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 Home page > Attualità > Cronaca > Croce Rossa Italiana: il bandolo della matassa

Croce Rossa Italiana: il bandolo della matassa

Parliamo delle anomalie della CROCE ROSSA ITALIANA, nota dolente di un Ente Umanitario di cui le irregolarità non hanno fine.

Questa volta ci occupiamo di tre vicende di una rilevanza giuridica non indifferente. 
 
La prima: la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti in Sicilia, ha condannato il dirigente della Croce Rossa, Giovanni Puleo, a risarcire il danno causato dall’illegittima nomina di un revisore dei conti. Il dirigente della CRI Siciliana, quale rappresentante dell’azionista unico della società che gestisce in “in house" il servizio 118 in Sicilia, aveva nominato un alto dirigente della Croce Rossa revisore per il periodo 2004-2007. I magistrati contabili nella sentenza hanno scritto che “pur provvisto di titoli professionali” il professionista non avrebbe potuto ricoprire quel ruolo perché all’atto della nomina rivestiva già l’incarico di capo dipartimento amministrazione e patrimonio del comitato centrale della Croce Rossa. La nomina è dunque illegittima e i compensi percepiti, costituiscono un danno all’erario. Puleo, tuttavia, risarcirà  solo un parte: secondo i giudici non può essere il solo imputato della colpa in quanto sarebbe stato compito del collegio sindacale rilevare la contrarietà alla legge della nomina.

 

Altra nota di rilievo, è Il Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, ha emesso l’ordinanza Commissariale n° 0418 -09  del 30/12/09 dove “ordina” all’Ispettore Nazionale del Corpo Militare C.R.I. di avviare la procedura per un Procedimento Disciplinare di Stato nei confronti del Maresciallo Capo Lo Zito Vincenzo, colpevole di aver reso pubblici, attraverso un blog su internet, postando articoli di giornali e documenti, su delle presunte irregolarità , così si legge nel blog denunciati prima ai vertici dell’Ente poi alle autorità competenti.

Il laconico comunicato dello stesso Maresciallo Lo Zito non fornisce altre spiegazioni, che invece potrebbe fornire, se volesse fare chiarezza, la Croce Rossa italiana che su questa vicenda continua a mantenere un singolare silenzio. Spiegazioni e punti di vista di ambedue le parti potrebbero portare giovamento a tutti e forse riportare un minimo di calma e ragionevolezza. Se la CRI crede si essere al di sopra di ogni sospetto, come tutti vorremmo che fosse trattandosi di un ente tanto meritevole e importante, perché non approfondire gli accertamenti sulla gestione amministrativa della Croce Rossa Abruzzese?

Altra vicenda scottante, è quella che riguarda un ufficiale del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, la vicenda risale al 2004 quando il Capitano Cri M. Martinez, chiese con istanza all’Ente, il perché non fosse stato inserito in servizio attivo in seguito a circolare prot  n° 0072844/04 del 10.11.04, da parte del Comitato Centrale CRI, richiamando l’Ordinanza Commissariale n° 2142/2003 dove nelle nota, si riscontrava che non tutte le autorizzazioni ai richiami erano state utilizzate; invitava, pertanto, i Comitati Regionali e le Unità periferiche CRI ad inviare un elenco nominativo in relazione alle esigenze per i servizi d’Istituto della CRI, in ottemperanza alla superiore circolare, sia il comitato provinciale di Parma che di Bari, chiedevano il richiamo nominativo del Capitano CRI Mario Martinez.

Tale  istanza è stata esitata per più di due anni, e solo in forza ad una sentenza del TAR Lazio n° 1413/07, la CROCE ROSSA dava riscontro con la nota n° 31724 del 11.05.07, dove rilevava presunte irregolarità nella procedura seguita dai comitati richiedenti, inducendo che le richieste non era state inoltrate ai competenti Comitati Regionali CRI.

La nota impugnata dal Capitano Martinez, al T.A.R.  Lazio non lascia dubbi, infatti è con la sentenza n° 09455/09 si legge che i procedimenti dei comitati CRI risultano correttamente eseguiti, dove si rileva abuso di potere e violazione dell’art 97 della Costituzione da parte della CROCE ROSSA ITALIANA.

Con l’ordinanza commissariale n° 417 del 29.12.09, si continua a richiamare sempre lo stesso personale militare da anni, per presunte calamità nel territorio nazionale, violando i principi di volontariato, che ne caratterizza sia la componente militare che lo spirito dei principi fondamentali della stessa Associazione Umanitaria, rilevato dallo stessa ispezione del M.E.F./2008 (da pag 59 a pag 67), da rilevare che per esigenze di calamità, si ottemperano anche le sentenze.


Per un ente Imparziale, Neutrale e Umanitario come la Croce Rossa, queste vicende sono una chicca di prestigio, che vanno ad aggiungersi ai cimeli di irregolarità e abusi che in questi ultimi anni la rendono protagonista assoluta, grazie, alle ispezioni degli organi di controllo, condotta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze - RGS-IGF e nelle sedi competenti giuridiche, diventando ormai  "gossip" della carta stampata , con un grande passato, ma con un futuro incerto e molto discusso, grazie alle gestioni clientelari che si sono susseguite negli anni... il perseverare diventa diabolico.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.43) 12 gennaio 2010 14:43

    e pensare che in seguito al dramma vissuto dal popolo abruzzese, in nome e per conto dell’associazione a cui appartengo, ritenendo al di sopra di ogni sospetto,come spero sia in altri ambiti la CRI, abbiamo preferito inviare a loro il nostro piccolo contributo d’aiuto. forse tornando indietro non lo rifarei.
    letizio Vitagliano

  • Di (---.---.---.138) 13 gennaio 2010 16:37


    io no so qualcosa della croce rossa,perche lho provato su la mia pelle,posso dire che i volontariate sono innocente e la magiorita sono persone per bene ,ma gli responsabile e quelli chi lavorano dentro sono una associazione a delinquere....
    freetunisia2008<youtube>

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