Il 24 luglio del 1991 veniva ucciso dalla camorra Alberto Varone. Non si era piegato alle richieste del clan Esposito di Sessa Aurunca (CE). Il 24 luglio 2011, a venti anni dalla morte, sul bene confiscato di Maiano (CE) intitolato proprio ad Alberto Varone, si è svolto, nell'ambito del Festival dell'Impegno Civile, la commemorazione della sua sua figura, della normalità, dell'eroicità.
Come sta sig. Varone? Immagino, la morte è più difficile da accettare per coloro che continuano a vivere, piuttosto per chi la subisce. Va bene, come desidera, non lasciamoci prendere da discorsi tristi e malinconici.
Cosa è successo in questi ultimi venti anni? Beh, guardi, un anno dopo la sua morte c’è stata la stagione delle stragi. Hanno ucciso Falcone e Borsellino, due autobombe, una a testa. C’è stata tanta indignazione, quasi una rivolta popolare. Hanno processato Andreotti, la DC è scomparsa. No, non scherzo, la DC è scomparsa, ma anche il PSI. C’è stata tangentopoli, hanno arrestato tutti quanti. E i partiti sono scomparsi. Mi creda, non la sto prendendo in giro. Tutto vero, ma siamo solo all’inizio del racconto.
Dopo? Dopo ci sono state più strade e piazze intitolate a Falcone e Borsellino: ho presa una multa a via Borsellino, a me una sosta vietata in via Falcone. No Varone, no al momento non c’è nessuno che si lamenta per una multa presa a suo nome. C’è un bene confiscato che le hanno intitolato. Che cosa è un bene confiscato? Guardi le sembrerà strano ma sono i terreni, i beni dei camorristi che ritornano ai cittadini. Chi ci vive e lavora sui beni confiscati. Non si preoccupi, quattro pazzi.
Un poco come lei, se mi permette che, ha saputo dire di no alla camorra. Non ho detto la parola eroe, lo so che le da fastidio. Una persona normale che difende la propria dignità. Va bene, non divago più. I giornali?
Si, si vanno sempre a prendere la mattina presto. Ma si vendono poco oggi. Ora si legge tutto in rete. Noo, non si va a leggere a mare il giornale, la rete è internet. Si può sapere tutto, di tutto il mondo e subito. I giornali si vedono ancora, lo so che lei è affezionato all’informazione. Si è saputo pure che qui ci sta la camorra. Che hanno sparato, ammazzato, messo bombe, taglieggiato, affamato. Eh sì, la disoccupazione aumenta sempre, la gente emigra e il mare è sporco, e la monnezza si accumula in strada. Non direi che si stava meglio quando si stava peggio, ma quasi.
Cosa dice il giornale di oggi? Hanno arrestato un deputato napoletano, un altro pugliese invece ha scampato le manette, indagato politico in Lombardia per le tangenti, così anche in Sicilia e in Umbria, ma anche in Liguria. Eh no, mica le ho raccontato sciocchezze, sì lo so che le ho detto che hanno arrestato tutti, ma venti anni fa. Eh no, mica hanno imparato l’onestà. Questi sono i portaborse di quelli arrestati venti anni fa, si sono fatti più furbi. Cosa vuole sapere ancora? No, la fame nel mondo non è stata sconfitta. Neanche il cancro. No, i poveri sono aumentati. L’inquinamento è peggiorato. Beh questo proprio no, i politici non sono tutti collusi. Si difendono dicendo che non posso sempre sapere con chi si fanno le foto, un poco come i calciatori.
lavoratore, scrittore, giornalista: slow reportage
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