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Nel 2001, pochi giorni dopo l’attentato alle Torri Gemelle, il giornalista e scrittore Tiziano Terzani, che io considero da sempre un maestro, pubblicò un testo straordinario dal titolo “Il Sultano e San Francesco”. Un invito a non cadere nell’odio, nella vendetta e nello scontro tra civiltà. Parole che oggi, di fronte a una rabbia e un’intolleranza crescente, ritengo importante riproporre.
“Il mondo musulmano non è il male. Un miliardo e più di persone non possono essere liquidate come terroristi. Sarebbe come dire che tutti gli americani sono assassini perché nel 1995 uno di loro fece saltare il palazzo federale di Oklahoma City uccidendo 168 persone e ferendone oltre 600.”
“L’odio chiama odio. La violenza genera altra violenza. E ogni volta che riduciamo gli esseri umani a categorie — occidentali, arabi, stranieri, immigrati — smettiamo di vedere le persone.”
“Il vero pericolo è lasciarsi trascinare dalla paura. Perché la paura rende stupidi, aggressivi e manipolabili.”
Terzani raccontava di quando, nel pieno delle Crociate, San Francesco attraversò il fronte per incontrare il Sultano Malik al-Kamil. Non andò lì con le armi, né per insultarlo o annientarlo. Andò per parlare. Per ascoltare. Per riconoscere nell’altro un essere umano. Ed è questo che oggi stiamo dimenticando.
Ogni volta che uno straniero commette un reato, milioni di persone vengono trascinate dentro una spirale di odio collettivo. Insulti, razzismo, ostilità. Come se il crimine di un singolo dovesse trasformarsi nella colpa di un intero popolo.
Ma ragionateci un attimo: è esattamente questo che vogliono. Dividerci. Metterci gli uni contro gli altri. Alimentare rabbia, paura e tensione sociale. Perché un popolo impaurito e pieno di rancore è molto più facile da manipolare.
“Bisogna resistere alla tentazione dell’odio”, scriveva Terzani. “Perché nel momento in cui odiamo, abbiamo già perso.”
E attenzione, ciò non significa giustificare i crimini. Non significa chiudere gli occhi davanti ai problemi reali. In Italia c’è una giustizia che non funziona, dove spesso chi sbaglia non paga, la gente non ne può più. La rabbia che monta è comprensibile e legittima, ma bisogna stare attenti a non farsi abbindolare e capire chi sono i veri responsabili, i veri nemici.
Non si può permettere al male di contagiare anche noi. Bisogna restare lucidi, umani, capaci di distinguere un colpevole da milioni di innocenti.
Io mi rendo conto che è difficilissimo, ma la strada da percorrere è questa: “L’unica risposta sensata all’odio non è altro odio, ma uno sforzo ancora più grande di comprensione, di umanità e di amore.”
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C’è una guerra là fuori, amico mio. Una guerra mondiale. E non ha la minima importanza chi ha più pallottole, ha importanza chi controlla le informazioni. Ciò che si vede, si sente, come lavoriamo, cosa pensiamo, si basa tutto sull’informazione!
Queste parole sono tratte da un film uscito nel 1992 dal titolo “I signori della truffa” e descrivono perfettamente la situazione in cui ci troviamo oggi.
Il giornalismo è nato per essere controllore del potere… invece oggi si trova ad essere controllato da esso. Come? Attraverso i soldi. Finanziamenti e pubblicità. E il meccanismo è molto semplice: nel momento in cui finanzi l’informazione, il finanziato parlerà sempre a favore del finanziante. Si chiama conflitto d’interessi.
Ecco perché in questo Paese il giornalismo è morto e si è trasformato in propaganda e promozione. La prima al soldo dei governi e dei partiti politici, la seconda al servizio di multinazionali ed aziende. Questo è il motivo per il quale l’informazione libera, imparziale, indipendente, non esiste più e questo è il motivo per il quale la stragrande maggioranza di persone là fuori vive in una realtà completamente distorta.
Pensiero critico e beneficio del dubbio sono gli unici strumenti che abbiamo a disposizione per difenderci.
Di fronte ad ogni notizia, ma soprattutto di fronte alle “versioni ufficiali dei fatti”, fatevi domande, mettete in discussione le vostre convinzioni, chiedetevi se è plausibile, a chi conviene raccontarvi una cosa simile in quel modo.
Il più grande giornalista del ventunesimo secolo, Julian Assange, ha detto che: Quasi tutte le guerre iniziate negli ultimi 50 anni sono state il risultato di bugie dei media.
