Lo stile non è altro che l’ordine e il movimento che si mette nei propri pensieri
Mai una sconfitta è stata così umiliante. Infatti, con la firma di un accordo di cessate il fuoco entro la fine di questa settimana, Trump ne esce male sia economicamente sia militarmente e strategicamente.
Nulla è stato raggiunto tra gli obiettivi fissati all’inizio della guerra. Pertanto si è trattato di una guerra inutile e costosa, che nulla ha portato.
Un risultato c’è stato: la linea dura di Teheran è più forte. Anzi, un giorno, l’Iran potrà addirittura dotarsi di armi nucleari.
Nonostante ciò, il presidente era così desideroso di porre fine alla guerra da ritirare ripetutamente le sue minacce – permettendo all’Iran di smascherare il suo bluff – e da rimproverare il suo stretto alleato, Benjamin Netanyahu, per aver reagito agli attacchi nella regione in un modo che metteva a repentaglio i negoziati.
Il Pakistan, con il sostegno del co-mediatore Qatar, ospiterà domani in Svizzera la cerimonia ufficiale di firma dell’accordo. L’Europa intanto prepara la missione nello Stretto guidata da Francia e Gran Bretagna: “Pronti ad affiancarci una ventina di Paesi”, dice Macron
Trump non ammetterà mai di aver perso, ma è così. Trump, ha denunciato in privato i falchi anti-iraniani, alcuni dei quali sono tra i suoi più stretti alleati nel Partito Repubblicano, per aver messo in dubbio la solidità dell’accordo.
Nell’amministrazione c’è una spaccatura sull’accordo, ma Trump si è schierato con coloro che auspicano la fine della guerra, a prescindere dai risultati (magra consolazione). Crescono invece, i timori per le ripercussioni economiche sugli americani e i costi politici per i Repubblicani nelle elezioni di medio termine.
Il Presidente degli Stati Uniti presenterà ai suoi elettori l’accordo come una vittoria e dirà: Ho fatto la pace, dimenticando forse, chi ha iniziato la guerra.
La sua trasformazione in un presidente uscente sta accelerando e il mondo politico si appresta a guardare oltre di lui e a concentrarsi sui candidati del 2028 che aspirano alla sua successione. I leader mondiali, un tempo intimoriti, hanno iniziato a sfidarlo. La sconfitta di Trump in Iran, e il modo in cui l’ha subita, potrebbero accelerare il suo declino.
I funzionari hanno affermato che l’accordo estenderà il cessate il fuoco per i prossimi 60 giorni e che l’Iran riaprirà lo Stretto di Hormuz, consentendo agli Stati Uniti di revocare il blocco navale e di far riprendere il flusso di petrolio dalla regione. Sebbene l’Iran abbia accettato di non riscuotere tasse sullo stretto per i prossimi 60 giorni, ha (secondo i media statali iraniani) lasciato aperta la possibilità di farlo in seguito, e l’accordo rimanda la questione del programma iraniano di arricchimento dell’uranio, nonostante Trump lo abbia indicato come la sua motivazione urgente per la guerra.
Mark Levin, il conduttore radiofonico di destra che si era battuto per la guerra, ha espresso sui social media la sua incredulità per il fatto che Trump avesse rimproverato Netanyahu e che l’accordo rimanesse avvolto nel mistero: “È da giorni che chiedo: perché noi, il popolo, non possiamo vedere il dannato memorandum d’intesa?”.
Con il protrarsi della guerra, è diventato chiaro che gli obiettivi di Trump per il conflitto non si stavano realizzando. La marina iraniana è stata danneggiata, ma la capacità missilistica balistica di Teheran è rimasta intatta, così come i suoi legami con gruppi paramilitari come Hezbollah e gli Houthi. Il regime intransigente di Teheran sembra pronto a riprendere la vendita di petrolio e a ricevere fino a 300 miliardi di dollari di finanziamenti dagli stati del Golfo, che potrebbe utilizzare per la ricostruzione. L’Iran ha rafforzato il suo controllo sullo Stretto di Hormuz e ha dimostrato di poter chiudere il canale a piacimento.
L’Iran sembra essere uscito dal conflitto con la capacità di limitare la libertà di Israele di colpire il Libano e potenzialmente altri Paesi; negli ultimi giorni, Trump ha attaccato duramente Netanyahu per aver messo a repentaglio il cessate il fuoco e gli ha chiesto di annullare un attacco a Beirut. Le critiche di Trump, tra cui
l’aver definito il primo ministro “una persona molto difficile”, rischiano di allargare la frattura tra gli Stati Uniti e il loro storico alleato in Medio Oriente. Nonostante i rimproveri di Trump, Netanyahu ha insistito sul fatto che Israele continuerà ad autorizzare gli attacchi che riterrà necessari per la propria autodifesa.
Una buona notizia è che il costo del petrolio è in calo. La diminuzione è di 1,51% a 78.35 dollaro statunitense/barile.
La guerra con l’Iran ha avuto costi elevati
Il Pentagono ha stimato di aver speso circa 29 miliardi di dollari per il conflitto entro metà maggio, ma esperti indipendenti ritengono che la cifra sia stata di decine di miliardi superiore.
