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15 giugno, di stefano donno
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15 giugno, di stefano donno
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14 giugno, di stefano donno
Se hai sempre sognato di avere in mano un Ultraman davvero “da tokusatsu”, con proporzioni fedeli alla serie e pose da poster ufficiale, questa è la figure che ti mancava. La TAMASHII NATIONS – Ultraman Nexus Anphans S.H.Figuarts è uno di quei pezzi che fanno capire subito, appena la prendi, la differenza tra una normale action figure e un prodotto pensato per collezionisti che amano i dettagli e la posa perfetta.
Immagina di aprire la scatola: davanti a te hai Ultraman Nexus Anphans in scala S.H.Figuarts, con sculpt supervisionato direttamente dal reparto modellazione Tsuburaya/LSS per mantenere le proporzioni e il feeling del costume live action. Il silver è freddo e pulito, i pannelli rossi e blu sono netti, le linee del corpo seguono quelle della tuta originale, senza deformazioni da toy economico. In mano è solido ma non “mattonoso”: senti che è pensato per essere mosso, posato, fotografato.
Qui entra in gioco la parte tecnica: spalle e gomiti usano un mecanismo a estrazione che aumenta il range di movimento e riduce le interferenze con l’armatura, mentre la vita e le gambe integrano un nuovo sistema che permette piegamenti in avanti molto più naturali, perfetti per le classiche pose in ginocchio o per i momenti di tensione pre‑attacco. È il tipo di engineering che ti accorgi davvero quando provi a replicare le pose della serie: anziché combattere con i pezzi, ti seguono.
E poi ci sono gli effetti: nella confezione trovi diverse coppie di mani intercambiabili e le parti effetto dedicate al Cross-Ray Schtrom/Storm, compreso l’effetto di carica, per ricreare le scene di attacco iconiche. Non è solo un Ultraman “in piedi”: è un set completo per costruire un piccolo diorama di battaglia, da mettere in vetrina accanto agli altri giganti argentati, ai kaiju o alle tue DX.
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14 giugno, di stefano donno

Con questo volume si conclude un percorso di ricerca e analisi che, a partire dalla pubblicazione di Super Robot Files-1963/1978 nel 2014, ha tracciato le linee guida della storia dei Super Robot dell'animazione giapponese, guadagnandosi la menzione di unica enciclopedia in una lingua occidentale dedicata a tale tematica. Super Robot Files-1982/2018, aprendo con il fenomeno mediatico Chojiku Yosai Macross, giunto in Italia nella forma americanizzata di Robotech, si concentra innanzitutto su due anni particolarmente intensi a livello produttivo, un periodo che vede nel 1984 l'anno nel quale la parabola or storica dei giganti d'acciaio incontra una graduale quanto inevitabile flessione, nonostante la presenza di serie innovative come Seisenshi Dunbine e Soko Kihei Votoms, opere che declinano il mecha nel fantasy e nell'iperrealismo. Seppur lentamente, l'evoluzione dei Super Robot continua, generando opere memorabili e mature, qui trattate come un epilogo che affronta i migliori titoli prodotti a partire dal 1985 sino al 2018, includendo i fondamentali Shin Seiki Evangelion, Kido Keisatsu Patlabor, Code Geass: Hangyaku no Lelouch, Sidonia no Kishi, oltre che la ludica Yusha Series e l'epopea dei Transformers, tutti eredi di un passato glorioso che ha segnato in maniera indelebile non solo la storia degli anime, ma l'intera narrazione fantascientifica. Trait d'union tra la "Goldrake Generation" e i fan del nuovo millennio, Super Robot Files-1982/2018 vi accompagnerà in un viaggio alla scoperta di capolavori a volte noti, a volte del tutto inediti nel nostro Paese, chiudendo un cerchio di creatività unico nel suo genere. Prefazione a cura di Jacopo Costa Buranelli
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14 giugno, di stefano donno