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di Giovanni Mistero mercoledì 28 dicembre 2011 - 0 commento oknotizie
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Agenda digitale: Mezzogiorno e una squadra per l’innovazione. In che direzione va il Governo Monti

Si è spesso parlato del problema dell'agenda digitale del nostro paese. E molto se n'è parlato quando ci si aspettava un ministro o sottosegretario ad hoc da questo nuovo Governo, dato che le speranze nel vecchio erano poche.

Delusione e attesa di novità si sono alternate in questo mese, finché oggi due notizie sembra abbiano dato un po' di luce a un argomento, quello dell'investimento sul digitale che, come ricorda Fabio Chiusi sul suo blog, crea valore in diversi modi: 

1. Incrementando il Pil (in Italia, del 2% – in Svezia e Gran Bretagna il contributo è del 5%, in Francia di oltre il 3%).
2. Creando posti di lavoro (700 mila in 15 anni; al netto di quelli distrutti sono 320 mila – il che significa che la internet economy ne crea in media 1,8 per ogni posto di lavoro eliminato. In Svezia sono 3,9).
3. Favorendo la crescita e l’esportazione delle aziende (le PMI digitali sono cresciute «a una velocità più che doppia» rispetto a quelle ‘sconnesse’)
4. Offrendo agli utenti di internet un surplus di valore derivante dai benefici aggiuntivi che la Rete mette a disposizione gratuitamente (in Italia nel 2009 era di 7 miliardi di euro, cioè 21 euro al mese per ogni famiglia connessa).

Pur dovendo superare degli ostacoli. Riprendendo il rapporto il Sole24Ore sottolinea come grazie a internet "sono stati creati 1,2 milioni di nuovi posti di lavoro; favorito anche lo startup di nuove imprese grazie a servizi a basso costo".

Un pezzo di Enrico Marro sul Corriere ci spiega quali saranno i primi passi per uno sviluppo dell'agenda digitale nazionale, partendo dal Mezzogiorno:

Il governo Monti lo scorso dicembre ha firmato con le Regioni del Sud un accordo per accelerare l`utilizzo dei Fondi strutturali comunitari e un «Piano d`azione-coesione» che prevede, tra l`altro, tre progetti:

1) Azzeramento del digital divide, incrementando la velocità di accesso ad Internet ad almeno 2 megabit per tutti i cittadini e le imprese del Sud. Si tenga conto che, secondo il monitoraggio nazionale del Dipartimento per le Comunicazioni del ministero dello Sviluppo, in Molise il 26% del territorio ha ancora connessioni che vanno a meno di 2 megabit, in Basilicata questo dato è il 13,8%, in Calabria il 13,4%, in Abruzzo il 10,3% (ma ci sono anche Regioni del Nord con un alto digital divide: Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige con più del 12%, Valle d`Aosta col 10,9%, Piemonte col 9,3%, Veneto col 9,2%).

2) Incremento, entro il 2020, della velocità di accesso a Internet oltre Zoo megabit per il 5o% dei cittadini e per il 100% della popolazione a 3o megabit (in ritardo rispetto all`agenda europea). A questo fine vengono avviati investimenti per 254 milioni di euro nel Mezzogiorno che si aggiungono ad altri 288 milioni già impegnati da Sicilia, Sardegna e Campania.

3) Digitalizzazione completa della pubblica amministrazione per rendere fruibili on line tutti i suoi servizi. Verranno spesi altri 161 milioni, in particolare nel Sud.

Insomma, un passo avanti rispetto a quello a cui ci aveva abituato il Governo Berlusconi, ma la strada è ancora lunga.


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