Un atto d’amore. Uno slancio. “Il Paese ha bisogno di una maggioranza salda, di essere governato. E’ una disgrazia vera. E’ proprio uno spreco, uno spreco, uno spreco, guarda..”. Già. E pensare che sarebbe “come una famiglia felice, che ha tutto”, tutte le carte in regola per governare, una famiglia composta “di persone assennate“, che ha “tutte le possibilità, e poi scopri che tuo figlio si droga“. Mani nei capelli, nulla su cui raccapezzarsi. Incomprensibilità. Cruccio. Slurp, per palati fini.
CortinaIncontra. Questo è lo stato della maggioranza secondo Bruno Vespa. Tralasciando la pessima metafora giornalistica – da parco del terrore – e l’encomio facile nei confronti dell’esecutivo, par di capire che il figlio drogato, al caso, debba proprio Fini. Se, scientifico scientifico, si parla di divisioni dissennate in seno a famiglia eccellente con figlio traditore. O sbagliamo? Vespa dà – riesce a dare – del drogato degenere a Fini? No perché se non fosse chiaro, il suo slancio d’amore era nei confronti di grande Capo, mica del Paese. Prima la famiglia.
Fuorinota: ricorda qualcosa.
Berlusconi Silvio Fini Gianfranco Giornalismo Governo Vespa Bruno Pdl
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