E ha ragione. Senza la bugie dei media, le masse si sarebbero opposte, ribellate, avrebbero scatenato le rivoluzioni contro i propri governi guerrafondai e criminali. Ecco a cosa serve la propaganda: a tenere buoni i popoli.
Ma sempre lui, Assange, ha anche detto che: Se le guerre possono essere avviate dalle bugie, esse possono essere fermate dalla verità.
E questo dobbiamo fare noi tutti: cercare, pretendere e batterci per la verità. La pressione dell’opinione pubblica può fare la differenza, può cambiare il mondo, può fermare le guerre. Noi siamo il 99%. Non dimentichiamolo mai.
p.s. Se poi volete una fonte attendibile potete seguire L’Indipendente, informazione senza padroni.
Photo credit: Fabrizio Vinti
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Guerra in Iran, o meglio aggressione, attacco, bombardamento dell’Iran ad opera di USA e Israele.
Partiamo dal demolire la versione ufficiale dei fatti, come al solito calata dall’alto e divulgata a pappagallo dai mass media zerbini, ovvero che l’attacco sarebbe servito a liberare il popolo iraniano dal regime degli Ayatollah. Io mi domando e vi domando, come si fa a credere che al governo americano e quello israeliano interessi qualcosa dei civili iraniani. Ma veramente vi bevete una balla simile?
O che Teheran con i missili a lungo raggio e l’arma nucleare sarebbe stato una “minaccia intollerabile”. Versione sostenuta dall’unica nazione al mondo ad aver usato la bomba atomica e non una, ma due volte, nella storia dell’umanità.
La stessa nazione, Stati Uniti d’America, che negli ultimi 70 anni ha bombardato mezzo mondo e soffiato sul fuoco, provocato tumulti, rivoluzioni pilotate e colpi di stato nell’altra metà. Il tutto nel nome della democrazia, della pace e della stabilità. E c’è qualcuno che crede a sti banditi!
Signori, sono 3 i veri e principali motivi di questa aggressione:
1. Interessi economici: mettere le mani, come al solito, su petrolio, gas e risorse naturali (con la regia dei grandi fondi di investimento)
2. Assecondare le mire espansionistiche dei sionisti, del criminale di guerra Netanyahu e del suo governo delinquente (nonché isolare ulteriormente la Palestina)
3. Distrarre l’attenzione pubblica e mediatica dallo scandalo degli EPSTEIN FILES
La liberazione dal regime e le ipotetiche armi di distruzione di massa, sono dei pretesti da dare in pasto all’opinione pubblica, scuse tra l’altro già utilizzate in passato e puntualmente smentite più e più volte.
A proposito, piccolo particolare a riguardo: la sera prima dei bombardamenti, l’Iran aveva confermato la propria disponibilità a smantellare le scorte di uranio impoverito. La mattina seguente, è stato attaccato. Capito come funziona?
Altro punto: ma veramente qualcuno pensa che con la morte di Khamenei cambi qualcosa? Aveva 85 anni, poteva morire da un giorno all’altro di vecchiaia, secondo voi un Paese come l’Iran, che ricordo perché forse a qualcuno sfugge, è il proseguo dell’immenso – in tutti i sensi – impero persiano, ecco secondo voi non avevano già previsto uno o più eredi e sostituti della propria guida suprema in caso di dipartita?!
Ragazzi miei, io capisco che vi hanno cresciuto con Hollywood, McDonald, CocaCola e tutte le cagate del sogno americano, però sarebbe anche ora di svegliarsi, perché qui ci sono 2 governi responsabili di genocidi, morte e distruzione che rischiano di trascinarci in una nuova guerra mondiale. E in tutto questo la cosa più grave è che il nostro di governo, continua ad essere succube o peggio complice, mentre i cittadini continuano a tacere, a subire in silenzio, a farsi abbindolare dalle narrazioni delle élite.
La storia non ci ha insegnato niente: l’uomo occidentale continua a credere di poter risolvere le cose con la forza; continua a pensare che il proprio stile di vita, la propria cultura, sia la migliore di tutte e per questo si arroga il diritto di esportarla, di imporla, con le buone o le cattive, al resto del mondo. Siamo patetici.
In Iran e in tutto il medio Oriente stiamo solo gettando benzina sul fuoco, aprendo nuove ferite, dando vita a nuove ingiustizie, alimentando un odio che prima o poi in futuro ci rivolterà contro.
Io non ho risposte, verità in tasca né soluzioni, dunque concludo questo mio video con delle domande e ognuno si dia la risposte che vuole: chi sono i veri terroristi ma soprattutto CHI SONO I NOSTRI VERI NEMICI?
