Da Festa del grano a Festa del Casale: valorizzazione dell’agricoltura locale e racconto di un territorio che cambia con la Pro Loco del Casale
Nata nel 2007 con il preciso intento di mostrare e raccontare l’intero ciclo del grano (dalla semina, alla mietitura e trebbiatura), la Festa del Grano ha animato la Pro Loco di Casale per quasi quindici anni.
“L’idea di celebrare questa festa è sorta quando diversi contadini della zona si sono associati per acquistare una trebbiatrice degli anni ‘50” ci racconta Mario Grossi, Presidente della Pro Loco di Casale. “L’idea della festa era quella di coinvolgere e raccontare alla comunità il processo agricolo e biologico che va dalla semina alla raccolta, trasformando un piccolo chicco in farina. La semina ad ottobre, la raccolta a luglio a cui veniva associata la festa: la comunità in fermento, convivialità, mostre tematiche, gli antichi mestieri e una dimostrazione della trebbiatura con la macchina”.

Successivamente, ragioni di sicurezza legate alla vetustà del macchinario e al pericolo che è sorto nell’adoperarlo, hanno portato la festa del grano ad evolversi, a cambiare, ma non senza lasciare una profonda traccia, non solo nei cuori degli abitanti, ma anche nel territorio stesso. La manifestazione, infatti, ha incentivato in maniera decisiva la coltivazione del frumento, coltura che rischiava di essere persa definitivamente e che, grazie all’iniziativa virtuosa della proloco, ha ripreso piede in tutta la valle.
Si tratta quindi di disegnare la traiettoria di un evento che si era dato un obiettivo preciso e che è riuscito in pieno nella valorizzazione dell’agricoltura locale: è interessante sia da un punto di vista progettuale, sia da un punto di vista della vocazione agricola del posto, alla reintroduzione di questo grano antico.
Oggi la festa si è evoluta, è cresciuta, è cambiata: ha cambiato persino il nome. Non più Festa del grano, bensì Festa del Casale, una manifestazione che propone incontri enogastronomici e musicali per tutti i gusti, con un’attenzione precisa alla valorizzazione del territorio, le sue aree naturali, le sue storie e leggende. Nei due giorni di festa, infatti, la Pro Loco propone uscite sul Monte Casale per avvicinare curiosi, turisti, ma anche gli stessi abitanti ad apprezzare e conoscere da vicino le bellezze del proprio paese.
Un’occasione di incontro particolarmente attenta anche alle richieste dei più giovani, coinvolti in prima linea nella gestione del servizio degli stand enogastronomici, fianco a fianco con le signore che si occupano della cucina. “Sarebbe bello riuscire a coinvolgerli ancora di più durante tutto l’anno” commenta Mario “io sono entrato in Pro Loco nel 1976 e da lì la Pro Loco è entrata nel mio DNA” e dalle parole con cui racconta la sua avventura associativa e sé stesso alla nostra penna, non stentiamo a crederci.

Anche quest’anno le aspettative e l’entusiasmo per l’arrivo della Festa del Casale sono alle stelle. Una festa che parla di storia, di territorio, di riscoperta: una vocazione agricola che segue i cambiamenti della terra e del modo di relazionarsi con essa, sempre con un profondo rispetto e senso di comunità. L’appuntamento è fissato per il 25 e il 26 di luglio, non perdetevi l’opportunità di immergervi in questo territorio unico e in questa bellissima Pro Loco!
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Ritorna dopo tre anni di assenza la manifestazione BorgoVino, organizzata dalla Pro Loco di Condino: un viaggio tra enogastronomia, cultura e comunità
Tempo di ultimi ritocchi al Convento San Gregorio di Condino, che si sta preparando ad accogliere, sabato 13 e domenica 14 giugno, il ritorno in grande stile di BorgoVino.
Una manifestazione che mancava in Valle del Chiese dal 2022 e che punta a valorizzare le eccellenze enogastronomiche locali e trentine.
BorgoVino propone infatti un itinerario enogastronomico pensato per promuovere una degustazione consapevole di vini e prodotti del territorio, accompagnando i visitatori alla scoperta non solo dei sapori locali, ma anche della storia, delle tradizioni e della cultura agricola di montagna che caratterizzano queste comunità.

