Mentre scrivo ho innanzi ai miei occhi una boccettina d'acqua.
Una piccola boccettina di vetro che mi è stata regalata da un grande amico e che racchiude tutti i sapori e le bellezze di madre natura.
Del Mar Ligure.
Questa boccettina mi è stata regalata dopo il corteo di Genova 2011.
La cosa che mi ha più sorpreso di quel corteo è stata l'umanità ma nello stesso tempo la forza l'energia che ho visto e percepito nelle donne, negli uomini nei bambini della Valle che non si arrende.
La Val di Susa.
Avevano una marcia in più rispetto a tutti gli altri manifestanti.
Nei loro occhi vedevi la luce della speranza ma anche il furor naturale della rabbia.
Furore figlio di un amore che deve esser difeso, protetto e tutelato.
Determinazione.
Convizione.
Amore.
Amore profondo per la loro terra.
O meglio amore immenso per quella terra che li ha cresciuti, difesi, coccolati e che ora, per un progetto folle che è ben spiegato in questo link, il capitalismo vuole semplicemente distruggere.
Con la complicità, come sempre accade, di tutti gli apparati.
Apparati repressivi, politici e mediatici di Stato in questo stato di cose.
Penso per esempio alla vicenda della Stazione di Roma Tiburtina.
In tutti modi, con una sottigliezza non poi molto sottile, si cercava l'atto doloso.
Atto doloso che ovviamente se comprovato sarebbe stato in qualche modo ricondotto alle proteste contro la Tav.
E quindi, per strana non magia alla Val di Susa.
Ma i Vigili del Fuoco hanno detto no.
Non è atto doloso.
E' un corto circuito.
Quel corto circuito che prima o poi manderà totalmente in fiamme l'intero sistema oggi vigente.
Penso per esempio al danneggiamento dei mezzi dell'Italcoge.
Il movimento No Tav ha preso le distanze.
Sostenendo a chiare lettere che questo gesto non è un favore al movimento notav, ma anzi un danno e un modo d’intendere la lotta che non ci appartiene. Questo atto va nel senso contrario alle inziative notav, che fanno della partecipazione e della resistenza di massa il nodo centrale di una battaglia che non fa sconti a nessuno, però ferma su alcune prerogative che non sono rappresentate da gesti simili.
Ma penso anche al blitz innanzi ai cancelli della Italcoge.
Ecco cosa riporta repubblica.it, sito internet più letto in Italia: "Trattativa con le forze dell'ordine. Prima il gruppo si è radunato davanti ai cancelli, poi è entrato nel piazzale interno e in azienda sono arrivati i carabinieri in massima allerta dopo che nella notte tra domenica e lunedì alcuni camion della Italcoge erano stati dati alle fiamme. Dopo una lunga trattativa i manifestanti, tra cui diversi esponenti dei centri sociali, sono tornati fuori e si sono sdraiati però davanti ai cancelli. In tutto alla protesta partecipano circa un centinaio di persone.