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Come a tutti noto la totale inettitudine, ignoranza e sciatteria di una parte degli iscritti all'Albo dei giornalisti aveva portato alla celebre campagna sui costi della Camera dei deputati e alla diffusione di notizie clamorosamente false sul conto della più rappresentativa Istituzione democratica del nostro Paese, quello che è stato definito il "golpe stupido". Sul punto l'esempio più valido resta sempre il confronto tra i costi della Camera dei deputati e della britannica House of Commons dove si è arrivati a ribaltare completamente la realtà e partendo dal dato reale per cui la HoC costava circa il doppio della Camera si è arrivati ad affermare l'esatto contrario.
Bene, si fa per dire, adesso il golpe stupido sta cominciando a raccogliere i suoi frutti.
Come noto il lavoro alle dipendenze della Camera dei deputati prevedeva un buono stipendio e pressoché nessun benefit a fronte di un grosso impegno qualiquantitativo da parte del dipendente. Il golpe stupido ha portato al risultato di ridurre lo stipendio ai dipendenti, in particolare a quelli di nuova assunzione.
Gli effetti devastanti della riduzione di quello che era il principale punto di attrattività del lavoro a Montecitorio è che l'Amministrazione, cui riconosco la buona volontà espressa dal bandire concorsi a nastro, non riesce più a trattenere il personale in servizio ed è quindi destinata al declino se non all'estinzione nella sua forma attuale.
Una delle categorie più sottoposte alla gogna mediatica e, oserei dire per ovvia conseguenza, la categoria che è più vicina all'implosione è certamente quella della Polizia parlamentare con numeri sempre più risicati ed in costante ulteriore calo.
E' forse il caso di fare un piccolo recap di cosa è successo con questi dipendenti della Camera cominciando dal finire dello scorso millennio e dal sospettato tracollo del QI di alcuni giornalisti italiani.
E' infatti sul finire dello scorso millennio che gli agenti del corpo di Polizia parlamentare cambiano nome, abbandonando quello che era il loro nome storico di "Commessi parlamentari" per assumere quello corrente di "Assistente parlamentari", uno dei motivi del cambio di definizione di questa figura fu il tentativo di rendere più chiaro ed evidente il contenuto funzionale senza però ricorrere a denominazioni che facessero pensare ad una eccessiva "militarizzazione" di Montecitorio. Sostanzialmente era per qualche motivo aumentata la difficoltà nella comprensione dei contenuti di una professione o di una funzione in realtà molto trasparente.
Devo però smentire quanto alcuni colleghi mi hanno detto, infatti non risulta che sia mai stato detto che bisognava cambiare nome perchè "i giornalisti sono diventati troppo stupidi per comprendere la differenza tra denominazione e funzione".
Nonostante il cambio di denominazione e la totale evidenza delle funzioni la nuova denominazione non è riuscita però ad attecchire nel grande pubblico ed improvvisamente ci si è trovati di fronte a persone che credevano e credono, seriamente, che a Montecitorio esistessero ed esistano persone aventi i compiti di un "commesso" come quello di un Ministero o di un negozio di abbigliamento di seconda scelta.
Ad oggi potremmo dividere l'universalità di coloro che parlano di "commessi" a Montecitorio in tre gruppi:
- gli ignoranti, ovvero coloro che, semplicemente, ignorano completamente la questione, ma attenzione questa definizione non contiene alcun giudizio di valore dell'individuo ma è relativa semplicemente al totale disinteresse per questa particolare misura. Gli ignoranti in questo specifico ambito lo sono perchè, semplicemente, ignorano gli Assistenti parlamentari, cosa ovviamente del tutto legittima e pienamente condivisibile;
- gli imbecilli, ovvero quelli che pensano di sapere, si sono informati, hanno visto, hanno letto, però figlio mio se non sei stato in grado di capire una cosa così elementare sei evidentemente imbecille;
- Il terzo gruppo è quello più pericoloso perchè è composto da persone che sanno perfettamente che i commessi alla Camera proprio non esistono ma preferiscono adottare un linguaggio offensivo sapendo di offendere e volendo offendere sia i lavoratori che l'Istituzione da essi rappresentata. Questo gruppo possiamo definirlo, citando umilmente ed impropriamente Fantozzi, quelle delle "merdacce".
La domanda che dovremmo porci è forse relativa a quale sia stato il motore iniziale della campagna denigratoria scatenata ai danni degli agenti di Polizia parlamentare.
Se gli ignoranti giustamente e legittimamente ignorano le funzioni degli Assistenti parlamentari chi è stato a lanciare la campagna denigratoria?
Un gruppo di imbecilli o un gruppo di merdacce?