L’impegno del giovane gruppo di volontari della Pro Loco di Condino, guidato dal presidente Daniele Butterini e dal vicepresidente Nicola Bianchini, ha reso possibile la ripartenza della manifestazione dopo un periodo di inattività. L’evento può inoltre contare sul coinvolgimento di numerosi cittadini e di molte associazioni del paese, che hanno scelto di collaborare attivamente con gli organizzatori.
Dopo tre anni di assenza, la conferma della disponibilità dell’antica dimora dei Frati Cappuccini ha rappresentato un forte stimolo sia per i volontari sia per l’intera comunità. Il complesso, risalente al 1742, si presenta come la cornice ideale per l’evento grazie alla sua storia secolare e al profondo legame che lo unisce agli abitanti di Condino. Basti pensare che nel secondo dopoguerra fu proprio la gente del paese a mobilitarsi per la sua ricostruzione, dopo che un bombardiere alleato lo distrusse nel 1944, provocando anche la morte di due frati.
La struttura rappresenta dunque un valore aggiunto sia sotto il profilo logistico sia sotto quello culturale. La sua riapertura al pubblico offre inoltre alle nuove generazioni l’opportunità di riscoprire un patrimonio storico rimasto troppo a lungo inaccessibile.
La valorizzazione del patrimonio culturale e architettonico del paese sarà uno degli elementi centrali del programma. Si inizierà sabato mattina alle 9.30 da Piazza San Rocco con “Condino, tra Pieve e Convento”, un urban trekking nel centro storico con degustazione finale.
Nel pomeriggio, a partire dalle 14, prenderanno il via le visite guidate al Convento, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere più da vicino le peculiarità di un luogo che ha attraversato i secoli conservando intatto il proprio fascino.

In linea con la forte caratterizzazione culturale della manifestazione, alle 16, presso la Canonica di Condino, nei pressi della Pieve di Santa Maria Assunta, si terrà il convegno tecnico “Radici, visioni e futuro della viticoltura trentina”. L’incontro sarà dedicato al comparto agricolo e vitivinicolo delle Giudicarie e dell’intero Trentino, proponendosi come uno spazio dinamico di approfondimento e confronto tra produttori, esperti e realtà locali sulle sfide, le nuove prospettive di sviluppo e le potenzialità del settore.
A moderare la tavola rotonda sarà il giornalista Walter Nicoletti, con gli interventi di Marco Sartori, titolare di Sartori Organic Farm Val di Ledro, Nicola Del Monte, titolare de La Filanda del Boron di Tione, Maso Caliari di Santa Croce del Bleggio, Emanuele Beltrami, produttore vinicolo di Darzo, Paolo Valenti, presidente della Cantina Toblino di Madruzzo, Alberto Butterini, enologo della Cantina Sociale Mori-Colli Zugna Beltrami, e Virginia Gualdi, titolare dell’azienda agricola Virgie.
Al termine del convegno è prevista una visita guidata al frutteto di Virginia Gualdi, seguita da un momento conviviale con degustazione di prodotti locali. Sarà inoltre attivo un servizio navetta per raggiungere il Convento San Gregorio.
La manifestazione entrerà nel vivo alle 18 con l’apertura del percorso enogastronomico di degustazione, composto da 35 stand tra cantine e punti gastronomici posizionati sui vari terrazzamenti del giardino interno alle mura. Fin dalla sua ideazione, la Pro Loco ha scelto di utilizzare il vino come strumento di divulgazione culturale, sia dal punto di vista enologico sia sotto il profilo del consumo responsabile. Per questo motivo saranno presenti direttamente i produttori, e non loro rappresentanti, in quanto figure più autorevoli nel raccontare l’identità, la storia e il lavoro che si celano dietro ogni etichetta. Un’attenzione particolare sarà rivolta ai giovani, affinché attraverso l’educazione e l’informazione possano sviluppare un approccio al consumo moderato e consapevole.
La serata proseguirà dalle 19.30 con una cena a base di specialità del territorio, accompagnata da musica dal vivo e dj set.

