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Se c’è uno studio che sa come prendere un franchise horror iconico e iniettargli nuova vita, quel nome è A24. Ebbene, dopo mesi di intense negoziazioni e una vera e propria guerra di offerte, lo studio indipendente che ci ha regalato capolavori moderni come Hereditary e Midsommar ha fatto l’impensabile: si è aggiudicato i diritti completi di Non aprite quella porta (The Texas Chain Saw Massacre). L’era di Leatherface sta per ricominciare, ma in grande stile, con piani che spaziano dal piccolo al grande schermo.
L’obiettivo di A24 è ambizioso e duplice: non solo un nuovo film, ma anche la prima serie TV dedicata al terrificante mondo creato da Tobe Hooper e Kim Henkel. Questo segna una svolta significativa per un franchise che negli ultimi anni ha faticato a trovare un successo unanime, come dimostrato dalla ricezione critica negativa dell’ultima uscita del 2022 su Netflix.
Il cuore pulsante di questo rilancio televisivo sarà JT Mollner, noto per aver scritto la sceneggiatura di The Long Walk (2025). Mollner ricoprirà i ruoli cruciali di showrunner, sceneggiatore e regista per la serie. Accanto a lui, in veste di produttore esecutivo sia per il film che per la serie, troviamo la star del momento, Glen Powell.
Nonostante il suo recente successo in blockbuster come Twisters e The Running Man, Powell ha confermato che il suo coinvolgimento sarà esclusivamente dietro la macchina da presa, come produttore, e non apparirà sul piccolo schermo come attore. Al momento, i nomi dei potenziali protagonisti per la serie horror rimangono segreti, aumentando l’attesa su chi guiderà il cast.
Il cambio di rotta di A24 mira chiaramente a mitigare la tendenza negativa degli ultimi sequel. La visione artistica sembra focalizzata sul massimo rispetto per il materiale sorgente. Mollner ha espresso profonda riverenza per il film originale, definendolo un “film perfetto” e il punto di riferimento assoluto per l’horror.
Il suo approccio non è un semplice remake, ma una volontà di “esplorare a fondo questo mondo” in un modo nuovo, per “onorare e sviluppare il folklore esistente”. Una prospettiva che ha convinto anche Powell, il quale ha definito Non aprite quella porta non solo uno dei suoi film preferiti, ma un titolo fondamentale per il suo stato natale, il Texas. Powell si è detto onorato di scrivere un nuovo capitolo di un franchise così iconico con partner di produzione di alto livello.
Per garantire la riuscita di entrambi i progetti, A24 ha messo in campo un team di produzione stellare, capitanato dalla figura fondamentale di Kim Henkel (Exurbia Films). Henkel, che ha co-creato il franchise con il compianto Tobe Hooper, sarà coinvolto sia nella serie TV che nel film. La sua partecipazione eleva le aspettative, specialmente perché Henkel ha suggerito che esista una “storia epica nascosta nel retroscena di Chainsaw”.
Tra gli altri produttori esecutivi di spicco, coinvolti in entrambi i lati dell’operazione, figurano Roy Lee e Steven Schneider (Spooky Pictures), Ben Ross (Image Nation), Stuart Manashil e Dan Cohen (Barnstorm), oltre ai produttori Ian Henkel e Pat Cassidy.
L’acquisizione da parte di A24 segna l’inizio di una nuova era per Non aprite quella porta. Dato che i film horror dello studio sono tra i più influenti dell’era moderna, le speranze sono altissime per un rilancio che sia non solo spaventoso, ma anche memorabile. Continuate a seguire Mister Movie per tutti gli aggiornamenti e i primi dettagli sul ritorno di Leatherface.
Uno scatto che non è passato inosservato sui social. Chiara Ferragni, Valentina Ferragni, Giulia De Lellis e Helena Prestes si sono mostrate insieme tra neve e panorami alpini, attirando subito l’attenzione dei follower.
