Vincenzo Arma, uno sguardo sull’Italia
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3 giugno, di Vincenzo Arma
Latina non riesce a cambiare strada. Come mai? Di chi è la colpa? Dei cittadini,
a cui i politici di turno danno la colpa di ogni cosa, perché non si adeguano
mai alle regole della vita civile, o alla politica, che insegue obiettivi poco
chiari e del tutto personalistici. In questo momento se il capoluogo pontino,
versa in uno stato semicomatoso, a cui uno stuolo di volenterosi sempre più
stanchi e bistrattati ha porso rimedio dando un' inaspettata linfa vitale, la
colpa è soprattutto della politica. Piove Governo ladro, si diceva una volta, e
non piove per colpa del cittadino, extracomunitario, barbone, povero, che rovina
la ricchezza, mai esistita, di questa città. E’ colpa della politica.
E le prove
dove sono? Tra il 2022 ed il 2023 tra la caduta della giunta Coletta e l’arrivo
dell’amministrazione Celentano, con il Commissario Prefettizio ABBIAMO VISSUTO I
MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA. Senza la politica di torno, ben venga un
Prefetto per quanto mi riguarda, abbiamo respirato aria nuova, voglia di venirsi
incontro, voglia di fare, di creare. Di organizzare piccole e grandi cose per
riprendere un cammino che viene costantemente interrotto non si sa bene il
motivo. Eppoi cosa è successo? Sono arrivate le elezioni, le
ELEZIONI TRUFFA. Dopo pochi mesi dalla caduta della giunta Coletta,
quando NESSUNO, voleva andare a votare, tranne quattro affaristi interessati a
sistemare le proprie faccende, si è tornati alle urne. Si era votato nell'
ottobre 2021, si è tornati a votare nel 2022 per gli errori, chiamiamoli cosi,
nei conteggi dei voti in alcune sezioni. E si è tornati a votare a maggio 2023.
3 elezioni in 2 anni, a cui nessuno era pronto. E cosi si è passati dai 10
candidati sindaci a due soli candidati sindaci: Coletta e l’attuale
sindaco Celentano.
L’esperienza Coletta era ritenuta conclusa, al di la delle
appartenenze politiche, DA TUTTI ed i risultati sono stati evidenti e
schiaccianti. Il sindaco di Lbc non era ritenuto all’altezza di un cambiamento
richiesto che riguardava soprattutto lo stile di vita, troppo asfittico,
burocratico, talvolta letale, per una città abituata a vivere talvolta al di
fuori delle regole. Le intenzioni, magari, erano di una presunta onestà
tecnocratica, ma le modalità erano del tutto sbagliate. E come andata con la
nuova sindaca: peggio del previsto. Abbiamo votato una persona che doveva
rappresentare un’area moderata di centrodestra, ci siamo trovati a che fare con
una persona con aspetti autoritari, con strani e poco amati interessi
internazionali e una giunta con personaggi usciti dal passato di questa città,
che tutti volevano buttare nel cestino del passato, e che sono stati tenuti
lontani anche con l’esperienza vituperata di Coletta. Ributtati nella mischia e
rivenduti con una specie di marketing politico da quattro soldi come grandi
risolutori di problematiche ataviche. Ma chi li voleva questi personaggi in
mezzo alle scatole per l’ennesima volta, praticamente nessuno, tranne una
ristretta cerchia di persone che si muovono all’interno dei palazzi del potere,
che si muovono in maniera poco chiara tra i gangli di questa città. E fanno
sorgere mille dubbi e perplessità ai più attenti.