BorgoVino si conferma una manifestazione pensata anche per le famiglie. Durante entrambe le giornate saranno infatti proposte attività e momenti di animazione per bambini a cura di AVIS Condino. In particolare, sabato dalle 17 si svolgerà “Ricerca al Convento”, una divertente caccia al tesoro tra le mura del complesso, seguita da attività creative e laboratori manuali.
Domenica alle 10.30 sarà celebrata la Santa Messa presso il convento. Al termine è previsto un aperitivo nel piazzale accompagnato dalle note del Corpo Bandistico Giuseppe Verdi di Condino.
Per il pranzo sarà protagonista la tradizionale polenta carbonera, preparata dagli Alpini di Condino.
Nel pomeriggio, a partire dalle 14, si terranno le premiazioni de “Il Borgo e il Vino”, il primo concorso di estemporanea di pittura con il patrocinio del Comune di Borgo Chiese e la collaborazione della Biblioteca Comunale e di Avis. Le opere, realizzate direttamente sul territorio di Brione, Cimego e Condino, saranno esposte durante la manifestazione e anche il pubblico avrà la possibilità di votare la tela ritenuta migliore.
Infine, dalle 14.30 riprenderanno le visite guidate al convento e gli appuntamenti musicali dal vivo fino alla chiusura dell’evento.
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La Pro Loco di Lundo sale sul palcoscenico: al via questo fine settimana la prima edizione di FattoLundo, il nuovo festival che intreccia teatro, arte e comunità in Provincia di Trento. Dal 6 al 7 giugno, due giorni di spettacoli internazionali faranno immergere gli spettatori nel mondo del teatro di strada!
Quello del teatro di strada è un mondo sui generis: si possono ascoltare storie comiche o assistere a spettacoli circensi da brividi; ci si può anche immergere in un mondo lontano, o fermarsi per un attimo ad ascoltare le strabilianti avventure di un cantastorie. Quale che sia lo spettacolo, però, il palco è uno solo per tutti: la strada. Ed è proprio la strada a rendere unica un’esperienza come questa, rendendola popolare e portando l’arte al di fuori dei luoghi canonici.
La Pro Loco di Lundo, assieme alla compagnia Di Filippo Marionette, propone tra il 6 e il 7 giugno 2026 la prima edizione del festival FattoLundo, che prevede la partecipazione di 8 compagnie internazionali provenienti da Italia, Germania, Filippine-Australia, Argentina e Giappone. A calendario sono segnati ben 25 spettacoli per tutte le età, inclusa una camminata teatrale a San Martino. Per scoprire di più sull’origine di questo festival, abbiamo scambiato due chiacchiere con il segretario della Pro Loco di Lundo, Sergio Bortolotti.

Sergio, com’è nata l’idea di questo festival?
Il festival è organizzato dalla Pro Loco di Lundo e dalla compagnia di teatro di figura Di Filippo Marionette. La compagnia è composta da Remo e Rhoda, lui marchigiano e lei australiana, che ne curano la direzione artistica. Ci siamo conosciuti anni fa, e parlando tra di noi è nata questa idea del festival, con l’intento di portare all’interno del paese la cultura, la comunità e il territorio.
Per concretizzare questa idea, abbiamo partecipato al bando del ministero del turismo di Roma, e in questo modo il progetto è potuto diventare realtà.
Al festival FattoLundo parteciperanno varie compagnie che vengono dall’estero, amici di Remo e Rhoda. Si tratta della prima edizione, ma speriamo che sia la prima di tante altre!
Come Pro Loco, quale obiettivo vi siete posti nel realizzare questo evento?
Il nostro desiderio è quello di dare lustro alla nostra comunità, portando in zona qualcosa di innovativo che nel resto del nostro territorio non c’è. Le aspettative sono alte, puntiamo a coinvolgere tutto il paese, che conta 140 abitanti. Sicuramente poi, ogni spettacolo è rivolto a tutti, grandi e piccini, a 360 gradi, e speriamo di riuscire ad attrarre molti visitatori e curiosi.