Le quattro influencer si troverebbero attualmente in Svizzera per un impegno professionale legato a Guess. Il brand ha scelto proprio la cornice montana per presentare la nuova collezione, coinvolgendo volti molto seguiti del panorama fashion e social italiano.
Dalle immagini condivise emerge un clima disteso, ma il motivo dell’incontro è chiaramente lavorativo. La presenza congiunta di Giulia De Lellis, Helena Prestes, Chiara Ferragni e Valentina Ferragni rafforza la strategia del marchio, che punta su testimonial capaci di garantire ampia visibilità online.
L’evento svizzero dedicato alla nuova collezione Guess si conferma così un appuntamento chiave anche dal punto di vista mediatico.
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Il lavoro da remoto potrebbe diventare solo un ricordo per i dipendenti italiani di Ubisoft. La multinazionale francese dei videogiochi avrebbe deciso di eliminare lo smart working in ogni sua forma, imponendo il rientro in ufficio cinque giorni a settimana. Una scelta che ha acceso subito la protesta dei lavoratori.
Secondo quanto riportato da MilanoToday, la decisione riguarda anche la sede italiana di Assago, alle porte di Milano, e sarebbe stata presa senza un reale confronto preventivo con i dipendenti. Proprio per questo i sindacati parlano di una misura “unilaterale”, che ha portato alla proclamazione di uno sciopero di tre giorni, in programma il 10, 11 e 12 febbraio.
Durante le giornate di mobilitazione è previsto anche un presidio davanti agli uffici, dalle 10 alle 14, per manifestare il dissenso contro il rientro totale in presenza.
La Fiom ha espresso forti perplessità sulle conseguenze di questa scelta. Il timore principale è che il ritorno obbligatorio in ufficio possa trasformarsi in una pressione indiretta sui lavoratori, spingendo alcuni di loro a lasciare l’azienda.
A MilanoToday, Andrea Rosafalco della Fiom Milano ha spiegato che non ci sono certezze su un piano volto alle uscite, ma che il rischio è concreto: se la misura verrà applicata fino in fondo, diverse persone potrebbero decidere di andarsene.
Il caso Ubisoft si inserisce in un dibattito sempre più acceso sul futuro dello smart working, soprattutto nelle grandi aziende. Il rientro totale in presenza, dopo anni di lavoro ibrido, continua a dividere imprese e lavoratori, aprendo scenari complessi sul piano organizzativo e occupazionale.
Molte aziende, soprattutto grandi multinazionali, stanno riducendo o eliminando lo smart working a favore del ritorno in ufficio. Questa tendenza emerge nel 2025, nonostante una leggera crescita complessiva del lavoro agile in Italia.
Le imprese citano diversi fattori per giustificare il ritorno alla presenza. Primo, il rafforzamento della cultura aziendale e della collaborazione: il 64% dei leader vede lo smart working come un ostacolo al senso di appartenenza e alle interazioni spontanee che favoriscono innovazione.
Secondo, la percezione di maggiore produttività e controllo: manager equiparano visibilità fisica a efficienza, temendo cali nel lavoro remoto (62% delle motivazioni). Terzo, costi immobiliari: uffici affittati a lungo termine non possono rimanere vuoti, spingendo a “riempirli”.
Aziende come Amazon hanno annunciato la fine dello smart working, richiedendo presenza piena. Tesla di Elon Musk lo considera inaccettabile, minacciando licenziamenti; Google e Apple optano per almeno 3 giorni in ufficio settimanali.
In Italia, lo smart working cresce a 3,57 milioni di lavoratori (+0,6% nel 2025), trainato da PA (+11%) e grandi imprese. Tuttavia, alcune aziende riducono la flessibilità per pressioni esterne o per favorire dimissioni indirette, specialmente nelle PMI dove cala.
I dipendenti lamentano perdita di flessibilità, aumento stress da pendolarismo e costi extra. Questo genera malcontento, con rischi di turnover; l’8% delle aziende usa il ritorno in ufficio per incoraggiare dimissioni.
