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Valle del Mignone, manutenzione del territorio. Regione e Stato assenti, intervengono i volontari. Succede a Tarquinia

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TARQUINIA – Sono finite alle 16,30 di una domenica all’insegna del buon tempo le operazioni di pulizia delle arcate del ponte cosiddetto medievale sul fiume Mignone, nell’area della Farnesiana, ostruite da alberi di oltre un metro di diametro e da un vero e proprio muro di arbusti che impediva il defluire delle acque.

A lavorare sodo per oltre otto ore è stato un gruppo di volontari appartenenti ad alcune associazioni ambientaliste, al Comitato per la difesa della Valle del Mignone e al Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia, gli stessi che poco più una settimana fa avevano promosso un convegno mirato a segnalare i rischi per questa vallata derivanti dal tracciato scelto da ANAS per completare la Orte-Civitavecchia.

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Il risultato finale

Il convegno si era chiuso con una passeggiata al ponte “medievale” e a all’adiacente ponte delle Mole, nel corso della quale era stata notata la quantità di materiali accumulatisi sotto le arcate del ponte “medievale” e il potenziale pericolo per tutta l’area in caso di piena, un fenomeno ormai considerabile non più come eccezionale. Di qui appunto l’iniziativa conclusasi oggi e i cui risultati e immagini sullo stato dei luoghi, prima e dopo l’intervento odierno, verranno trasmessi per competenza all’ARDIS, l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo.

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Volontari in azione

Ora i volontari, per completare la missione, dedicheranno un’altra giornata al contiguo ponte delle Mole, chiamato così per l’interessante storica da anni in stato di abbandono, dove sono ancora custodite due macine parzialmente insabbiate che hanno lavorato fino al 1916. Questa storia, in cui l’impegno dei volontari è la nota sicuramente positiva, mette in luce un aspetto critico nella gestione in Italia della manutenzione del suolo e della sicurezza dei corsi d’acqua, spesso senza risorse adeguate ma regolarmente promesse dopo ogni dramma che balza agli onori della cronaca nazionale.

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Volontari al lavoro su un grande tronco d’albero

Nel controsenso italiano, lo Sblocca Italia, finanziare autostrade, superstrade, porti e aeroporti o alta velocità o trivellazioni servono a dimenticare che la vita di milioni di cittadini, piccole comunità e imprese è legata alla sicurezza del territorio non al suo inarrestabile dissesto.

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