti gli operatori della Sanità, nell’ambito di un’organizzazione complessa che si sviluppa intorno a due elementi portanti: il 118 e il Dipartimento di Prevenzione. Tale impianto è valido, sia per la pianificazione dell’emergenza che per la gestione dell’evento in corso.
Il ruolo della Sanità, inclusa la sanità pubblica veterinaria, nella stesura dei Piani di Protezione Civile Comunali, Provinciali, e Nazionali, è determinante. Ricordo, a questo proposito, il nostro contributo dato sia nel Piano Vesuvio, sia nell’elaborazione del Piano della Sicilia Orientale per il rischio sismico (SOT).
Alla luce di quanto risulta indicato nei documenti ufficiali e sulla base della mia personale esperienza, vorrei sottoporre alcune osservazioni sulla gestione dell’emergenza Abruzzo, relativamente al settore veterinario. La scelta fatta, in occasione del sisma del 6 aprile, di affidare l’organizzazione delle attività veterinarie ad un “Commissario”, ponendo di fatto i Servizi Veterinari al di fuori di quanto costruito in questi anni all’interno della funzione sanità, è stata inopportuna e obsoleta.
Nel 1980, non esistendo un sistema di Protezione Civile, ricorrere a coordinatori nominati ex novo, è stata una scelta obbligata. Oggi, invece, la nomina di un “Commissario” per coordinare le attività veterinarie nel terremoto dell’Aquila, riporta indietro di trent’anni le lancette dell’orologio.
Durante un’emergenza, gli Enti e le Istituzioni ( AASSLL, Comuni, Province, Regioni, ecc..) continuano a fare, in modo autonomo e responsabile, le attività previste dalla normativa vigente. Nessuna struttura può essere commissariata per lo svolgimento delle proprie attività, in quanto il Servizio Sanitario Nazionale entra nel sistema di protezione civile conservando la propria organizzazione, le proprie competenze ed il proprio ruolo, ed è rappresentato, nelle emergenze, in tutti i centri di coordinamento attivati a livello nazionale, regionale e locale.
Un concetto molto importante in P.C. è il principio di sussidiarietà. Nel terremoto dell’Aquila, mi è sembrato che il modello di intervento della P.C. sia stato, per così dire, “Centralista”.
Nella mia esperienza ricordo che il ruolo centrale, nella gestione delle emergenze, è caratterizzato da un forte coinvolgimento del territorio che si esprime, di solito, nell’attivazione di un COM molto organizzato ed efficiente, sotto il controllo del Prefetto e del Dipartimento della Protezione Civile (DPC), in sinergia con il Sindaco, Autorità di P.C. La Direzione Comando e Controllo (DiComaC), invece, ha più una funzione di direzione.
La mia impressione, nel terremoto in Abruzzo, è stata quella, invece, di una DiComaC come un super COM. Certamente, una scelta mediatica eccellente, ma discutibile dal punto di vista operativo. Sono stato testimone di episodi in cui cittadini aquilani si sono presentati alla DiComaC per chiedere dei beni di prima necessità (ad esempio farmaci).
Mi è sembrato, inoltre, che, nel terremoto dell’Aquila, le figure dei Disaster Manager (Di.Ma.) siano state impegnate in modo alquanto insufficiente.
Chi sono i Di.Ma?
Per oltre dieci anni, il Dipartimento di Protezione Civile ha formato, con dei corsi specialistici, del personale proveniente da diverse Amministrazioni dello Stato, con l’obiettivo di formare personale specializzato alle attività di pianificazione e di gestione delle emergenze.
Nel tempo, i Di.Ma. sono stati coinvolti nelle diverse emergenze, prima con incarichi di lieve responsabilità e, poi, con il maturare delle esperienze, sono stati impegnati come responsabili delle funzioni di supporto o di COM.
Il vantaggio di coinvolgere i DiMa nelle emergenze è molteplice: essi sono formati e collaudati in situazioni emergenziali, conoscono il Sistema complesso di P.C. ed, essendo, nella maggioranza dei casi, dipendenti della P.A., sono attivabili senza particolari oneri aggiuntivi.
Il lavoro svolto dai Servizi Veterinari del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl dell’Aquila è stato, dal punto di vista tecnico-professionale, molto soddisfacente, dal punto di vista umano, poi, è stato semplicemente eroico, come è testimoniato da un dossier pubblicato sulla rivista Argomenti di Luglio 2009, N° 2 (“Sisma in Abruzzo. Lettera di un veterinario che ama la propria terra, legato alla propria gente e soprattutto ama gli animali fedeli compagni di vita...” di Roberto Mancini; “Sisma in Abruzzo. Tra il passato e il presente per costruire il futuro” di R. Bove, M. Ciuffetelli, F. De Paulis, P. Imperiale; “Sisma in Abruzzo. Intervista a Salvatore Squarcione” di R. Bove; “Sisma in Abruzzo. Piano di controllo delle aree di produzione e somministrazione pasti nei campi tenda” di F. De Paulis; “Sisma in Abruzzo. Il SIVeMP per la veterinaria dell'Abruzzo”; “Sisma in Abruzzo. Igiene Urbana Veterinaria e controllo randagismo” di E. Loretti; “Sisma in Abruzzo. Intervista a Paolo Dalla Villa” di E. Loretti; ”Sisma in Abruzzzo. Un ringraziamento al Servizio veterinario ASL 4 Aq”)