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Vorresti non comprendere, ma non puoi estraniarti, non puoi, non ne sei capace
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| Tirreno, Sicilia - (Foto di Giovanni Pulvino) |
Il cielo è nuvoloso, minaccia pioggia, tutto è grigio, non resta che la solitudine. Pensi alle soleggiate giornate di luglio, al suo sorriso, ed invece sei solo con la tua malinconia. Non riesci a muoverti, sei bloccato, vorresti altro, un altro che non viene. Sei solo uno zombie tra tanti.
Perché quelle lacrime trattenute? Sono come le mie? Sono altro? Poi sembra che tutto sia passato, torna la corsa, la voglia di fare, di viaggiare non si sa bene con chi e dove, conta solo fuggire dal presente, ma è una inutile corsa verso il futuro. Perché non ora?
Non ci sono parole, solo silenzi. Non c’è un pensiero, solo illusioni. Non c’è una frase che vale la pena di scrivere. Vorresti non comprendere, ma non puoi estraniarti, non puoi, non ne sei capace. E’ una maledizione, i colori della primavera arriveranno come sempre senza consolare, saranno tutti uguali, senza consolare.
Di certo c’è altro, c’è sempre altro. Ma niente domande, non si ha il diritto di sapere e non è necessario sapere anche se lo vorresti, rimarrà un vuoto, un altro.
Ora non puoi che tornare al punto di partenza.
Il cielo è grigio, minaccia una pioggia che non viene. Non resta che la solitudine.
Poi comprendi perchè è difficile allontanarsi da questa terra ...
Guardi l'orizzonte ed hai la sensazione di stare sospeso tra cielo e mare, ma non è leggerezza, è dubbio, è incomprensione, è un dimenticarsi che non viene
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| Alicudi, Sicilia - (foto di Giovanni Pulvino) |
Il titolo inganna, l’isola non è mia, anzi non ci sono mai stato e non so neanche quanti sono gli abitanti. Ma a questo possiamo rimediare chiedendolo a Copilot che confidenzialmente mi chiama Cicci, chissà perché. Sono circa 100. Per questa volta non facciamo nessun’altra verifica e ci fidiamo dell’intelligenza artificiale.
Confermo che non ho nessun diritto di proprietà o di possesso e neanche uno straccio di concessione, ma in un certo senso Alicudi è mia. Fa parte del mio immaginario e di chissà di quanti altri. Il fatto è che tutte le mattine, ma proprio tutte, è la prima cosa che vedo guardando l’orizzonte, che sta lì, oltre i tetti delle case della borgata, oltre il ponte della ferrovia.
Alicudi fa parte del quotidiano. È una presenza costante. Sembra che ti stia osservando, si assicura che ci sei, che non stai facendo stupidaggini.
Durante la giornata spesso cambia colore. All'alba è arancione, subito dopo diventa celeste se il mare è calmo, blu se c’è vento di maestrale o di tramontana, nel pomeriggio assume colori sbiaditi tra il celeste e il bianco, al tramonto diventa di nuovo arancione fino a svanire con l’oscurità.
Raramente è nascosta dal mal tempo o dalla foschia. In ogni caso sai che c’è, che è lì, questo basta.
Una mattina, come Fantozzi, aveva la sua nuvoletta personale. La nuvoletta dell’impiegato è diventata, per qualche ora, la nuvoletta di Alicudi.
Guardi l’orizzonte e Lei è lì, non va via, non può andare via. Inchiodata tra cielo e mare delimita l’orizzonte, lo rende animato, asimmetrico, irregolare. E sarà lì anche dopo, a ricordare a chi ci sarà che il tempo dato è limitato e non ritornerà. Ma Lei ci sarà sempre, forse.
Guardi ancora ed hai la sensazione di stare sospeso, ma non è leggerezza, è dubbio, è incomprensione, è un dimenticarsi che non viene.
Circondata da questa enorme massa d’acqua a volte temi che possa sprofondare e sparire per sempre. Ma non va via, sta lì, sembra dire neanche tu sparirai, ma so che è una bugia.
Mi segue, è la mia nuvoletta. È nella mia testa e lì resterà. E' il mio pensiero, l'unico. E non voglio che vada via.
Era il 31 dicembre 2014, ed era un altro mondo, tu non c’eri e non ci sei adesso e anche se ci fossi non potresti fare nulla
Poteva essere un giorno come un altro, invece no, successe quello che non era mai successo, il Borgo era imbiancato. L’inverno era iniziato da poco, ma quella mattina nevicava, si nevicava in riva al mare. Altre volte le strade si erano tinte di bianco per la grandine, era durata solo per qualche ora, poi si era sciolta e tutto era tornato nella normalità. Stavolta invece era neve, quella vera, quella che cade solo durante la stagione fredda quando la temperatura scende sotto lo zero, quella che puoi ammirare e per certi aspetti 'soffrire' salendo in montagna.
