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I titoli tossici

Emma Marcegaglia, Presidente della Confindustria, prediletta da Berlusconi, soprattutto perché è più bassa di lui, inaspettatamente denuncia, a proposito della crisi finanziaria originata dai truffatori finanziari americani: “i castelli di carta venduti spesso in modo delinquenziale a cittadini e risparmiatori”.


Il fatto è una notizia perché è la verità, cosa che non affiora spesso sulle labbra dei potenti, e c’è un altro potente, Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’ENI, che “non sa prevedere l’entità dei danni, è difficile quantificarli, anche se spero che non abbiano effetti drammatici”. Tutt’altra musica rispetto alla solita sparata berlusconiana, sempre così disinvolto nel dire bugie, che prometteva agli italiani, naturalmente in televisione, che non avrebbero perso un Euro, senza nemmeno conoscere l’entità dei titoli tossici in possesso delle banche, degli enti locali e dei risparmiatori, invece di avviare una severissima indagine sulle responsabilità di omessa vigilanza della Banca d’Italia, destituendo immediatamente il presidente Draghi. Mario Draghi era probabilmente la persona più informata dei loschi traffici finanziari internazionali, visto che nel 2004-2005 era membro del comitato esecutivo della banca americana Goldman Sachs, coinvolta nel giro tossico, e ora declassata a normale banca a spese dei contribuenti e azionisti americani. E anche qui in Europa, come negli USA, si pensa ad un intervento pubblico di salvataggio delle banche, senza pretendere di azzerare i consigli di amministrazione e segnalare alla magistratura le eventuali azioni dolose, per una operazione verità che soprattutto metta in discussione il ruolo di vigilanza della Banca d’Italia.

I leader europei che, a petto gonfio, dichiarano “difenderemo le banche”, sanno tanto di complici che vogliono far sparire le prove, naturalmente a spese dei contribuenti, mentre qui è necessaria una operazione di trasparenza che stabilisca nuove regole, nuovi dirigenti, nuovi controllori. Perché abbiamo visto che il liberismo globale senza controllo produce solo disastri, arruola truffatori e criminali, nuoce gravemente alla economia, che in finale va a ripararsi sotto le ali del tanto vituperato STATO.

Commenti all'articolo

  • Di Paolo (---.---.---.173) 7 ottobre 2008 18:51

    E’ certo che le nostre banche per quanto ne sappiamo sono ancora fuori dall’effetto domino che sta travolgendo tante banche di tutto il mondo.
    Non per questo l’Italia ed i risparmiatori italiani rimarranno illesi.
    E’ già constatato che alcune decine di migliaia di risparmiatori sono rimasti travolti dal carrozzone di Lehmann Brothers che si è rovesciato!
    Ci auguriamo tutti che le banche italiane terranno fino alla fine dell’uragano.
    Il problema è un’altro, che la crisi da finanziaria potrebbe passare ad economica.
    L’innalzamento del costo dei mutui avvenuto in questo ultimo mese darà sicuramente una stretta ulteriore alla capacità di spesa di molte famiglie italiane, ciò potrebbe contribuire ad incrementare l’esistente calo dei consumi.
    Inoltre il recente irrigidimento delle banche al concedere prestiti e finanziamenti alle piccole e medie imprese potrebbe generare nel medio termine una crisi di liquidità, con riflesso diretto sull’occupazione.
    Pertanto il rischio in questo momento lo vedrei da un’altra parte e non sulle banche italiane.
    Comunque aspettiamo perchè fino ad ora abbiamo visto di tutto e di più.






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