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Wikipedia chiede aiuto agli scienziati

Quanta diffidenza esiste ancora da parte degli scienziati sui contenuti scientifici della più famosa enciclopedia digitale?

di Marco Boscolo

Da quando è stata fondata nel 2001, Wikipedia è diventata un punto di riferimento imprescindibile in Rete, e non solo, quando si è a caccia di informazioni. Nonostante uno studio del 2005 indicasse come, allora, il numero di errori tra il sito online e un monumento del sapere come l’Encyclopedia Britannica fosse paragonabile, la diffidenza di molti ricercatori è rimasta.

Il punto debole, secondo i detrattori, è proprio il principio basilare di Wikipedia, secondo il quale chiunque, indipendentemente dalla competenza e dal curriculum, può editare qualsiasi voce. Per ovviare al problema, qualche anno fa è nata anche Scholarpedia, una wiki che si basa sullo stesso motore informatico di Wikipedia, ma prevede un processo di peer review in cui il “sapere è curato da comunità di esperti”. Finora, però, non è diventata così popolare da insidiarla.

Studi più recenti, sul fronte dell’informazione farmacologica, hanno dimostrato l’affidabilità delle voci dell’enciclopedia online, ma molti scienziati rimangono scettici, perché in alcuni casi il peer review caro alla comunità scientifica sembra dare torto ai sostenitori di Wikipedia. Alla recente Wikipedia Science Conference tenutasi a Londra all’inizio di settembre, quindi, i volontari di Wikipedia hanno quindi pensato di chiedere aiuto direttamente agli scienziati.

Un primo passo per cercare di costruire una strada comune è stato quello di convincere la Royal Society ad accettare un wikipediano “in residence” che emenderà dagli errori le schede biografiche degli scienziati viventi. Ma dovrà anche introdurre molte voci mancanti: degli ultimi mille nuovi membri, uno su 3 non ha la voce Wikipedia. La speranza è che si tratti di una dimostrazione sufficiente di buona volontà da indurre la comunità degli scienziati a prendere un ruolo più attivo sull’enciclopedia online.

I progetti wiki che hanno coinvolto direttamente gli scienziati, come i database di famiglie di proteine (Pfam) e di RNA (Rfam) ospitati dallo European Molecular Biology Laboratory (EMBL) hanno evidenziato il potenziale di avere gli scienziati a bordo. Un rapporto di aiuto reciproco tra ricercatori e wikipediani ancora più intenso di quello odierno non può che far pensare a benefici per entrambi: strumenti agili ed efficaci da una parte, informazione scientifica affidabile dall’altra.

@ogdbaum

Leggi anche: Il prezzo della trasparenza

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia
 

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