Le munizioni si sono esaurite, il fallimento degli Stati Uniti, nonostante la loro schiacciante potenza militare, nel piegare l’Iran potrebbe incoraggiare Cina, Russia o Corea del Nord ad adottare misure aggressive. Complessivamente, secondo le autorità iraniane, oltre 3.000 persone sono morte nel conflitto in Iran. Anche tredici militari statunitensi hanno perso la vita. Il presidente cinese Xi Jinping non gli ha concesso l’accordo commerciale che desiderava.
Testo integrale dell’accordo – Intesa Usa-Iran
Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran hanno concordato congiuntamente in buona fede quanto segue:
Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran, insieme ai loro alleati nel conflitto in corso, firmano il presente Memorandum d’Intesa per dichiarare la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano, e si impegnano, d’ora in poi, a non intraprendere alcuna guerra o operazione militare l’uno contro l’altro, ad astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza reciproca e a garantire l’integrità territoriale e la sovranità del Libano. L’accordo finale confermerà la cessazione permanente della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, e le altre disposizioni del presente paragrafo.
Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran si impegnano a rispettare le rispettive sovranità ed integrità territoriali e ad astenersi dall’interferire negli affari interni dell’altra parte.
Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran si impegnano a negoziare e raggiungere l’accordo finale entro un massimo di 60 giorni, prorogabile di comune accordo.
Immediatamente dopo la firma del presente Memorandum d’intesa, gli Stati Uniti d’America inizieranno la rimozione del blocco navale e di qualsiasi ostacolo o impedimento nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran, ponendo fine al blocco navale entro 30 giorni. Durante questo periodo, il traffico navale sarà proporzionale ai livelli prebellici ripristinati dalla Repubblica Islamica dell’Iran. Gli Stati Uniti d’America si impegnano inoltre a ritirare le proprie forze dalle vicinanze della Repubblica Islamica dell’Iran entro 30 giorni dalla firma dell’accordo definitivo.
Alla firma del presente Memorandum d’intesa, la Repubblica Islamica dell’Iran si adopererà con il massimo impegno per garantire il transito sicuro e gratuito delle navi commerciali, per un periodo di soli 60 giorni, dal Golfo Persico al Mar d’Oman e viceversa. Il traffico navale commerciale riprenderà immediatamente e, tenendo conto della necessità di rimuovere gli ostacoli tecnici e militari e di effettuare le operazioni di sminamento da parte della Repubblica Islamica dell’Iran, sarà ripristinato entro 30 giorni. La Repubblica Islamica dell’Iran avvierà un dialogo con il Sultanato dell’Oman per definire la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz, in collaborazione con gli altri Stati rivieraschi del Golfo Persico, nel rispetto del diritto internazionale vigente e dei diritti sovrani degli Stati costieri dello Stretto di Hormuz.
Gli Stati Uniti d’America si impegnano, insieme ai partner regionali, a elaborare un piano definitivo e concordato di comune accordo, con uno stanziamento di almeno 300 miliardi di dollari, per la ricostruzione e lo sviluppo economico della Repubblica Islamica dell’Iran. Il meccanismo di attuazione di tale piano sarà definito nell’ambito di un accordo finale entro 60 giorni. Tutte le licenze, le deroghe e le autorizzazioni necessarie per le relative transazioni finanziarie saranno concesse dagli Stati Uniti d’America.
Gli Stati Uniti d’America si impegnano a porre fine a tutte le sanzioni contro la Repubblica Islamica dell’Iran, comprese le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le risoluzioni del Consiglio dei Governatori dell’Aiea e tutte le sanzioni unilaterali statunitensi, primarie e secondarie, secondo un calendario concordato nell’ambito dell’accordo finale. La Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America riconoscono l’importanza cruciale della questione della revoca delle sanzioni sopra menzionata e hanno espresso l’intenzione di affrontare immediatamente tali questioni nei negoziati al fine di raggiungere un accordo reciproco.
La Repubblica Islamica dell’Iran ribadisce che non si procurerà né svilupperà armi nucleari. Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran hanno concordato di risolvere la questione dello smaltimento del materiale arricchito presente nell’arsenale secondo un meccanismo che sarà concordato di comune accordo, in conformità con il calendario menzionato al paragrafo 7, con la metodologia minima di diluizione in loco sotto la supervisione dell’Aiea. Le due parti hanno inoltre concordato di discutere la questione dell’arricchimento e altre questioni di comune accordo relative alle esigenze nucleari della Repubblica Islamica dell’Iran, sulla base di un quadro soddisfacente che sarà concordato nell’accordo finale. L’accordo finale confermerà le disposizioni del presente paragrafo e la Repubblica Islamica dell’Iran riconosce l’importanza cruciale delle questioni nucleari rispetto alle missioni. Esprime la propria intenzione di affrontare immediatamente tali questioni nei negoziati al fine di raggiungere un accordo reciproco.
In attesa dell’accordo finale, gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran concordano di mantenere lo status quo. La Repubblica Islamica dell’Iran manterrà lo status quo attuale del suo programma nucleare e gli Stati Uniti d’America non imporranno nuove sanzioni né dispiegheranno ulteriori forze nella regione.