Ci può illustrare il programma del festival a grandi linee?
Il festival prevede varie compagnie dislocate in punti precisi del paese di Lundo, con orari specifici che si possono visualizzare nel sito web e nei nostri social. Non c’è un palco o una struttura chiusa, tutto avverrà in paese e, per l’occasione, la metà delle strade di Lundo saranno bloccate al traffico. Sabato e domenica ci sarà anche il concerto della Banda Storta di Trento, mentre sarà sempre in funzione il bar con panini e bibite. Ci sarà anche un punto shop con dei gadget del festival.
Domenica, al mattino, è stata anche organizzata una camminata che prevede uno spettacolo molto particolare. Venerdì, invece, al di fuori del festival, ci sarà un laboratorio didattico per i bambini delle scuole elementari della zona, che insegnerà loro i rudimenti per costruire una marionetta.
L’evento è completamente gratuito, sia l’entrata che gli spettacoli. Sono previsti degli autobus ad una modica cifra, grazie alla cooperativa La Fonte, per raggiungere il paese. Ci sarà anche la possibilità di noleggiare delle bici elettriche, in accordo con la cartoleria del paese.

Quali sono i valori alla base del festival?
Sicuramente puntiamo molto sulla sostenibilità, è nel DNA della nostra Pro Loco. Cerchiamo di promuovere il trasporto pubblico, e saranno messe in vendita nel punto shop borracce per raccogliere l’acqua dalle fontane del paese. L’acqua, se non verrà dalla fontana, sarà in vetro e tutto il cibo sarà offerto con piatti riutilizzabili, grazie all’acquisto di una nuova lavapiatti professionale che ci permetterà di lavare piatti e bicchieri.
Non possiamo che augurare il meglio alla Pro Loco di Lundo per il loro FattoLundo festival, che porta nella Provincia di Trento una proposta innovativa e internazionale e proponendo un evento di grande attrattiva culturale.
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Le Pro Loco di Faedo e Rovereto al Salone del Libro di Torino con due pubblicazioni che intrecciano storia, cultura e memoria collettiva. Un esempio concreto di come il volontariato culturale possa valorizzare identità locali e coinvolgere nuove generazioni.
Ogni anno a maggio il Salone del libro di Torino si impone come un appuntamento irrinunciabile per editori, lettori e appassionati del settore.
Anche nell’edizione 2026 Unpli è presente con uno stand e propone i progetti di una decina di Pro Loco d’Italia che hanno sviluppato delle proposte in ambito editoriale. Un’opportunità e un palco unico per le Pro Loco per raccontare i loro territori e i patrimoni che custodiscono, le persone, le tradizioni, gli usi e i costumi.
A fare da portavoce per il Trentino, la Pro Loco di Faedo e quella di Rovereto, rispettivamente con i volumi “Sancta Agathae. Arte, storia e devozione a Faedo” di Viviana Brugnara (Grafiche Avisio, 2023) e “La Via Imperiale a Rovereto – luoghi, personaggi, storie” a cura del prof. Fulvio Zanoni (Le tre Venezie, 2023), volumi che raccontano storia, arte e identità dei territori trentini, valorizzando il ruolo del volontariato culturale e della memoria locale. Ce li raccontano le presidenti delle due Pro Loco, Viviana Brugnara e Patrizia Andreatta.

“Sancta Agathae. Arte, storia e devozione a Faedo”
Si tratta della prima pubblicazione interamente dedicata alla chiesa e al culto di Santa Agata a Faedo, che va a colmare una lacuna significativa nella documentazione storico-artistica del territorio. Il volume nasce nel 2023 al termine del corso per Accompagnatori ai Beni Culturali Ecclesiastici, durante il quale l’autrice Viviana Brugnara ha avuto modo di portare alla luce materiale in gran parte inedito.
Attraverso lo studio di fonti archivistiche e l’analisi diretta delle opere, il testo ricostruisce il valore culturale e devozionale della piccola chiesa, restituendone il legame profondo con la comunità di Faedo nel corso dei secoli. Prima di questa pubblicazione, non esisteva alcun testo scritto dedicato al luogo: l’opera rappresenta pertanto un contributo originale e duraturo al patrimonio culturale locale.