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Ma voi avete capito che cosa sono gli EPSTEIN FILES? Io non credo, perché se le persone là fuori l’avessero compreso anche solo un minimo, in questo momento ci sarebbero città americane ed europee messe a ferro e fuoco da masse di cittadini incazzati neri, e invece, non sta succedendo assolutamente nulla.
Ora, nel bombardamento mediatico delle ultime settimane in cui si è letto e visto di tutto, comprese tante fake news, notizie inventate, immagini decontestualizzate eccetera, la confusione regna sovrana e molto probabilmente la cosa è voluta.
E allora proviamo a fare un po’ di ordine, con lucidità e in maniera semplice.
48 ore fa è arrivata una prima condanna esplicita da parte di un’istituzione internazionale, ovvero le Nazioni Unite, che hanno definito quanto emerso dagli Epstein Files, uso testuali parole: “una IMPRESA CRIMINALE GLOBALE” dedita a “preoccupanti e credibili abusi sessuali, traffico e sfruttamento sistematico e su larga scala di donne e ragazze”.
E ancora: “una rete di cui facevano parte élite politiche, economiche e mediatiche”.
Cioè la mafia in confronto a sta roba è un’associazione folkloristica.
Sempre secondo l’ONU, siamo di fronte a “terrificanti implicazioni sul livello di impunità per tali crimini. Alcuni dei fatti descritti potrebbero rientrare secondo il diritto internazionale, in condizioni di schiavitù sessuale, tortura, sparizioni forzate o crimini contro l’umanità.”
Signori, ci siamo? Cioè colori i quali hanno seduto (e molti ancora siedono) ai piani più alti della società occidentale, ovvero Stati Uniti ed Europa, sarebbero dei criminali della peggior specie, pedofili, torturatori e forse – ancora da verificare ma non si può escludere – anche cannibali. Parliamo di accuse che riscrivono la storia moderna e demoliscono definitivamente la narrazione di una classe dirigente sana, al servizio dei popoli e tutte le stronzate che vi propinano da una vita e su cui è costruita questa società.
Ma come diavolo è possibile, che non succeda nulla? Quando iniziano ad arrestarli tutti? Come possiamo accettare che i mass media non ne parlino in maniera costante, approfondita, con la stessa ossessione con cui inseguono gossip, cronaca nera e scaramucce politiche?!
No perché sto giro, se non verrà fatta giustizia, bisogna andarli a prendere, uno alla volta, e se non ci sarà un nuovo processo di Norimberga, allora non ci resta che riconsiderare una nuova rivoluzione in stile francese con tutto quello che ne consegue. Oppure ci indignano sui social e facciamo una raccolta firme online? Dai ragazzi, non scherziamo, questi sono colpevoli di abomini disumani, qui o fanno pulizia, sotto gli occhi del mondo, in maniera inequivocabile, o va ribaltato tutto!
Molti poi si chiedono il perché questi files siano usciti solo o proprio adesso: vi dirò, per me questo è abbastanza irrilevante dal momento che siamo di fronte a giochi di potere ai massimi livelli, in cui qualcuno ne gioverà ed altri verranno penalizzati. Ma per quanto mi riguarda, come ho già detto altre volte, chiunque detenga il potere è un mio nemico e un nemico dei popoli, dunque fa ben poca differenza. Iniziamo a fare pulizia, a identificare i responsabili e metterli dietro le sbarre, poi ci occuperemo del resto.
Se davvero crediamo ancora nella dignità umana (e io ci credo!), allora questo è il momento di dimostrarlo, con una pressione ostinata sulle istituzioni e la stampa ma soprattutto con una determinazione incrollabile nell’ottenere legalità e trasparenza.
È inutile avere paura, sentirsi impotenti, lasciare spazio a rassegnazione o cose simili… quello che emerge da questi EPSTEIN FILES è qualcosa che non possiamo accettare. Pretendiamo, insieme e con tutte le nostre forze, verità e giustizia!
APPROFONDIMENTO: EPSTEIN FILES, i documenti (verificati) che fanno tremare le élite occidentali
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Alcuni giorni fa ho pubblicato un video di 90 secondi sui miei canali social che in breve tempo ha totalizzato oltre 2 milioni di visualizzazioni, nel quale ribadivo per l’ennesima volta che a mio parere i politici sono tutti uguali e che votare in questo momento non serve a niente.
Puntualmente, come ogni volta che parlo di questo tema, sono arrivate valanghe di commenti del tipo…
Quindi, quale sarebbe la soluzione? Cosa proponi allora? Cosa possiamo fare?
