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Accoglienza immigrati: più analisi dei dati e meno propaganda

di Rocco Artifoni

Mercoledì 7 novembre il Senato – con voto di fiducia posto dal Governo – ha approvato il decreto 113/2018 recante “disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”.

Quasi in contemporanea, Openpolis – un osservatorio civico della politica italiana che si occupa di accesso ai dati pubblici – ha pubblicato uno studio dal titolo: “Centri d’Italia. Bandi, gestori e costi dell’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati”.

La coincidenza temporale non sembra affatto casuale. Infatti, nella premessa del report di Openpolis si legge: “In questi anni la mancanza di strumenti di analisi del sistema nel suo complesso ha permesso che temi come quello del “business dell’accoglienza” potessero svilupparsi nella loro ambiguità gettando un’ombra di sospetto sull’intero settore. Grazie a questa ambiguità è il concetto stesso di accoglienza che viene screditato, senza distinzioni. Ma quando l’attacco e il giudizio avvengono in modo indiscriminato, nella ricerca di un facile consenso, quando il dibattito è superficiale e l’informazione non contribuisce a elevarlo, individuare le responsabilità politiche, amministrative o di gestione diventa più difficile”.

Dal dossier di Openpolis si apprende che in Italia tra il 2012 e il 2017 sono stati oltre 10mila i contratti pubblici attraverso cui è stato finanziato il sistema di accoglienza. Non mancano gli aspetti problematici: “scarsa trasparenza del sistema di accoglienza straordinario per richiedenti asilo e rifugiati, mancata coerenza nelle procedure di assegnazione dei bandi di gestione sul territorio nazionale, disomogeneità delle stime e delle voci di spesa, difficoltà di accesso ai dati”.

Nella presentazione Vittorio Alvino, presidente della Fondazione Openpolis, ha sottolineato che “il rapporto Centri d’Italia è frutto di un lungo e faticoso lavoro di raccolta dati e della realizzazione di un sistema informativo che da oggi possiamo mettere a disposizione di chiunque – nelle istituzioni e nelle associazioni, nei media e nel mondo della ricerca – sia interessato a costruire insieme a noi un osservatorio indipendente per il monitoraggio del sistema di accoglienza in Italia, tanto più urgente oggi dopo una riforma che incide in maniera radicale su tutto il sistema”.
Tutto ciò a conferma che “la trasparenza dei dati è precondizione per un dibattito pubblico informato, basato su numeri e fatti e non su slogan propagandistici. Servono informazioni verificabili su cui sviluppare analisi per implementare efficaci politiche di accoglienza e integrazione”, come ha dichiarato Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid Italia, che ha collaborato al lavoro di documentazione di Openpolis.

Centri-dItalia-2018 il rapporto completo di Openopolis

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