“Questo libro nasce dall’affetto profondo che la comunità di Faedo nutre per la chiesa di Sant’Agata, un luogo che custodisce storia, arte e identità collettiva” ci racconta la presidente della Pro Loco – nonchè autrice – Viviana Brugnara.
Un volume che è anche testimone della circolarità della cultura e delle idee: ciò che è nato dalla e per la comunità ritorna ad essa. Il ricavato del libro, infatti, ha permesso di acquistare una nuova caldaia per la chiesa, trasformando così la memoria e la cultura in un gesto concreto di cura verso la comunità.

“La Via Imperiale a Rovereto – luoghi, personaggi, storie”
La Via Imperiale a Rovereto è una monografia dedicata alla via imperiale che percorreva il centro storico di Rovereto, promossa dalla Pro Loco di Rovereto con testi del Prof. Fulvio Zanoni e curata dalla testata giornalistica Le Tre Venezie.
Il progetto nasce dalla volontà di ricostruire in modo organico e accessibile le tracce storicamente documentate di questa importante arteria, che nel corso dei secoli ha svolto un ruolo cruciale non solo per la città ma per l’intera regione, costituendo un asse di comunicazione commerciale e politica tra il sud del Trentino e il centro dell’Impero. La collaborazione tra la Pro Loco e il Prof. Zanoni (già impegnato da anni nella ricerca storica locale) ha permesso di raccogliere e sistematizzare un patrimonio di fonti e materiale fotografico in gran parte poco conosciuto, restituendolo in una forma al tempo stesso rigorosa e godibile.

“Partecipare al Salone del libro di Torino è stata un’esperienza molto coinvolgente, anche dal punto di vista emotivo” ci racconta Patrizia Andreatta, Presidente della Pro Loco. “Una sorpresa positiva, valorizzante il lavoro che abbiamo portato e che portiamo avanti ogni giorno”.
Piccole Pro Loco, grandi soddisfazioni.
Il volume si rivolge a un doppio pubblico: ai roveretani, come invito a riscoprire la propria città, i suoi monumenti e la sua storia con occhi nuovi e più curiosi; ai visitatori, come guida capace di arricchire l’esperienza di visita con una lettura più profonda dei luoghi storici, un’esortazione a scoprire le bellezze del territorio. Snella nella struttura ma ben documentata nei contenuti, la monografia vuole contribuire a una consapevolezza più piena del patrimonio urbano di Rovereto e del suo significato nel contesto storico regionale.
Il progetto si distingue inoltre per una forte impronta educativa, grazie alla collaborazione con le scuole superiori del territorio. Gli studenti dell’ITC Fontana sono stati coinvolti attivamente nella realizzazione del progetto attraverso percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro in sinergia con la Pro Loco. Dopo essersi dedicati alla lettura della monografia sotto la guida dei propri docenti di italiano, hanno messo in pratica le conoscenze acquisite sul campo durante le uscite didattiche tra le strade, i palazzi, i viottoli descritti dal libro.
Successivamente, sotto la supervisione dei propri insegnanti, della Pro Loco e del professor Zanoni, hanno organizzato visite guidate per la città per altri istituti scolastici coinvolgendo i coetanei. E così la Via Imperiale è diventata non solo via di transito e di soggiorno, ma anche collegamento di idee, conoscenze, generazioni.
“Questa è una mission che ogni Pro Loco deve avere” conclude Patrizia “avvicinare i giovani alla cultura e alla valorizzazione del territorio”. Complimenti!