Gli Stati Uniti d’America si impegnano a rilasciare, immediatamente dopo la firma del presente Memorandum d’intesa e fino alla cessazione delle sanzioni, deroghe da parte del Dipartimento del Tesoro statunitense per l’esportazione di petrolio greggio, prodotti petroliferi e derivati iraniani, nonché per tutti i servizi correlati, incluse transazioni bancarie, assicurazioni, trasporti, ecc.
Gli Stati Uniti d’America si impegnano a rendere pienamente disponibili i fondi e i beni congelati o vincolati della Repubblica Islamica dell’Iran a seguito dell’attuazione del presente Memorandum d’intesa. Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran concorderanno reciprocamente le procedure relative allo sblocco di tali fondi durante i negoziati. Tali fondi, sia che vengano ottenuti dal conto originale sia che vengano trasferiti, saranno resi pienamente utilizzabili per il pagamento a qualsiasi beneficiario finale designato dalla Banca Centrale, ovvero il beneficiario finale designato dalla Banca Centrale della Repubblica Islamica dell’Iran. Gli Stati Uniti d’America si impegnano a rilasciare tutte le licenze e autorizzazioni necessarie.
Gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran concordano sull’istituzione di un meccanismo esecutivo per monitorare la corretta attuazione del presente Memorandum d’intesa e il futuro rispetto dell’accordo finale.
Fonti: TheAtlantic, ilsole24ore
Arte e solidarietà: al via la IX edizione del festival che educa le nuove generazioni attraverso lo spettacolo. Dal 19 al 21 giugno con sedici artisti provenienti dal Congo, Argentina, Brasile e Uruguay, Francia e Italia.
Dal 19 al 21 giugno 2026 il Casale di Teverolaccio (Succivo, CE) si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto tra circo, musica, inclusione sociale e restauro della memoria. L’arte che educa, la solidarietà che forma, la musica che unisce.
Ingresso libero con inizio dalle ore 17:30.
Con la IX edizione l’evento Atella Sound Circus – Festival della Musica e Artisti di Strada, è tra gli appuntamenti più attesi e colorati della Campania. E’ organizzato dall’Associazione Artenova con il patrocinio del Comune di Succivo e il sostegno del Ministero della Cultura per la promozione del teatro urbano e sociale. Partner ARCI, Spaccio Culturale.
Nella splendida cornice del Casale di Teverolaccio (via XXIV Maggio), il festival offrirà tre giorni di spettacolo, laboratori creativi, installazioni scenografiche, musica dal vivo e arti circensi, in un’atmosfera di spensieratezza dedicata in particolare a famiglie e bambini. Ma non solo: l’edizione 2026 si distingue per una missione chiara – arte e solidarietà come pilastri fondamentali per la crescita educativa delle nuove generazioni.
«Crediamo che un bambino che impara a stupirsi davanti a un giocoliere o a emozionarsi con una canzone dal vivo porti dentro di sé un seme di cittadinanza consapevole» – dichiarano i responsabili dell’Associazione Artenova. «Per questo Atella Sound Circus non è solo un festival, ma un’esperienza formativa diffusa, dove l’inclusione sociale diventa spettacolo e lo spettacolo diventa comunità».










L’inaugurazione del festival coincide con l’avvio del progetto di restauro della corte storica del Casale di Teverolaccio, voluto dall’Amministrazione Comunale di Succivo nelle persone del Sindaco Salvatore Papa e del delegato alla Cultura Giuseppe Mitrano. Un intervento che restituisce alla collettività un luogo identitario, valorizzando il patrimonio come spazio vivo di relazione intergenerazionale.
In collaborazione con ARCI Caserta e in concomitanza con la Giornata Mondiale del Rifugiato, i beneficiari del progetto SAI (Sistema Accoglienza Integrazione), attivo sul territorio, parteciperanno attivamente alla realizzazione del festival.
Sarà allestita anche una mostra fotografica dedicata al tema dello sfruttamento lavorativo, per sensibilizzare adulti e giovani su diritti e giustizia sociale. Tante le iniziative attrattive per tutte le età: Spettacoli di strada, circo contemporaneo e concerti; laboratori ludico-creativi ed esperienziali di trucco e parrucco; installazioni scenografiche firmate Artenova; Area food con prodotti tipici locali, birre artigianali, pietanze vegane e senza glutine; l’angolo della chiromante; meditazione armonica (solo sabato 20 giugno ore 10 presso gli orti del Casale prenotazione whatsapp al 3926649199) con la Psicologa/Psicoterapeuta Ida Franzese e l’insegnante di yoga Vero Ve. E poi Mercatino dell’Arte artigianale e grande attenzione alla Musica dal vivo con un programma ricco di concerti.
Nei tre giorni di festival sono 5 i concerti previsti che inizieranno tutti dalle ore 21:
Si parte il 19 giugno con i napoletani Karakal dal suono world music, a seguire Fulu Miziki, collettivo afro-beat futuristico proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo. Inoltre dalle ore 19 – presso l’Arena degli Orti – una battle di freestyle rap a cura del collettivo Gradoni che aggrega i massimi esponenti della scena freestyle napoletana.
Il giorno seguente 20 giugno dal vivo i marsigliesi/napoletani Ngasa Ngasa dal suono funk, jazz e rock a seguire gli Zinharua che dalla Calabria e Puglia portano sonorità balcaniche e mediterranee. Il terzo giorno 21 giugno di scena i milanesi Sunomi Sain con sonorità che sono una miscela di punk mediterraneo e patchanka.
