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di Dino Brancia (sito) mercoledì 8 luglio 2009 - 0 commento oknotizie
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Vigili del Fuoco: gli Eroi di aprile per i politici non sono mai esistiti

I sindacati denunciano: «Le piante organiche prevedono 34mila vigili del fuoco, all’appello ne mancano 6mila. Ma anche rispettando quella previsione, l’Italia resterebbe al di sotto degli standard europei». I mezzi di soccorso più vecchi, acquistati 25 o 30 anni fa, in Abruzzo non ci sono mai arrivati. Hanno lasciato i vigili del fuoco a piedi. Servono fondi per rinnovarli.

Il rovescio della medaglia, dopo tanti elogi distribuiti dai politici ai Vigili del Fuoco definiti “Eroi”, oggi ci accorgiamo che quegli elogi erano solo per mascherare le carenze che questo Corpo da circa 15 anni lamenta, e anche in questa circostanza i pilato della politica dimostrano quanto sono attenti alle esigenze di coloro che si adoperano per salvare vite umane.
 

Infatti i sindacati confederali e autonomi in coro denunciano: la carenza di personale “seimila uomini a livello nazionale” e le varie emergenze mettono in ginocchio soprattutto i comandi provinciali più piccoli. Proprio in queste realtà è sempre più arduo compiere anche solo due interventi contemporaneamente. Ormai lo standard è diventato una “partenza” per turno. Questo vuol dire che, nel caso in cui ci fossero due interventi contemporaneamente, bisognerebbe chiedere rinforzi al comando della Provincia più vicino, con i tempi di attesa molto lunghi. Anche il numero di operatori per squadra è sceso drasticamente: dovrebbero essere sei ad ogni “partenza”, ma sono quasi sempre tre. “A rimetterci sono i cittadini e i pompieri stessi”. Una buona percentuale di mezzi a disposizione del corpo è ormai obsoleta, gli automezzi più vecchi, hanno dai 25 ai 30 anni di anzianità, le colonne mobili partite da tutta Italia verso l’Abruzzo si sono fermati a metà strada causa guasti.
 
I Sindacati continuano con la loro denuncia: Siamo stanchi di ricevere pacche sulle spalle, l’emergenza terremoto ha reso ancora più evidenti quelli che sono i problemi strutturali ormai noti da almeno quindici anni. Servono uomini e mezzi per garantire la “sicurezza dei pompieri e quella dei cittadini”. Il rischio è concreto: “Viareggio ha già messo a dura prova la tenuta della macchina organizzativa”. Difficilmente i vigili del fuoco sarebbero in grado di garantire un soccorso adeguato se accadesse un fatto drammatico come quello di L’Aquila. Corpo, quello dei vigili del fuoco, in continuo stato d’allarme soprattutto in questo periodo, in cui si concentrano il G8, l’estate appena iniziata e la mobilitazione per gli incendi boschivi.
 
A fare scattare lo stato di agitazione è stata la mancata approvazione di un emendamento al decreto per l’emergenza in Abruzzo: prevedeva le prime assunzioni e dotazioni di nuovi mezzi. Decreto bloccato perché mancava la necessaria copertura finanziaria. La situazione è pesantissima. L’organico dovrebbe essere di 34mila unità e invece sono poco più di 28mila.
 
La pianta organica da rispettare è comunque al di sotto degli standard europei.
I Vigili del Fuoco, i salvatori di vite umane, furono definiti “Eroi” dai politici durante gli interventi per estrarre vite umane vive da sotto le macerie del terremoto, come dalla casa dello studente, simbolo della catastrofe e dell’inefficienza della politica e dei politici. In quelle interminabili dirette, tutti i politici elogiavano l’operato dei soccorritori e definirono “Eroi” i Vigili del Fuoco, gli italiani erano commossi e credevano veramente, ed ingenuamente, che il coraggio dei vigili fosse coadiuvato da mezzi all’avanguardia, come sono stati ostentati alla sfilata del 2 giugno.

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