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di Sebastiano Pasqualato
Un importante traguardo e un ideale per il futuro. Parla Igor Broilo, Presidente della Pro Loco di Bosentino.
Bosentino è una piccola frazione del comune di Altopiano della Vigolana. Ha una particolarità: la sua Pro Loco ha una lunga storia, esiste infatti da ben 75 anni. In occasione del 75° anniversario della sua fondazione, abbiamo deciso di fare una chiacchierata con il Presidente Igor Broilo. Ci ha raccontato del suo rapporto con il mondo della Pro Loco, di qual è la sua visione del volontariato e del ruolo che possono avere all’interno i giovani.
“Igor, raccontaci qual è il tuo rapporto con il mondo delle Pro Loco? Cosa ti ha spinto a entrare a farne parte e poi a diventare anche Presidente?”
“Il volontariato in Pro Loco è una tradizione della mia famiglia: mio padre è stato vicepresidente per molti anni. Perciò, possiamo dire che respiro Pro Loco da quando sono nato. Ho cominciato a dare il mio aiuto già da piccolo, intorno ai dieci anni e da lì non ho cambiato idea. Invece, la decisione di diventare Presidente è maturata col tempo. Ci ho pensato a lungo anche in passato, ma non mi sentivo ancora del tutto pronto. Ho trovato l’occasione alla fine dello scorso anno, in cui ho finalmente deciso di buttarmi in questa nuova avventura”.

“Qual è la tua Pro Loco ideale? Chi la compone e quali sono i suoi obiettivi?”
“La mia Pro Loco ideale dovrebbe avere innanzitutto una composizione eterogenea. Dovrebbe includere volontari e volontarie di tutte le età e di ogni estrazione sociale, così da permettere il confronto tra idee anche molto diverse. In generale, il suo obiettivo principale dovrebbe essere l’inclusione sociale. Per me il volontariato è un modo per portare le persone fuori di casa e farle partecipare alla vita di comunità. Ma è anche un modo per contribuire allo sviluppo del territorio e alla sua valorizzazione, anche agli occhi di chi viene da fuori”.
“Parliamo un po’ delle nuove generazioni. Che cosa pensi possa offrire il volontariato in Pro Loco a un ragazzo o a una ragazza?”
“Il volontariato in Pro Loco può avere una grande importanza per la crescita personale e per la maturazione dei giovani. Può essere innanzitutto un modo per riscoprire un senso di comunità verso il luogo in cui si vive, in un’epoca in cui la tecnologia ci permette di creare relazioni anche a grande distanza, ma forse ci allontana e ci isola dal proprio paese. Il volontariato permette senza dubbio di creare un legame con la gente del luogo, conoscendo persone nuove e magari diverse da sé, visto che all’interno della Pro Loco c’è grande varietà di idee e di vissuti. Per questo, può essere anche un modo per arricchirsi e per aprire la mente. Poi, il volontariato offre anche la possibilità di fare esperienze gratificanti, che portano al miglioramento visibile del proprio paese”.

“E viceversa, quale può essere il contributo di un giovane al mondo delle Pro Loco?”
“La cosa principale che può portare è la sua energia, insieme a una visione nuova di fare le cose, che magari non viene in mente ai volontari di lungo corso. Se magari mancano di esperienza, i giovani portano una ventata di idee, di novità, che ci permettono di non fossilizzarci nelle nostre abitudini. Possono anche portare un approccio più pratico alle nuove tecnologie, che può esserci sicuramente utile”.
“Per ultimo, mi piacerebbe chiederti quali sono i progetti che avete per il futuro, in quest’anno così importante per voi”.
“Questo è il 75° anno dalla fondazione della nostra Pro Loco, un traguardo importante e di cui siamo fieri. Per questo, oltre ai consueti appuntamenti con la Cena Comunitaria o con i Mercatini Natalizi, abbiamo pensato a una serie di occasioni per festeggiare insieme questo compleanno così speciale per noi. L’appuntamento sarà il 24 luglio, dove faremo una proiezione su don Clemente Deflorian, una figura storica del paese, alla quale seguirà taglio della torta e brindisi con tutta la comunità e proseguiremo la serata con musica dal vivo”.
Un grazie di cuore a Igor per il tempo che ci ha dedicato e per le belle parole che ha speso per il mondo delle Pro Loco e per i giovani. Un vero invito per le nuove generazioni per mettersi in gioco in prima persona per la comunità. Quale modo migliore per festeggiare i 75 anni della Pro Loco che aprire le sue porte al rinnovamento!

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