Ricco il programma degli artisti di strada con ben 11 progetti che si alterneranno nei tre giorni tra acrobati e giocolieri con spettacoli di equilibrismo e manipolazione di oggetti, pali cinesi, slapstick, discipline aeree, mangiafuoco, sputafuoco e performer di strada che animeranno i cortili del casale con giochi di luce e illusionismo, saltimbanchi e clown.
Gli street artist di questa edizione sono: Tei Tei (Argentina), Gato Blanco Gato Nero (Argentina), Una Lamp (Italia), Mago Mpare (Italia), Castigamatt (Italia), Teatro Random (Italia), Brunitus (Argentina), Ete Clown (Argentina), Mr. Ritmo (Italia), Il Poeta delle Bolle (Italia), Cia Circo Delírio (Brasile/Uruguay).
Informazioni
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Instagram : https://www.instagram.com/atellasoundcircus
Comunicato Stampa: Ufficio stampa Atella Sound Circus
Cruciale il ruolo del grasso viscerale attorno agli organi interni, tra principali fattori di rischio.
Si può essere normopeso e avere comunque un rischio elevato di sviluppare diabete di tipo 2, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari e altre patologie croniche.
Per capire se si è davvero in salute non basta salire sulla bilancia: è necessario misurare anche addome e collo.
A fare il punto sono gli esperti riuniti a Napoli al Salone della Dieta Mediterranea, che vede numerosi specialisti confrontarsi sul benessere globale.
Al centro del dibattito il tema della prevenzione e della longevità, con particolare attenzione al ruolo del grasso viscerale che si accumula attorno agli organi interni e che rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la salute metabolica e cardiovascolare.
“Oggi sappiamo che si può essere normopeso e avere comunque un rischio metabolico elevato – spiega Luigi Barrea, Professore Ordinario di Nutrizione Clinica e Dietetica Applicata presso l’Università UniPegaso e Vicepresidente della Società Italiana dell’Obesità (SIO) Regione Campania – Per questo il peso corporeo non basta.
La circonferenza addominale e quella del collo rappresentano due parametri semplici che possono fornire informazioni preziose”. Particolare attenzione va dedicata alla circonferenza addominale, uno degli indicatori più affidabili per valutare il rischio associato al grasso viscerale.
Come si misura l’addome?
“La misurazione si effettua in piedi, con l’addome rilassato, dopo una normale espirazione, posizionando il metro a metà tra l’ultima costola e la cresta iliaca, l’osso superiore del bacino.
Misurazione addome donne
Addome uomini
Negli uomini il rischio aumenta oltre i 94 centimetri e diventa elevato sopra i 102 centimetri“, afferma l’esperto che parla anche di un parametro ancora poco conosciuto ma sempre più studiato dalla comunità scientifica: la circonferenza del collo.
Come si misura il collo?
“La misurazione si effettua in posizione eretta, con il metro disposto orizzontalmente attorno al collo, appena sotto il pomo d’Adamo negli uomini e nel punto di maggiore circonferenza nelle donne, senza comprimere i tessuti.
Una circonferenza del collo particolarmente elevata può rappresentare un importante campanello d’allarme – sottolinea Barrea – Valori superiori ai 44 centimetri sono associati a un aumento del rischio di apnee ostruttive del sonno, una condizione che può avere ripercussioni significative sulla salute cardiovascolare. Numerose evidenze cliniche hanno inoltre evidenziato una correlazione tra aumento della circonferenza del collo, insulino-resistenza, diabete di tipo 2 e alterazioni metaboliche”.
Accanto all’alimentazione, il secondo grande protagonista è il movimento. E rimane centrale il ruolo della Dieta Mediterranea come modello di prevenzione e salute.
«Mangiare sano non significa privazione – spiega Barrea – La Dieta Mediterranea è un modello di vita che insegna a combinare correttamente gli alimenti, valorizzando qualità, equilibrio e varietà. Insieme all’attività fisica rappresenta uno degli strumenti più efficaci per vivere più a lungo e in salute. La longevità non dipende soltanto dalla genetica, ma soprattutto dalle scelte quotidiane.
Alimentazione equilibrata, movimento costante, controllo del grasso viscerale e attenzione ai segnali del proprio corpo rappresentano oggi le basi più solide per aggiungere non solo anni alla vita, ma vita agli anni”.
Prevenzione grasso addominale
Come eliminare il grasso addominale? L’esercizio fisico regolare, un’alimentazione equilibrata e il bilancio calorico neutro in caso di normopeso, o negativo in caso di sovrappeso, prevengono e aiutano a combattere il grasso addominale. Inoltre, anche lo stress è una causa del grasso addominale. Ore di sonno adeguate sono essenziali per perdere peso.
Un chilo di adipe produce circa 7000 kcal di energia e quindi la perdita di peso si ottiene riducendo l’assunzione di energia o aumentando il dispendio energetico, ottenendo così un bilancio negativo.
Alimenti che eliminano il grasso addominale. Caffeina, sinefrina, capsaicina teobromina favoriscono il consumo di grassi da parte dell’organismo. Alimentazione grasso addominale: caffè, tè, peperoncino, arancia amara, noce di cola, carciofo, tè verde, mate, yerba.
