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Vendola indagato per concussione, in una videolettera su Youtube il suo commento

Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, sarebbe iscritto nel registro degli indagati per tentata concussione, per aver fatto pressioni sulla nomina a primario di un ospedale della regione. E il Presidente manda una videolettera su YouTube ai pugliesi per spiegare le sue ragioni.

L’accusa contro Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, sarebbe quella di tentata concussione, per sue presunte pressioni per la nomina del professor Giancarlo Logroscino, esperto di epidemiologia tornato in Puglia da Harvard dove insegnava, a primario dell’ospedale "Miulli" di Acquaviva delle Fonti.
 
Per questo sarebbe indagato dalla procura di Bari nell’ambito di un’inchiesta sulla sanità pugliese: avrebbe infatti esercitato pressioni sull’allora assessore regionale alla sanità Alberto Tedesco (ora senatore del Pd) per questa nomina, e il fatto sarebbe dimostrato da un’intercettazione telefonica di una conversazione fra i due, nella quale Vendola esprime la sua preferenza per Logroscino e insinua che la scelta dell’altro candidato avesse alle spalle ragioni politiche.
 
Alla notizia, diffusa dai giornali, dell’indagine a suo carico, Vendola risponde così: "Sarei indagato? Sono mesi che danzano per aria queste "notiziole", che provano ad assediare la mia vita. Sono notizie usate continuamente allo scopo di inquinare la lotta politica". E aggiunge: "Non riesco neppure a capire il motivo per cui sarei stato iscritto nel registro degli indagati e per quali reati. Caso mai, dovrei forse essere premiato per aver capovolto l’andazzo italiano. Che corrisponde a quello di premiare e selezionare coloro che operano nella sanità pubblica non con criteri meritocratici, ma con il sistema della fedeltà politica. Ho l’orgoglio di aver chiesto di tornare in Puglia ad un professore associato ad Harvard, Presidente dell’associazione mondiale delle scienze neurodegenerative. Credo di aver difeso così il diritto alla salute. Non so per quali reati potrei essere stato iscritto nel registro degli indagati. Ma quello di cui si discute mi sembra un provvedimento stravagante della magistratura".
 
E in una videolettera ai pugliesi che Vendola ha diffuso tramite YouTube, dichiara: "Se fosse vera la mia iscrizione al registro degli indagati, seppur accompagnata - così si legge nelle cronache giornalistiche - da una richiesta di archiviazione, devo confessarvi che resto completamente sereno per una vicenda che non mi scalfisce". Il Presidente sottolinea: "E’ un episodio di buon governo ed è incredibile che possa essere capovolto in un episodio da analizzare con la lente del codice penale. Non penso di dover sentire dentro di me offesa perché io non ho recato offesa a nessuno. Per l’ennesima volta - conclude Vendola - si tenta di costruire un polverone nei miei confronti, contro di me. Sono tanti mesi, quasi un anno intero in cui abbiamo visto andare in scena tentativi di colpirmi. Devo essere proprio un’anomalia, devo essere una cosa strana da far sparire. Mi spiace per tutti i miei nemici, ma non intendo sparire".
 
Insomma, a pochi giorni dal voto delle primarie per scegliere il prossimo candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione (lo scontro è tra Vendola e Francesco Boccia, deputato del Pd), alle polemiche politiche si affianca il caso giudiziario. A questo proposito, sempre nella videolettera, Vendola commenta: "Capisco bene che questa è la settimana delle primarie e che la lotta politica si possa svolgere su tanti piani, a volte anche inclinati che rischiano di portarci in un dirupo".
 

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