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 Home page > Attualità > Economia > La crisi c’è ma non se ne parla

La crisi c’è ma non se ne parla

Perché la Tv e le grandi testate giornalistiche non raccontano la crisi?

Che la crisi economica italiana sia grave lo sanno in tanti, ma non tutti.
Che la crisi ci sia in Brianza, come a Pomigliano d’ Arco, come a Vasto, come ad Ascoli o a Reggio Emilia è cosa certa, ma mi pare che a non accorgesene siano proprio coloro che per lavoro dovrebbero tenere informato ed aggiornato il popolo.
In televisione sui canali nazionali da giorni non se ne parla proprio. In tv infatti ultimamente spopolano le discussioni su, e con i transessuali, mentre noto che sui giornali italiani, alla crisi viene dedicato uno spazio piccolissimo, le notizie delle aziende che falliscono, o che mandano in cassa integrazione i loro operai occupano sempre pochissimo spazio.

Qualche riga buttata lì in un angoletto... proprio come le vite degli operai che perdono il lavoro...

Mah...

Perché tutto ciò?

Ignoranza, ipocrisia, servilismo dei giornalisti verso i politici, oramai incapaci di fronteggiarla?



Sì.

Che la crisi c’è si vede anche dal fatto che le banche per evitare problemi più gravi abbiano sospeso i mutui accontentandosi solo di prendere delle briciole (perché la sospensione costa, si paga ricordiamolo), onde evitare di perdere tutto, nella "speranza" che qualcosa si muova da qui ad un anno.

"Speranza" che dobrebbe evitare di far chiudere un milione di piccole e medie imprese entro marzo, "speranza" che si chiama aiuto alle imprse ed aiuto alla famiglie, altrimenti le imprese dopo aver riempito i magazzini, chiudono lo stesso.

Ma, mi chiedo: c’è qualcuno che lavora per capire come salvare il capitalismo attuale dall’autodistruzione? C’è qualcuno in grado di cambiarne tale situazione?

A mio avviso no. Almeno al momento.
No perché al momento l’Italia è senza guida.
Il Governo pare impotente, distratto, occupato in altre cose.
Che fare?

I modi ci sono, magari fare dei tagli alle tasse sul reddito dei dipendenti, fare dei tagli alle tasse sulle pensioni (quelle normali), raddoppiare la cassa integrazione, controllare la spesa pubblica (oramai impazzita), lottare contro l’evasione fiscale, confiscare tutti i soldi che dovrebbero rientrare con lo "scudo" fiscale (perché sono tasse evase e soldi sporchi magari anche di sangue) e magari con tante altre misure piccole, serie ed urgenti: come l’ investire un pò di soldi sulla ricerca, sullo sviluppo

Invece pare tutto fermo tutto incredibilmente fermo...
Pare...

Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.158) 3 novembre 2009 17:51

    Ci dicono che non abbiamo scelta e che dobbiamo aspettare Fino all’ultimo Scudo fiscale. La nostra è la Penisola del tesoro che non ha soldi (Prestigiacomo) per mettere in sicurezza il suolo. La Crisi - Atto secondo sta mordendo famiglie insolventi e imprese in crisi (ordini,fatturato e credito), ma possiamo avere solo espressioni di rammarico per i nostri guai (Tremonti). Il nostro è come il paese del Barbiere ed il lupo dove si discute e si fanno cose davvero strane ... (altro ancora => http://forum.wineuropa.it )

  • Di illupodeicieli.leonardo.it (---.---.---.158) 3 novembre 2009 19:32

    Da sempre non se ne parla, o meglio da quando è diventata onnipresente, dato che "regioni felici" non ne sono rimaste. Ieri una giornalista Emilia Urso Anfuso, lamentava proprio sulle pagine di Agoravox, la latitanza dei giornali e si limitava a porre loro "solo cinque domande" invece della fatidiche dieci rivolte,da Repubblica, al nostro amato presidente del consiglio. E avete ragione entrambi nel sottolineare questi aspetti,incongruenti, della vita nella nostra nazione. Da quando ho iniziato a scrivere il "mio" blog, nel 2004, ho sempre evidenziato come proprio questi temi ,crisi, lavoro, rapporti con le banche e le esattorie, eccetera, non fossero quasi mai appannaggio dei media tradizionali ma neppure dei più noti e/o frequentati siti internet di informazione e di controinformazione. Allora (l’ho già detto ma lo ripeto) era più importante il Libano, il Medio Oriente, l’11 settembre, l’Iraq (era ancora vivo Saddam) e ovviamente l’Afghanistan, Guantanamo eccetera.Mai che si parlasse dei problemi quotidiani al punto che qualcuno faceva anche osservare che,forse chi scrive o commenta deve essere qualcuno che non ha problemi ad arrivare alla fine del mese. Con una certa soddisfazione mi fa piacere che si parli di questi temi. Ieri ho provato a commentare l’articolo della signora Emilia, ma la linea ha fatto i capricci: voglio solo aggiungere che avevo ascoltato, proprio ieri a Radio Capital, un commento di Vittorio Zucconi, che a un ascoltatore che gli domandava "come mai anche ad Annozero e in altri programmi non si parla dei problemi della gente, delle cose reali, ma si preferisce parlare di Marrazzo e dei trans o delle ragazzine o delle escort del premier, lui (Zucconi), dice che "Annozero fa audience,con oltre 5 milioni di ascolti, e che è la gente che evidentemente non vuole trasmissioni che si occupino di questi temi, che la gente non vuole che le si parli ancora dei problemi e delle preoccupazioni". Sempre ieri e sempre Zucconi, riguardo gli appannaggi dei parlamentari faceva presente (lo aveva già fatto in passato) che se anche è vero che prendono tanti soldi, occorre anche vedere se sono o non sono bravi nel compito che viene loro richiesto, se sanno o meno svolgere con competenza la professione di deputato o di senatore".Lui la mette in quella maniera anche quando gli si fa presente che dopo una o due legislature costoro hanno diritto alla pensione:dimentica infatti che è una cosa ingiusta e che anche i bambini capiscono che è una truffa,al pari del diritto alla pensione dopo ventanni di lavoro che acquisiscono i dipendenti della banca d’Italia. Certo che se i media sembra quasi vogliano difendere i politici e non parlare di questioni vere che non siano i vari delitti come quello di Cogne o Garlasco, fa capire che chi non può cercarsi da solo informazioni dovrà pensare che tutto va bene e che stiamo tutti bene.

  • Di sganapino (---.---.---.54) 3 novembre 2009 22:23

    Siamo purtroppo in trappola. Noi possiamo parlare della crisi per giorni, su tutti i canali e sui giornali, ma la crisi non si risolve con le chiacchere.Anche politicamente non la si risolve perchè si è creato un sistema elettorale (porcata) assurdo dove il popolo non conta. Dobbiamo solo sperare che la crisi si risolva negli altri Paesi in modo da tornare ad esportare, altrimenti noi da soli non ne usciamo da questa crisi.

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