FAQ
Come misurare addome donna? Il metro da sarta morbido si inserisce nel punto di mezzo tra il punto più alto dell’osso dell’anca e il punto più basso dell’arco delle costole.
Come capire se è grasso addominale o gonfiore? Il grasso addominale è distribuito e di consistenza molle, mentre il gonfiore addominale è resistente al tatto e può aumentare durante la giornata.
Come avere la pancia piatta a 50 anni? Allenamento con pesi, gestione dello stress, alimentazione con pochi zuccheri, verdure, no alcol, bere molta acqua.
Fonte: ANSA
Forse, non c’è nemmeno bisogno della scienza per comprendere perché siamo arrabbiati. Se siamo attenti alle nostre emozioni e quali sono le scintille che accendono i nostri stati d’animo, sarà facile anche trovare soluzioni.
L’insofferenza, il malumore, le preoccupazioni possono essere segnali, che poi passano. Se invece, uni stato d’animo diventa rabbia perenne, allora c’è un problema.
L’irritabilità peraltro è inscritta nel nostro comportamento anche perché potrebbe essere stata utile nel corso dell’evoluzione: secondo la neuroscienziata Wan-Ling Tseng dell’Università di Yale (Usa), che ha dimostrato come pure i topi diventino irascibili se sono frustrati, aiuta gli animali a ottenere quello che vogliono e di cui hanno bisogno.
Cos’è l’irritabilità?
«L’irritabilità è uno dei poli possibili delle alterazioni dell’umore», spiega Antonio Vita, presidente della Società Italiana di Psichiatria. «Quando la pressione esterna supera le capacità di adattamento e risposta, proviamo fastidio e ci irritiamo: è perciò anche un modo per prendere le distanze da una situazione che sta provocando stress.
L’irritabilità però può diventare una costante, se ci si sente sempre “al limite” e si sbotta per un nonnulla: quando interferisce in maniera negativa con le relazioni sociali o diventa una fonte di sofferenza e disagio, significa che si è andati oltre e l’irritabilità, pur non essendo di per sé una malattia, è diventata un sintomo rilevante di cui chiedersi l’origine».
In alcuni casi si può essere più insofferenti verso il mondo per fattori concreti come le oscillazioni ormonali oppure la mancanza di sonno, la fame, una malattia che infastidisce: sono motivi che spesso per esempio spiegano l’irritabilità dei neonati e dei bambini piccoli, che per un’otite o un mal di pancia possono diventare intrattabili.
Lo stesso può succedere quando si segue un percorso per uscire da una dipendenza, per esempio se si sta cercando di smettere di fumare, e con alcune terapie, perché esistono farmaci che hanno proprio un’accentuazione del nervosismo e dell’irritabilità fra gli effetti collaterali: il cortisone, per esempio, può alterare l’umore e lo stesso può accadere con l’antimalarico idrossiclorochina o con l’uso eccessivo di steroidi anabolizzanti.
Negli adolescenti è bene drizzare le antenne, invece, perché se da un lato essere più suscettibili è normale per via delle oscillazioni ormonali e dei processi di maturazione cerebrale in corso, che non consentono un controllo ideale dell’impulsività e delle emozioni, dall’altro un teenager sempre irascibile e inquieto potrebbe nascondere qualche problema. È vero nei giovani, ma anche negli adulti o negli anziani: secondo il DSM-5, il manuale dei disturbi mentali, l’irritabilità è un sintomo associato ad almeno 15 condizioni cliniche.
«Esempi sono la depressione e l’ansia», conferma Vita. «In chi ha disturbi con iperattività e ipereccitazione (come l’Adhd, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, oppure la depressione bipolare, ndr), la sensazione che gli altri non stiano al proprio passo può provocare una grossa insofferenza. L’uso di sostanze stupefacenti può predisporre all’irritabilità e scatenarla, perché aumenta l’incapacità di gestire gli impulsi e la disinibizione nei comportamenti; negli anziani un’insofferenza generalizzata non è affatto rara e può dipendere dalla difficoltà a convivere con le proprie malattie, non compensata da terapie e dal supporto sociale.
L’irritabilità è poi il sintomo tipico del disturbo borderline di personalità e quando è associata a una forte impulsività può indicare la presenza di un disturbo esplosivo intermittente: queste persone non riescono a controllare la propria reattività, diventano aggressive per un nonnulla e hanno vere e proprie “esplosioni” con manifestazioni di rabbia verbali o fisiche che possono avere conseguenze molto negative sulle relazioni sociali o addirittura diventare pericolose per chi è vicino».
Sono i casi che talvolta approdano anche in cronaca, ma la sensazione è che il mondo sia sempre più popolato da persone sull’orlo di una crisi di nervi. Forse non è solo un’impressione, a giudicare da un’ampia indagine del Dipartimento di psichiatria dell’Università di Harvard (Usa), che indagando il fenomeno in quasi 43mila statunitensi ha scoperto come in media il livello di irritabilità generale sia abbastanza elevato (circa 14, in una scala che arriva al 30 di chi si sente arrabbiato tutto il tempo).