Il modello ibrido prevale, bilanciando esigenze aziendali e flessibilità. In Italia, grandi imprese come Enel mantengono accordi parziali, ma il full remote diminuisce. L’AI potrebbe rivoluzionare processi, stabilizzando ibridi.
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Dopo ore di silenzio digitale, Fabrizio Corona è tornato improvvisamente sui social. Nella mattinata di oggi, il suo profilo Instagram è stato riattivato, permettendo ai 2,3 milioni di follower di rivedere post, storie e contenuti dell’ex paparazzo dei vip.
Una riapparizione che ha sorpreso molti utenti, soprattutto perché solo il 3 febbraio tutti gli account riconducibili a Corona erano stati oscurati senza preavviso.
La riattivazione del profilo ha generato immediatamente reazioni e commenti, con numerosi follower che hanno accolto il ritorno di Fabrizio Corona su Instagram con entusiasmo. Al momento, non risultano spiegazioni ufficiali da parte diretta dell’interessato sulle modalità o sui motivi del ripristino dell’account.
Resta quindi da capire se il ritorno sarà duraturo o se si tratterà di una situazione temporanea, considerando i precedenti recenti.
A chiarire i motivi della chiusura era stata Meta, che attraverso un portavoce aveva spiegato:
“Abbiamo rimosso gli account per violazioni multiple degli Standard della community Meta”.
Una comunicazione netta, che aveva portato alla sospensione di tutti i profili social riconducibili a Corona, alimentando interrogativi e polemiche sul suo futuro online.
Il tempo di riportare la notizia, per noi ed i colleghi che l’hanno prontamente fatto, che sono di nuovo stati disattivati, lasciando attivi solamente alcuni video. Il caos sui social continua, che succederà adesso?
Al momento, Meta non ha rilasciato ulteriori dichiarazioni sul ripristino del profilo, né sono note eventuali limitazioni applicate all’account. La situazione resta quindi in evoluzione, con l’attenzione del pubblico puntata sulle prossime mosse di Corona.
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C’è un nome che torna a circolare con insistenza quando si parla del prossimo Grande Fratello Vip, ed è quello di Federico Fashion Style. Il parrucchiere delle star ha dichiarato apertamente di sentirsi pronto a entrare nella Casa più spiata d’Italia, dopo aver detto no in passato per una scelta familiare.
In un’intervista rilasciata al settimanale Nuovo Tv come riporta Biccy, Federico Lauri ha spiegato che anni fa aveva ricevuto una proposta concreta per partecipare al reality, poi rifiutata perché la figlia Sophie Maelle era ancora troppo piccola. Oggi, però, la situazione è cambiata.
“Adesso proverei l’esperienza”, ha raccontato, sottolineando come la figlia potrebbe seguirlo da casa. Un dettaglio che per lui fa la differenza e che lo ha convinto a rimettersi in gioco.
Federico Fashion Style non ha nascosto l’entusiasmo all’idea di un’edizione definita “sfavillante”. Lustrini, paillettes e personalità forti sono elementi che, a suo dire, si sposano perfettamente con il suo stile.
Tra le possibili carte da giocare nella Casa, l’hairstylist ha citato anche il racconto del suo coming out e il desiderio di mostrare un lato più intimo: quello di un padre molto presente, oltre l’immagine glamour e sopra le righe che il pubblico conosce.
L’ipotesi Grande Fratello Vip non è nuova. Nel gennaio 2023, Selvaggia Lucarelli aveva parlato di trattative in corso tra Federico e la produzione, con l’idea che il coming out avvenisse proprio all’interno del reality. L’accordo, però, non andò in porto.
Popolare, divisivo e diretto: Federico Fashion Style resta un personaggio che non passa inosservato. Non c’è alcuna conferma ufficiale sul suo ingresso nella Casa, ma le sue parole suonano come un messaggio chiaro agli autori.
Per scoprire se questo “appello” verrà raccolto e per restare aggiornato su tutte le novità del Grande Fratello Vip, dei reality e del mondo dello spettacolo, continua a seguire Mister Movie, tra notizie, indiscrezioni e approfondimenti esclusivi.
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