Domanda invero inquietante
L’Italia è probabilmente l’unico Paese al mondo ad aver rischiato un colpo di Stato dovuto alla sciatteria, ignoranza e superficialità di buona parte di buona parte di una generazione di giornalisti.
Si potrebbe arrivare a pensare che il pericolo sia scampato ma non è così. Il periodo dell’attacco alla casta, il cosiddetto “Golpe stupido”, che ha visto le Istituzioni italiane sotto un martellante attacco di notizie false, gonfiate o inventate ha creato danni a lungo termine che continuano a ferire le nostre Istituzioni ed il nostro Paese.
Sia ben chiaro che io condivido appieno la definizione di Golpe stupido per quegli anni, ritengo del tutto improbabile che non si tratti di un caso da manuale della applicazione del Rasoio di Hanlon nella sua forma estesa che suppergiù recita: “Mai attribuire a malizia ciò che può esser meglio spiegato a mezzo di stupidità o ignoranza”.
Pensare che ci sia stata una regia che abbia coordinato l’attacco dei giornalisti al cuore democratico del Paese è possibile ad una sola condizione, non aver mai parlato con un giornalista. Tra ego ipertrofico, supponenza e profonda ignoranza riuscire a coordinare un gruppo di giornalisti sarebbe impossibile, molto di più ha fatto la pigrizia intellettuale ed una buona dose di voglia di andare a raccattare le briciole dei pezzi che abbiano riscosso un certo successo. (Perdonatemi ma detto così sembra che io consideri i giornalisti italiani una manica di deficienti semianalfabeti cosa che ovviamente NON penso di TUTTI i giornalisti italiani, ma solo di quelli che ho conosciuto molto bene, anzi colgo l’occasione per salutare tutti i giornalisti che stimo, ciao Carlo).
Il caso più lampante, e forse anche il più patologico, è quello dei costi della Camera dei deputati e del suo confronto con quello di altri Parlamenti, in particolare con la britannica House of Commons. Come tutti sappiamo il costo della Camera dei deputati PRIMA del taglio della rappresentanza democratica era pari a circa la metà di quello della House of Commons ma in maniera alquanto fantasiosa sono usciti articoli e studi che invece affermavano l’esatto contrario. Il trucco, per i malpensanti, o la dimostrazione di enorme sciatteria, per me e tanti altri, era molto semplice. Mentre la Camera ha i suoi costi su di un solo bilancio la House of Commons ha i medesimi costi spalmati su una mezza dozzina di bilanci diversi ed evidentemente molti non lo sapevano, facevano finta di non saperlo o non erano in grado di effettuare questa ardita operazione matematica (addizione, si chiama addizione) per arrivare a calcolare il totale.
Oggi può sembrare impossibile ma è successo esattamente così e visto che so perfettamente che non ci credete vi metto un link a caso ad uno di questi pezzi (ad esempio La voce, un pezzo a firma Perotti Non ci credete? Cliccate qui )
Qualcuno potrà pensare che alla fine dei conti quella stagione sia ormai terminata, che l‘abbiamo scampata bella, ma un esempio lampante di quanto sia stato e sia ancora dannoso per le Istituzioni italiane il Golpe stupido mi permetto di proporvelo dopo aver ricostruito le strane fasi di questo attacco all’intelligenza.
Punto 1) Invenzione della notizia e creazione della tensione sociale.
La Camera costa il doppio della House of Commons, in realtà è esattamente il contrario ma è difficile spiegarlo a chi ha un QI che somiglia ad un prefisso telefonico
Punto 2) Bisogna assolutamente intervenire tagliamo il numero dei parlamentari di un terzo così riduciamo i costi di un terzo. Sacrosanto cielo se vai in macchina da Cosenza a Milano con cinque persone a bordo e decidi di viaggiare in quattro per risparmiare quanto devi essere idiota per pensare di risparmiare il 20% del viaggio? Traduco per i prefissi telefonici, passando da 5 a 4 passeggeri hai ridotto i passeggeri del 20% ma praticamente tutti i costi restano uguali non puoi pensare di ridurre i costi del 20%.
Punto 3) No, non basta, nonostante il taglio non si è ridotto il costo della Camera (che continua a costare circa la metà della House of Commons) dobbiamo operare sui dipendenti, tagliamo il loro stipendio perché guadagnano troppo.
4) Adesso siamo tutti soddisfatti, adesso va meglio ma si dovrebbe tagliare ancora qualcosa.
Qui sembrerebbe finito il Golpe stupido, Sembrerebbe.
La Camera dei deputati ha bandito una selezione per assumere agenti del corpo di Polizia Parlamentare.