Secondo lo psichiatra, gli elementi che spiegano l’epidemia di insofferenza sono tanti: «Ci sono indubbiamente fattori neurobiologici individuali che rendono ciascuno di noi più o meno resistente e resiliente agli eventi esterni e ai traumi, che nel tempo si accumulano lasciando una “traccia” che rende sempre più vulnerabili agli stress successivi; accanto a questo ci sono però motivi più generali, socio-ambientali, che portano tutti noi a essere più sotto pressione.
Oggi, per esempio, il livello di stress a cui si è sottoposti è maggiore per chiunque, a ogni età: ai giovani e giovanissimi è chiesto di esser sempre più performanti, sui social il confronto continuo con standard difficilmente raggiungibili nella vita reale aumenta il senso di isolamento ma soprattutto la frustrazione, che è un potente detonatore di rabbia».
«Il primo passo è ammettere di avere un problema: anche parlarne con chi ci è vicino è già un atto di “contenimento” della rabbia, perché aiuta a spostare l’attenzione da ciò che innervoisce », dice Vita.
«L’esercizio fisico può aiutare parecchio, perché aiuta a sfogare altrove l’energia repressa; è importante poi imparare tecniche di evitamento delle situazioni e degli stimoli che irritano, ma anche a saper “uscire di scena” e distrarsi così da impedire l’escalation verso l’ira. Esistono poi tante possibilità di intervento più strutturato con l’aiuto del medico, da scegliere in base alla gravità del problema e alle condizioni della persona: una psicoterapia cognitivo-comportamentale può per esempio aiutare a gestire irritabilità e rabbia e a virarle verso l’assertività, cioè un modo diverso di esprimere difficoltà ed esigenze senza essere aggressivi; anche tecniche di rilassamento specifiche possono servire per essere più tranquilli.
Al di là delle terapie mirate alle malattie di cui l’irritabilità può essere un sintomo, si possono poi utilizzare farmaci per stabilizzare l’umore in chi ha episodi di rabbia esplosivi e distruttivi».
Forse potrebbe aiutare anche la tecnologia: Olivia Metcalf, esperta di traumi dell’Università di Melbourne in Australia, su persone con problemi di gestione della rabbia dovuti a traumi pregressi ha testato una app che quattro volte al giorno li invita a valutare se e quanto si sentano irascibili, e pare questo aiuti a riflettere di più e a migliorare la gestione dell’umore.
Certo però diventare una furia intrattabile è un guaio anche per chi si trova nei paraggi: che si fa in questi casi? «Non è il momento per dimostrare chi ha ragione e bisogna sempre gettare acqua sul fuoco riducendo il conflitto, ma molto dipende dalla fase in cui si trova l’interlocutore », risponde lo psichiatra. «L’irritazione cresce rapidamente verso l’esplosione di ira, il dialogo è possibile solo all’inizio; serve puntare alla de-escalation abbassando la tensione e tranquillizzando, con le parole e abbassando il tono di voce, non sfidando neppure con lo sguardo. Se le cose volgono al peggio però uscire di scena e allontanarsi è utile, a volte necessario», conclude Vita.
Cause più frequenti di scatti d’ira:
Disturbo Esplosivo Intermittente (DEI): Condizione psicologica caratterizzata da episodi ricorrenti di aggressività verbale o fisica non controllabile;
Disturbi dell’umore: Condizioni come il disturbo bipolare o la depressione possono causare forti oscillazioni e irritabilità improvvisa;
Traumi e stress post-traumatico (PTSD): Vivere situazioni traumatiche passate può generare risposte di “attacco o fuga” incontrollabili;
Cause biologiche e ormonali: Infiammazioni sistemiche, sbalzi nei livelli di cortisolo, o squilibri nei neurotrasmettitori possono alterare il controllo degli impulsi;
Accumulo di stress.
La meditazione e la Mindfulness possono aiutare a placare l’ansia e gli attacchi di rabbia? Sicuramente la consapevolezza è un grande passo in avanti, e la Mindfulness in particolare persegue tra l’altro, anche questo obiettivo.
Fonte: Focus
Finalmente l’Italia compie un passo decisivo verso l’attuazione del quadro normativo europeo sull’intelligenza artificiale. Nel corso della riunione del 10 giugno 2026, infatti, il Consiglio dei Ministri presieduto da Giorgia Meloni ha approvato in esame preliminare due decreti legislativi destinati a dare concreta applicazione alla legge n. 132 del 2025 e al nuovo AI Act europeo.
Il provvedimento definisce un impianto normativo che punta a garantire uno sviluppo dell’intelligenza artificiale centrato sulla persona, preservando il ruolo decisionale umano e tutelando diritti fondamentali, occupazione e sicurezza. Le nuove norme riguardano scuola, università, pubblica amministrazione, sanità, professioni, giustizia, forze di polizia e responsabilità civile e penale. Parallelamente il governo ha annunciato investimenti strategici per rafforzare l’ecosistema nazionale dell’intelligenza artificiale, destinando nuove risorse a start-up, ricerca avanzata e filiere tecnologiche emergenti.
Cos’è AI Act europeo? L’AI Act (Regolamento UE 2024/1689) è la prima normativa globale che disciplina l’intelligenza artificiale. Adottando un approccio basato sul rischio, la legge vieta i sistemi considerati inaccettabili e impone obblighi rigorosi per quelli ad alto rischio, garantendo lo sviluppo di un’IA sicura e rispettosa dei diritti fondamentali.
