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63% di conciliazioni nel 2013

I dati statistici raccolti dal Ministero della Giustizia nel 2013 confermano l’efficacia della mediazione civile. Dobbiamo perciò condividere la cultura negoziale.

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Statistiche sulla mediazione nel 2013
Dati statistici rilevati dal Ministero della Giustizia

La mediazione civile e commerciale stragiudiziale funziona. Lo dicono i dati statistici del Ministero della Giustizia relativi all’anno 2013, durante il quale è sparita la cosiddetta mediazione obbligatoria (locuzione giornalistica imprecisa; cfr. D.Lgs. 28/2010, art. 5), abolita dalla Corte costituzionale con sent. 272/2012 (di dicembre), ma reintrodotta poi dalla L. 98/2013 (di agosto, entrata in vigore a settembre).

Cittadini e imprese hanno svolto circa 15.000 mediazioni, tra Gennaio e Agosto 2013, su base volontaria e con risultati incoraggianti. Le parti convocate nel corso dell’anno 2013 hanno aderito alla procedura nel 32,4% dei casi, rispetto al 27% registrato nell’anno precedente. La mediazione volontaria comporta quindi un miglioramento del tasso di adesione alla procedura.

Le parti hanno raggiunto un accordo nel 42,4% dei casi, rispetto al 43,9% dell’anno 2012. Hanno perciò conciliato il 13,73% dei conflitti portati in mediazione. Meglio dell’11,8% registrato l’anno precedente, con la mediazione obbligatoria. Da non sottovalutare poi il 10,3% di soggetti che hanno rinunciato alla procedura prima di concluderla… qualcuno pensa per sfruttare i suggerimenti del mediatore e conciliare privatamente, evitando così di sostenere le spese di mediazione. La percentuale di successo salirebbe perciò al 18,10%.

Il Ministero rileva inoltre che le parti hanno conciliato nel 63,1% dei casi, nel secondo trimestre del 2013, in vigenza di mediazione esclusivamente volontaria. Percentuale sbalorditiva, soprattutto se la confrontiamo con il crollo al 32,9%, conseguente alla reintroduzione della mediazione obbligatoria a Settembre 2013.

La L. 98/2013 (art. 5) ha introdotto l’assistenza tecnica obbligatoria dell’avvocato. Previsione molto gradita dai giuristi, ma inutile, come dimostra la rilevazione statistica che misura circa un 70% di parti assistite dall’avvocato, anche prima dell’introduzione della norma specifica.

Il Ministero ha registrato inoltre una divergenza netta sulla qualità del servizio di mediazione fornito dagli organismi costituiti dagli ordini degli avvocati, rispetto agli altri. I primi conciliano nel 29,9% dei casi; camere di commercio, altri ordini professionali e privati conciliano invece tra il 40,2% e il 46,8% dei casi. Ciò dovrebbe dimostrare che negoziare un contratto richiede competenze diverse da quelle necessarie per scriverlo. Aiutare qualcuno a risolvere un problema (emotivo, patrimoniale e giuridico) richiede competenze diverse da quelle necessarie a difenderlo in giudizio.

 

Materie

Pendenti

Iscritti

Carico

pend+isc

Definiti

Efficacia

def/tot

Condominio

923

4.024

4.947

1.860

0,38

Diritti reali

3.948

4.926

8.874

2.445

0,28

Divisione

1.307

1.730

3.037

755

0,25

Successione

1.020

1.549

2.569

807

0,31

Patti di famiglia

64

35

99

13

0,13

Locazione

2.282

3.237

5.519

1.803

0,33

Comodato

327

496

823

233

0,28

Affitto di aziende

256

474

730

159

0,22

Circolazione

1.860

586

2.446

1.375

0,56

Sanitaria

1.264

2.572

3.836

1.197

0,31

Diffamazione

256

286

542

139

0,26

Assicurazioni

1.403

2.265

3.668

1.138

0,31

Banche

2.433

7.323

9.756

3.868

0,40

Finanza

669

967

1.636

488

0,30

Altra natura

5.625

11.135

16.760

7.740

0,46

Totale

23.637

41.605

65.242

24.020

0,37

 

Gli organismi di mediazione, nel corso del 2013, hanno concluso più rapidamente le procedure relative a casi di circolazione di veicoli e natanti (cfr. tab. 1), probabilmente perché le parti convocate continuano a disertare le riunioni, come accadeva già nel corso dell’anno precedente. I patti di famiglia dimostrano invece una lentezza cronica (come anche nel 2012), dovuta tanto allo scarso numero di casi trattati (99), quanto alla complessità dei rapporti interpersonali coinvolti, che richiedono un impegno importante, soprattutto per il profilo emotivo.

La voce altra natura della tab. 1 raccoglie tanto le procedure volontarie, per tutto il corso dell’anno 2013, quanto quelle elencate dal D.Lgs. 28/2010 (art. 5), per i primi tre trimestri del 2013. Tutte le materie erano infatti volontarie, in carenza del principio di obbligatorietà. I mediatori le hanno gestite con enorme rapidità, rispetto alle altre, obbligatorie. Il Ministero ricorda infatti che la mediazione (volontaria) produce un risultato in soli 82 giorni, rispetto ai 1.066 giorni necessari in tribunale per un procedimento di cognizione ordinaria.

La mediazione insomma funziona, soprattutto quando le parti la azionano volontariamente.

Perché non abolire perciò l’obbligatorietà prevista dal D.Lgs. 28/2010 (art. 5)?

Risposta: la mediazione funziona – e conferisce vantaggi all’intero Paese, snellendo la giustizia e incentivando gli investimenti – se qualcuno la usa. 15.000 casi in un anno dimostrano però che cittadini e imprese ignorano di poterla usare, ignorandone anche i vantaggi e l’efficacia. Ragione vorrebbe quindi che la mediazione obbligatoria fosse abolita quando fosse data alla popolazione un’informazione corretta, esaustiva e pervasiva sulla mediazione volontaria… cioè quando la collettività condividerà una cultura della mediazione.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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