Di soluzioni io ne ho in mente diverse e ne parlo da anni, ma non vi piacciono, perché non sono facili né veloci da attuare, mentre molti di voi vorrebbero solo quelle. Ecco perché in molti nonostante tutto, continuate a credere che si possano cambiare le cose mettendo una x su una scheda elettorale e delegando a qualcun altro il compito. Ma solo gli stolti continuano a fare le stesse cose aspettandosi risultati diversi. E voi non siete stolti, vero?
Ora, sapete come si dice: “Ogni popolo ha il governo che si merita” ed è proprio così. Bisogna capire infatti, che la classe politica è una rappresentanza della società. Se la classe politica fa schifo è perché anche la società fa schifo. Vogliamo una classe politica migliore? Dobbiamo costruire una società migliore. Ecco, la vera e unica soluzione.
Non ci sono scorciatoie, non ci sono alternative. E questo è un percorso lungo, che richiede forza di volontà, pazienza, determinazione, lungimiranza. E qui, la maggior parte di voi smetterà di leggere questo articolo. Vado comunque avanti, per tutti gli altri.
Oggi la vera politica si fa entrando (o meglio ancora evitando di entrare) in un supermercato, decidendo cosa comprare e cosa non comprare. Le alternative ci sono, si chiamano gruppi di acquisto solidale, piccoli produttori al posto della grande distribuzione, autoproduzione attraverso orti urbani o condivisi, associazioni di consumatori consapevoli, eccetera.
Perché vivendo in un sistema totalmente basato sull’economia, dove il dio denaro ha sostituito qualsiasi ideologia o dottrina, il modo in cui spendiamo i nostri soldi, fa la differenza. La scelta di come usare ogni nostro singolo euro, è un atto politico. Ecco perché, per esempio, sono così importanti le azioni di boicottaggio. Possono cambiare gli equilibri mondiali. Ed ecco perché è così importante, il dove teniamo i nostri risparmi: informatevi, perché è molto probabile che il vostro conto corrente sia in una delle tante “banche armate”, che con i vostri soldi, attraverso i fondi di investimento, finanziano guerre, genocidi e distruzione.
NOTA: la soluzione in questo caso è semplice e si chiama Banca Etica.
Il consumo critico è alla base di una società più giusta, equilibrata e sana. E questo riguarda tutte le sfere della nostra vita, dall’alimentazione all’abbigliamento, dall’informazione ai viaggi.
Ecco perché da anni ripeto che il cambiamento inizia dalla conoscenza. L’ignoranza delle masse, palesemente voluta e alimentata dall’establishment, garantisce loro il mantenimento dello status quo.
Altrettanto importante è il fare rete a livello locale, unirsi in gruppi o comitati di cittadini attivi, partecipare a progetti comuni, per mettere in atto azioni concrete che siano scioperi, iniziative popolari o di disobbedienza civile.
L’Italia è piena di realtà simili, ce ne sono in tutte le province, uscite di casa, cercatele e unitevi a loro. E se non ci sono createle voi stessi. Certo è che se continuate a lamentarvi sui social non cambierà nulla.
Infatti il vero problema è che tutti vogliono cambiare l’Italia o il mondo, ma nessuno è disposto a cambiare sé stesso e il proprio stile di vita. E allora è inutile continuare a chiedermi qual è la soluzione, perché anche se io da anni continuo a ripeterla, molti di voi fanno finta di non sentirla o la rifiutano, così possono continuare a fare i propri porci comodi.
Le storiche parole di Gandhi, non sono un meme da condividere sui social per acchiappare qualche like, rappresentano la vera chiave: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.”
Anziché sprecare le nostre energie, il nostro tempo e la nostra attenzione per seguire inutili campagne elettorali, giochetti tra partiti, finte diatribe, teatrini televisivi e tutta quella miseria umana, concentriamoci su qualcosa di più degno, utile, vero… informiamoci meglio, consumiamo meglio, coltiviamo collaborazione invece di competizione, insegniamo alle nuove generazioni a fare ciò che è giusto invece di ciò che conviene, andiamo oltre il becero consumismo e riscopriamo un po’ di sana sobrietà. Così facendo, ad un certo punto, nascerà in maniera fisiologica e naturale anche una nuova classe politica, nuovamente meritevole del nostro voto e veramente capace di cambiare le cose.
Quindi per riassumere invece di continuare a chiedere qual è la soluzione o aspettare indicazioni da qualcun altro, iniziamo a rivedere le nostre abitudini, i nostri consumi, dove teniamo e come spendiamo i nostri soldini… iniziamo a portare la nostra goccia di acqua verso l’incendio, ogni giorno, senza aspettare che lo facciano altri e senza voler qualcosa in cambio. Iniziamo a farlo, insieme, goccia dopo goccia. Così e solo così, un giorno potremmo anche riuscire a spegnere l’incendio.
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