Quali saranno i cambiamenti più importanti del nuovo AI Act?
Il primo decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri adegua l’ordinamento nazionale al quadro normativo europeo sull’intelligenza artificiale, definendo competenze istituzionali, percorsi formativi e meccanismi di controllo. Il principio guida dell’intervento è quello di un’IA antropocentrica, concepita come strumento di supporto all’attività umana e non come sostituto delle responsabilità individuali. Il governo sottolinea che l’utilizzo delle tecnologie intelligenti non dovrà comprimere i diritti fondamentali né compromettere le libertà garantite dall’ordinamento costituzionale. La normativa si inserisce nel più ampio percorso europeo volto a creare un ecosistema regolato e affidabile per lo sviluppo dell’IA, con particolare attenzione ai sistemi classificati ad alto rischio.
L’intelligenza artificiale nelle scuole
Uno degli aspetti più rilevanti del provvedimento riguarda il sistema educativo. L’intelligenza artificiale verrà progressivamente integrata nei programmi del secondo ciclo di istruzione con particolare attenzione alle discipline STEAM, all’educazione civica digitale e alla comprensione critica delle tecnologie emergenti. Il piano prevede percorsi specifici per consentire agli studenti di comprendere il funzionamento dei sistemi di IA, i meccanismi di elaborazione dei dati e i potenziali rischi associati all’utilizzo degli algoritmi. Anche il personale docente sarà coinvolto in programmi di formazione dedicati, finalizzati a sviluppare competenze tecniche e metodologiche necessarie per affrontare il cambiamento tecnologico. A supporto di questa strategia il governo ha previsto uno stanziamento di 100 milioni di euro destinato a iniziative contro gli abusi sui social network e sugli strumenti di intelligenza artificiale, con il coinvolgimento diretto delle famiglie.
Le misure approvate dal Consiglio dei Ministri estendono l’integrazione dell’intelligenza artificiale anche al sistema universitario, alle istituzioni AFAM e agli ITS Academy. I corsi di studio dovranno includere contenuti dedicati alla comprensione delle tecnologie IA, alle modalità di generazione degli output, ai rischi derivanti dall’utilizzo dei sistemi automatizzati e alle implicazioni giuridiche associate. Il monitoraggio della qualità formativa sarà affidato all’ANVUR, che avrà il compito di verificare l’efficacia dei percorsi e il loro allineamento agli obiettivi fissati dal legislatore. L’intento è creare una nuova generazione di professionisti in grado non solo di utilizzare l’intelligenza artificiale ma anche di comprenderne i limiti, le implicazioni etiche e gli impatti economici e sociali.
Anche la pubblica amministrazione sarà interessata da un profondo programma di aggiornamento professionale. Tutti i dipendenti pubblici dovranno acquisire competenze di alfabetizzazione digitale relative all’uso dell’intelligenza artificiale, mentre dirigenti e figure apicali saranno coinvolti in percorsi avanzati di alta formazione. La Scuola nazionale dell’amministrazione avrà un ruolo centrale nel coordinamento delle attività formative, con l’obiettivo di favorire l’adozione responsabile delle nuove tecnologie nei processi amministrativi. Il governo ritiene infatti che la modernizzazione della macchina pubblica richieda una comprensione diffusa delle opportunità e dei rischi associati ai sistemi intelligenti, evitando sia approcci tecnofobici sia utilizzi privi di adeguate garanzie.
Nel settore sanitario l’intelligenza artificiale entrerà a far parte dei percorsi di aggiornamento professionale obbligatori. I crediti ECM includeranno moduli dedicati all’uso dell’IA, con particolare attenzione agli aspetti etici, deontologici e organizzativi. Il governo collega questa misura alla realizzazione della piattaforma MIA prevista dal PNRR, che mira a migliorare l’efficienza dei servizi sanitari, ridurre le liste d’attesa e ottimizzare la gestione delle risorse pubbliche. L’obiettivo dichiarato è consentire agli operatori sanitari di utilizzare strumenti avanzati mantenendo piena consapevolezza dei limiti delle tecnologie e preservando il ruolo centrale del giudizio clinico umano.
Le disposizioni coinvolgono anche il mondo delle professioni regolamentate. Gli ordini professionali dovranno aggiornare i propri regolamenti entro sei mesi introducendo percorsi di alfabetizzazione e formazione continua sull’intelligenza artificiale. L’adeguamento interesserà sia la fase iniziale di accesso alle professioni sia i programmi di aggiornamento permanente. Particolarmente significativa è la previsione relativa all’equo compenso, che dovrà essere integrato entro dodici mesi con parametri in grado di considerare i rischi professionali derivanti dall’utilizzo di sistemi di IA. La misura riflette la crescente consapevolezza che l’intelligenza artificiale stia modificando profondamente il contesto operativo di avvocati, commercialisti, ingegneri, medici e altre categorie professionali.
Uno dei punti più importanti del decreto riguarda il rapporto tra intelligenza artificiale e mondo del lavoro. La normativa introduce il divieto di assumere decisioni relative al rapporto di lavoro basandosi esclusivamente su sistemi automatizzati. Assunzioni, valutazioni professionali, trasferimenti e licenziamenti dovranno sempre prevedere un intervento decisionale umano. Il lavoratore acquisisce inoltre specifici diritti informativi riguardo ai dati utilizzati dai sistemi intelligenti e alle modalità di trattamento delle informazioni. La violazione di tali principi comporta conseguenze rilevanti: il licenziamento adottato esclusivamente sulla base di decisioni algoritmiche viene infatti considerato nullo. Questa disposizione rappresenta una delle applicazioni più significative dell’approccio antropocentrico promosso dall’Unione Europea.