Stipendi tagliati.
76 idonei.
11 hanno rinunciato prima dell’assunzione.
11 si sono dimessi dopo l’assunzione.
23 hanno partecipato e vinto altri concorsi.
Totale in servizio ad oggi 31 unità.
Tra i compiti della Polizia parlamentare c’è la sicurezza degli accessi alle sedi della Camera dei deputati e se non ci sono agenti in numero sufficiente si dovrà trovare soluzioni alternative.
Ad esempio usando agenti della Polizia di Stato.
Cioè sottoporre gli accessi a Montecitorio al controllo di forze dell’ordine che NON dipendono da un ramo del Parlamento ma dall’esecutivo, da un Ministro.
Vi sembra assurdo?
Davvero?
Città di Vetro e il 1º romanzo della trilogia di New York di Paul Auster.
Ma è anche il 3º romanzo di una (non) trilogia che mi è capitato di avere tra le mani per puro caso. Una trilogia dedicata a persone che abbandonano il mondo circostante, si rifugiano in se stesse si rinchiudono in una dimensione a dir poco particolare.
Questa (non) trilogia è composta da
Città di vetro di Paul Auster
L'uomo che amava le isole di DH Lawrence
L'uomo che guardava i treni di Georges Simenon.
In Città di vetro l'annientarsi è legato ed innescato...
da uno scambio di persona e da una telefonata notturna, ne L'uomo che guardava i treni la fuga è innescata dalla scoperta delle menzogne del datore di lavoro del protagonista e dalla scoperta di vivere di fatto in una menzogna. Ne L'uomo che amava le isole la caduta è anche economica oltre che psicologica ed il protagonista progressivamente si impoverisci e si riduce. Il rifugio finale è disegnato in maniera spettacolare da DH Lawrence.
Città di vetro è veramente bello, come parte di due trilogie è ancora più bello
La ferrovia sotterranea era quella rete di abolizionisti e collaboratori che negli Stati Uniti, negli anni in cui ancora vigeva la schiavitù, aiutavano nel corso della loro corsa verso nord e verso la libertà gli schiavi in fuga dalle atroci condizioni di vita del Sud.
Il racconto ucronico descrive la fuga di Cora attraverso una "ferrovia" che l'autore immagina come una reale ferrovia sotterranea.
Le tappe del viaggio della protagonista sono descritte con spietata durezza e sono zeppe di citazioni di episodi terribili anche recenti di gestione della popolazione di colore da parte del governo degli USA, dalle sterilizzazioni delle donne al celebre e agghiacciante studio di Tuskegee Studio sulla sifilide di Tuskegee .
Da notare che l'autore usa la proibitissima "N word" anche per riferirsi in una occasione ai "nuovi negri" ovvero ai bianchi poveri che sostituiscono con salari da fame la forza lavoro in schiavitù, e così gli irlandesi, ma anche gli italiani, sono i "white n***".
Libro molto bello e che vale sicuramente la lettura
Ho letto con un certo interesse un articolo de Il Foglio di oggi.
Il pezzo a firma di Merlo prendeva spunto dalla storia del Corvo per descrivere Montecitorio come una sorta di gabbia dorata, una gabbia con le porte ben chiuse da cui però gli uccellini neoassunti fuggono in massa, cosa che Merlo non si spiega.
Mi spiego meglio, un iscritto all'Albo dei giornalisti prendendo spunto dall'episodio della scorsa estate conclusosi con una punizione, che l'autore de Il Foglio giudica troppo leggera, si lancia in una avventurosa descrizione di Montecitorio che descrive come un luogo molto, anche troppo, accogliente. Un "eden burocratico". Insomma niente di nuovo sul fronte occidentale.
Poi però Merlo si fa un clamoroso autogoal e confessa di non spiegarsi perchè tanti vincitori di concorsi si dimettono o rifiutano l'assunzione., Ma dico io benedetto iscritto all'Albo dei giornalisti se descrivi un paradiso burocratico poi devi tacere sulla fuga che sta avvenendo tra i dipendenti della Camera dei deputati è un argomento che va evidentemente saltato, non deve esistere. Anche perché lo stucchevole tentativo reducerista diventa davvero stucchevole.
La frase incriminata è: "E infatti non capiamo come sia possibile che qualcuno, tra i neoassunti, negli ultimi anni, abbia deciso e pensato di potersi dimettere e abbandonare un luogo così speciale"
I "qualcuno" che si sono dimessi o hanno rifiutato l'assunzione pare che nel corso del 2026 supereranno le cento unità.
Cento unità su poco più di mille dipendenti in servizio.
Per favore definisci "qualcuno".
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