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 Home page > Attualità > Mondo > 1000 bloggers mettono sotto attacco la rete

1000 bloggers mettono sotto attacco la rete

Fino a che scoppiano le bombe, fino a che si possono diffondere foto trucide, fino a che a parlare sono bambini sotto evidente stato di shock, la guerra, la Palestina, Israele, fanno notizia. E con loro, il nostro Vik, Vittorio Arrigoni. Peccato che in molti se ne scordino così in fretta. Molto interessante la notizia che Vik lancia dal suo blog "Guerrilla radio":

"Sono all’incirca un migliaio gli ebrei, sia residenti in Israele sia residenti all’estero e di lingua straniera, che hanno aderito come volontari alla chiamata dell’Esercito dei Bloggers creato dal Ministero per l’Integrazione e dal Ministero degli Esteri israeliani con l’obiettivo di inondare la rete di blogs che diffondano opinioni filo-Israele".

E’ una notizia di cui non ho sentito parlare fino ad oggi, ma che poteva tranquillamente essere reperibile su Venerdì di Repubblica E’ quantomeno una azione inedita, che serve anche a fare capire il ruolo centrale della rete nel mondo attuale. La proposta sembra avere un inaspettato successo:


"Il ministro si è detto davvero meravigliato di fronte all’enorme adesione suscitata da questa iniziativa. Più di mille candidati hanno inviato una richiesta di partecipazione, 350 di loro parlano russo, 250 inglese, 150 spagnolo, 100 francese e 50 tedesco. Ma non sono solo queste le lingue padroneggiate dai volontari, che conoscono anche: portoghese, svedese, olandese, italiano, rumeno, ungherese, polacco, greco, bulgaro e danese. Ed hanno offerto il loro aiuto anche ebrei con padronanza del persiano, del turco e dell’arabo. Il ministro ha perfino ricevuto una candidatura da un volontario con conoscenze di cinese".

L’azione non sembra essere solamente quella della diffusione di un punto di vista, che alla fine potrebbe anche sembrare giustificato se personale, ma si incentra anche nella critica forte e concentrata su tutti i blog che gettino fango sullo stato israeliano:

"Il Ministero per l’Integrazione avrà, perciò, la responsabilità del reclutamento, mentre il Ministero degli Esteri quella della gestione dei volontari online. Ogni volta che il Ministero identificherà segnali di tendenze anti-israeliane in un blog in lingua straniera, in un sito di informazione o in qualunque altro tipo di sito web, lo segnalerà immediatamente ai volontari in modo che possano inondarlo di opinioni filo israeliane".

Se vi può consolare, Lee Kaplan non sembra aver recepito il messaggio, almeno non ancora.

Commenti all'articolo

  • Di Davide (---.---.---.250) 26 febbraio 2009 09:44

    Passano i secoli, passano i millenni... l’antisemitismo trova sempre nuove forme, si evolve e affina le sue armi.
    Un tempo si limitava a gettare odio sugli Ebrei: «Giudei tornatevene al vostro Paese!»
    Quando gli Ebrei hanno ripreso dopo 2000 anni il governo del loro Paese, allora si è cominciato a gettare odio su Israele: «Fuori gli Ebrei dalla Palestina!»
    Oggi, nel mondo globalizzato e informatizzato, l’antisemitismo nega che possano esistere persone che non maledicano Israele e sostiene che chi non odia Israele lo fa solo perché è pagato dal suo Governo.
    Signori antisemiti, la vostra meschinità non ha limiti.


     

  • Di Riciard (---.---.---.228) 27 febbraio 2009 19:26

    Davvero, scusatemi, temo di non capire dove sia la meschinità.
    Non si mette in dubbio la libertà di sostenere le proprie idee e tesi, che si sia italiani, israeliani, palestinesi o polacchi, ciò che è decisamente nuovo è il fatto che un governo chiami all’azione dei blogger.
    Questo è il dato importante su cui ognuno può trarre delle conclusioni.
    Poi, che mi si dia di antisemita, beh, è decisamente un dato nuovo anche questo...

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