http://www.emilianobrancaccio.it/
il manifesto, 16 giugno 2026
“..È ancora viva la memoria della bullesca propaganda con cui Trump e Netanyahu avevano dato inizio alla guerra contro l’Iran. Minacciavano l’annientamento di ogni traccia della civiltà persiana se i pasdaran non si fossero piegati, davano per imminente il cambio di regime, già preparavano riunioni con gli affaristi per spartirsi il paese. Ebbene, il memorandum di pace che circola in queste ore delinea una situazione un po’ diversa..”
articolo completo sul manifesto
L'articolo Il vincolo esterno dell’impero americano proviene da Emiliano Brancaccio.
Rifondazione Comunista, 9 luglio 2026
“…Vorrei ringraziarvi tutti per avermi portato qui a discutere questo libro, secondo me davvero di grandissimo stimolo, di grandissimo interesse. Intanto, come si diceva un tempo tra gli appassionati di Reggae, molto rispetto per il suo autore, Emiliano Brancaccio. E’ una delle ragioni per cui sono contento di essere qui. Perché penso che sia uno dei pochi esponenti del pensiero critico, e della sua applicazione alle scienze economiche e sociali, che in qualche modo eredita una quasi scomparsa tradizione presente nella cultura italiana, che è quella che nel pensiero economico è stata anche chiamata la scuola degli economisti “del lavoro”: Claudio Napoleoni, Augusto Graziani, lo stesso Caffè. Insomma un novero di di economisti che hanno provato a ragionare sul punto centrale del conflitto di classe, della contesa di classe, rifiutando la più insidiosa delle offensive neoliberiste e liberiste: l’idea del prevalere del vincolo esterno sul vincolo interno, cioè il paradigma della competitività delle merci e della produttività sui bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori. Quindi, sono contento di essere qui anche per discutere un libro di un autore che considero di grande interesse e il cui libro è di grande interesse…” (Fausto Bertinotti su ‘Libercomunismo’, 9 giugno 2026; link al dibattito completo qui).
L'articolo BERTINOTTI SU “LIBERCOMUNISMO” proviene da Emiliano Brancaccio.
“..E’ un grande onore per me parlare dopo Emiliano Brancaccio. Io seguo Emiliano Brancaccio da alcuni anni. Lui ha una lucidità di analisi,
una capacità di presentare piattaforme, che sono legate al suo lucidissimo pensiero economico. Seguite ciò che Emiliano Brancaccio ci indica.
Le sue elaborazioni teoriche per me sono state un nutrimento fondamentale, irrinunciabile. Vi segnalo il suo magnifico libro: “Libercomunismo”. Veramente un libro da leggere e da regalare a tutti i compagni. Spero che voi lo siate ancora. Io sì..” (Moni Ovadia, Roma, 27 maggio 2026)
L'articolo MONI OVADIA SU “LIBERCOMUNISMO” proviene da Emiliano Brancaccio.
il manifesto, 4 giugno 2026
“…La nuova proposta di patrimoniale sopra i 2 milioni ha aizzato gli oppositori. Le destre di governo gridano che loro non «metteranno le mani nelle tasche degli italiani». Se precisassero «degli italiani del Billionaire» l’affermazione sarebbe tecnicamente corretta. Ma anche il Corriere della Sera e vari pezzi di mondo liberale lanciano allarmi contro la patrimoniale…”
articolo completo sul manifesto
L'articolo Il Belpaese, paradiso per milionari proviene da Emiliano Brancaccio.
Institut La Boétie, 30 mai 2026
” […] Mélenchon a dit que une politique anti-chinoise a priori serait erronée. Il a dit que serait opportun de ne pas rompre les relations avec la Chine. Mais peut-être de maintenir ouvert le canal des relations commerciales, culturelles et politique avec la Chine. Je trouve que c’est une proposition raisonnable. Je dis qu’il peut être judicieux d’ouvrir la voie à la France et à l’Europe vers un système de relations internationales un peu différent, un peu moins lié à la relation, de plus en plus coûteuse, avec les États-Unis. C’est une voie sensée, rationnel, dans l’ordre des choses. Mais je soulève ici un problème, qui est tout aussi objectif et qui doit être abordé, si nous voulons développer la thèse de Mélenchon. Le problème est que, surtout ces dernières années, notre déficit commercial avec la Chine ne cesse de croître. Nous importons beaucoup, nous exportons moins. Avec le risque, à ce rythme, de voir nous aussi notre dette extérieure augmenter de manière significative. [..] Il est évident que cette tendance ne peut être laissée aux forces d’un marché déréglementé. De ce point de vue, je dis qu’il faut convaincre les Chinois que le maintien de l’ancien ordre libéraliste est impossible. Si l’objectif est de construire des relations fructueuses entre les pays, il faut trouver une régulation des échanges internationaux. Une régulation qui doit être « politique et non plus de marché ». À cet égard, en développant des hypothèses déjà avancées par le passé par le Fonds monétaire international et l’Organisation internationale du travail, j’ai suggéré une proposition, que j’ai déjà discutée au Parlement européen. Je l’appelle « standard commun » sur les relations économiques et financières internationales […]” (extraits du discours d’Emiliano Brancaccio à l’initiative ‘Chine/États-Unis : comment assurer notre souveraineté économique en France et en Europe ?’, avec Jean Luc Mèlenchon, James Galbraith, Clémence Guetté, Eric Berr – Institut La Boétie, Maison de la chimie, Paris, 30 mai 2026)
L'articolo SUR LA PROPOSITION DE MELENCHON proviene da Emiliano Brancaccio.
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