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24 agosto 2016, il terremoto nel Centro Italia

Quando accade un'evento disastroso come questo che ha devastato il centro Italia, sarebbe cosa saggia organizzarsi perché altri eventi del genere non abbiano a causare le tragedie umane che oggi lamentiamo. E' cosa ovvia che i terremoti non si possono impedire ma le conseguenze in gran parte, sì. Il Giappone subisce movimenti tellurici come questo senza subire danni. Il terremoto di Fukushima del 11 marzo 2011, raggiunse l'incredibile livello di oltre nove gradi di magnitudo della scala Richter. Le vittime furono causate quasi esclusivamente dal maremoto, lo tsunami.

I paesi, le abitazioni, dell'attuale terremoto che ha ferito tragicamente il centro Italia, si sarebbero dovuti evacuare già da tempo. Il terremoto dell'Aquila è stato come un allarme inascoltato. Tutto sommato, prevenire costa meno che curare, soprattutto quando sono in ballo tragedie umane.

Da almeno un paio di decenni la situazione sismica nel Mediterraneo è radicalmente mutata.

La zolla africana spinge la penisola verso e sotto le Alpi. La composizione del terreno interessato da questo slittamento non è omogenea e anche il letto sul quale si muove è assai disomogeneo. Al centro, scorre sulle pendici della dorsale appenninica, ad Est man mano che ci si avvicina al mare, il paesaggio è ancorato agli strati sottostanti in modo diverso. Questa disomogeneità si traduce in differenti velocità delle aree in movimento, provocando quelle lacerazioni che generano i movimenti tellurici come questo.

Stando così le cose, la vecchie mappe sismiche che dividevano il nostro Paese in zone a rischio e altre ragionevolmente esenti, non sono più così attendibili. Non c'è alcuna regione esente da rischio sismico. Ne consegue che è indispensabile e urgente eseguire una nuova mappatura di zone, paesi, edifici da abbandonare senza incertezze. Altrove, è necessario mettere in sicurezza, legando saldamente tra loro le pareti degli edifici pubblici come ospedali, scuole, chiese, nei quali si radunano contemporaneamente molte persone. Altrettanto importante è mettere in sicurezza le più importanti vie di comunicazione, i ponti e tutte quelle strade che collegano tra loro piccole contrade senza altre alternative possibili in caso di crollo, in modo che i soccorsi possano intervenire senza indugi e intralci.

 

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