Il decreto affronta anche il tema dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel sistema giudiziario. La Scuola superiore della magistratura, in collaborazione con il Ministero della Giustizia e il Consiglio superiore della magistratura, svilupperà programmi formativi specifici per i magistrati chiamati a confrontarsi con sistemi classificati ad alto rischio. Il legislatore chiarisce che l’IA potrà essere utilizzata esclusivamente come strumento di supporto alle attività giudiziarie e non come sostituto del giudizio umano. La decisione finale continuerà a spettare al magistrato, in linea con i principi costituzionali che regolano l’esercizio della funzione giurisdizionale.
Il secondo decreto legislativo disciplina l’impiego dell’intelligenza artificiale da parte delle forze di polizia. Le tecnologie intelligenti potranno essere utilizzate per finalità di prevenzione e contrasto dei reati, ma esclusivamente secondo criteri di necessità, proporzionalità e controllo giudiziario. L’uso di sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale sarà consentito solo previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria e per un periodo massimo di quindici giorni, prorogabile in presenza di circostanze particolarmente gravi. La misura sarà applicabile esclusivamente in presenza di minacce significative alla sicurezza, nella ricerca di persone scomparse o per la tutela delle vittime di reati. Il riconoscimento facciale su immagini registrate sarà invece possibile soltanto a posteriori, su materiale già esistente e previa valutazione d’impatto accompagnata dal coinvolgimento del Garante Privacy. Restano espressamente vietate la sorveglianza di massa e le decisioni automatizzate che possano produrre effetti pregiudizievoli sui cittadini.
Una delle innovazioni più significative riguarda il regime della responsabilità legato all’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale. Sul piano civile viene introdotto il diritto di accesso alla documentazione tecnica dei sistemi e una presunzione di nesso causale che agevola il risarcimento dei danni derivanti dal funzionamento degli algoritmi.
Viene inoltre riconosciuta la possibilità di agire direttamente nei confronti delle compagnie assicurative. Sul fronte penale viene introdotto il nuovo articolo 437-bis del codice penale, che punisce l’omessa adozione o l’alterazione delle misure di sicurezza relative ai sistemi di IA ad alto rischio quando tali comportamenti generano pericoli concreti per la vita, l’incolumità delle persone o la sicurezza dello Stato. La responsabilità viene estesa anche agli enti attraverso il decreto legislativo 231/2001, rafforzando significativamente il quadro sanzionatorio.
Parallelamente alle misure regolatorie, il governo ha delineato una strategia di sostegno economico all’ecosistema nazionale dell’intelligenza artificiale. È prevista l’allocazione di una quota del Fondo Venture Capital fino a un miliardo di euro per favorire lo sviluppo di imprese innovative e tecnologie strategiche. Secondo i dati illustrati durante il Consiglio dei Ministri, il mercato italiano dell’IA ha raggiunto un valore di 1,8 miliardi di euro nel 2025, registrando una crescita del 50% rispetto all’anno precedente. Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital ha già investito oltre 300 milioni di euro sostenendo più di 150 start-up e circa 20 fondi specializzati. Nei prossimi tre anni sono previsti ulteriori investimenti superiori a 500 milioni di euro.
Dal 2026 entrerà in funzione il nuovo polo tecnologico SophIA, che potrà contare su un finanziamento iniziale di 30 milioni di euro dedicato a progetti di intelligenza artificiale e cybersicurezza. Le filiere considerate prioritarie comprendono robotica umanoide, guida autonoma, quantum computing e fotonica, settori ritenuti fondamentali per la competitività tecnologica europea.
Tra i progetti già sostenuti figurano iniziative come Generative Bionics, Niulinx, Algorithmiq, CamGraPhIC/2D Photonics, ALLSIDES e Smartness, che rappresentano alcuni dei principali esempi dell’ecosistema innovativo nazionale. Con queste misure il governo punta a costruire una strategia che combini regolazione, tutela dei diritti e crescita industriale, posizionando l’Italia tra i Paesi europei più attivi nello sviluppo di un’intelligenza artificiale affidabile, sicura e orientata alla persona.
Oltre alla possibilità di fare causa vicino al proprio luogo di residenza, la normativa introduce due strumenti potentissimi per superare la complessità tecnica degli algoritmi: una “presunzione del nesso di causalità” (che alleggerisce l’onere della prova a favore del danneggiato) e la possibilità di avviare un’azione diretta nei confronti delle compagnie assicurative.
Le risorse del Fondo di sostegno al venture capital non saranno erogate a pioggia, ma gestite in modo strutturato. Cassa Depositi e Prestiti (CDP) Venture Capital si avvarrà anche di fondi gestiti da SGR (Società di Gestione del Risparmio) terze. Attualmente, sono coinvolti circa 20 fondi attraverso strumenti di investimento dedicati, come lo specifico “Fondo Artificial Intelligence”.
Fonte: Matricedigitale
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