Ma qui in Sicilia, sul litorale tirrenico, a pochi metri dal mare, come è stato possibile? Le strade erano colorate di bianco, le pietre della spiaggia erano ricoperte di neve, così come a vanetra, la piazzetta e la Torre, solo sotto i ponti della ferrovia non c’era nulla.
Qualcuno sfidando il freddo e il vento di levante era sceso in strada per godersi la novità’. Una camminata verso la spiaggia era inevitabile. Di solito stai lì nel mese di luglio a prendere il sole, a fare un tuffo, a guardare il fluttuare delle onde o a fissare le sagome di Alicudi, di Filicudi e di Panera che sono là in fondo a delimitare l’orizzonte, e stanno lì come sempre per farti una carezza quando la tua coscienza è inquieta o quando hai bisogno di dimenticarti.
Quel 31 dicembre le nuvole e il nevischio impedivano di scorgerle, ma sapevi che c’erano e questo ti consolava.
Tutto era grigio, freddo come solo in inverno può essere.
Ti giri e vedi tutto il Borgo imbiancato, non era mai successo. Poi senti distintamente il chiacchiericcio leggero di chi era sceso per vedere e noti subito le loro orme lasciate sulla neve fresca. Era un presagio di cosa sarebbe successo di lì a poco? Da allora è rimasta un’impronta, un’impronta sulla neve, sulla neve caduta in riva al mare e li resterà per sempre. Almeno per chi c’era e c’è ancora per poterlo raccontare.
Era il 31 dicembre 2014, ed era un altro mondo, e tu non c’eri e non ci sei adesso e anche se ci fossi non potresti fare nulla, e non capiresti cosa c’è in fondo ai pensieri. È un tempo che non c’è, che non esiste, solo silenzi, nient’altro che silenzi. No, non so dire di no, ma andrò anche se non ci sarai, e non mi comprenderai, non puoi comprendermi e sai il perché, e so il perché.
‘Combatterò come un soldato per un Venezuela libero, contro ogni imperialismo e contro chi vuole toglierci la nostra bandiera, la cosa più sacra che abbiamo. ... Viva Chavez. Viva Maduro. Viva la rivoluzione.’, dichiarava Diego Armando Maradona
Nel 1970 era stato eletto per la prima volta un socialista alla carica di presidente: Salvador Allende. Nonostante le difficoltà egli attuò la riforma agraria e un vasto piano di nazionalizzazioni. Il boicottaggio economico statunitense non gli impedì l’affermazione anche nelle elezioni del 1973.
Il giorno del golpe, Allende non cederà, le sue ultime foto da vivo lo ritraggono con un elmetto e un mitra in mano. Il Presidente morirà negli scontri, chi dice assassinato, chi dice suicidato.
I giorni che seguiranno saranno tragici per il Cile. Nei diciassette anni di dittatura le vittime saranno almeno 32 mila.
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La figura che abbatterà la democrazia cilena sarà quella di Augusto Pinochet, nominato un mese prima dallo stesso Allende come capo delle Forze armate.
Quello che sta avvenendo in queste ore in Venezuela è una tragica ripetizione di quello che avvenne oltre 52 anni fa. La logica americana è quella del colonialismo. L’obiettivo principale è la riserva di petrolio del paese sud-americano.
Per mantenere la supremazia mondiale è necessario avere il potere economico oltreché militare e per farlo è indispensabile il controllo delle risorse energetiche. Non c’è un’altra spiegazione all’atto di violazione del diritto internazionale e della sovranità perpetrato dagli Usa ai danni del popolo venezuelano.
Negli anni Settanta c’era la scusante ideologica, oggi è solo economica. Chi in queste ore giustifica l’operato del governo americano è complice e servo, oltreché politicamente insignificante.
Dopo questo atto di guerra chi potrà protestare se Putin arriverà a Kiev, chi potrà accusare la Cina di ledere il diritto internazionale se deciderà di invadere Taiwan o se Netanyahu attaccherà il Libano? D’ora in poi tutto è possibile, è solo la logica del più forte. E' una regressione culturale ed etica senza precedenti.
Era il 1973 ed è il 2026 ed è sempre la stessa storia, la stessa indecenza, la stessa nefandezza. L'uomo è una delusione continua. Quando finiremo, se mai lo faremo, con l'odio e la prepotenza?
‘Combatterò come un soldato per un Venezuela libero, contro ogni imperialismo e contro chi vuole toglierci la nostra bandiera, la cosa più sacra che abbiamo. ... Viva Chavez. Viva Maduro. Viva la rivoluzione.’, dichiarava Diego Armando Maradona, e come dargli torto.
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