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  Home page > Attualità > Scienza e Tecnologia > Vaccino antisuino: the dark side of. Sapere fa bene (alla salute)
di giampatic (sito) giovedì 22 ottobre 2009 - 3 commenti oknotizie
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Vaccino antisuino: the dark side of. Sapere fa bene (alla salute)

Misteri, veleni, accuse, smentite e dicerie hanno accompagnato la vicenda della presunta pandemia goblale da influenza suina, iniziata con le morti in Messico e approdata qualche giorno fa alla prima vaccinazione italiana. Di chi fidarsi?

Il vaccino è stato infatti somministrato giovedì 15 ottobre scorso, con insolito anticipo di un mese sui programmi, ad un medico responsabile dell’Igiene Pubblica di Milano e sarebbe proseguito in questi giorni sul personale medico sanitario delle strutture pubbliche, sugli addetti ai servizi amministrativi della Sanità, sul personale delle Poste italiane e su quello della Telecom. Poi, ha fatto sapere il Ministero del Welfare, verranno vaccinate le “persone a rischio” di età compresa tra i 2 e i 65 anni. Senonchè si viene a sapere che, paradossalmente, il 60% dei medici italiani non intende sottoporsi alla vaccinazione anti A-H1N1, cosa che il viceministro Fazio non vede come un fallimento poiché, spiega, i medici che vi si sottoporranno raggiungeranno comunque una percentuale “molto più alta rispetto al 20% che registriamo normalmente contro l’influenza stagionale”.

Questo non spegne il dubbio sul perché la stragrande maggioranza dei medici italiani non si vaccinerà contro quest’influenza che pure è stata descritta alla maniera di una peste del secolo. E sul perché molti di questi medici la sconsiglino decisamente anche ai loro pazienti. Come Roberto Santi medico dell’Asl di Genova che dichiara: «L´influenza comune ogni anno uccide mezzo milione di persone nel mondo e nessuno ne parla, mentre l´aviaria, sulla quale è stata montata la stessa campagna della suina, ha provocato 250 decessi in 10 anni». Nel suo ospedale, il "San Martino", alla campagna di vaccinazione aderisce soltanto il 10% del personale medico. E Renato Giusto, segretario provinciale a Savona dello Smi (Sindacato medici italiani) aggiunge: «Il vaccino contro l’influenza suina non è stato sperimentato a sufficienza. Potrebbe avere gravi effetti collaterali. Ho sempre creduto nei vaccini sperimentati bene, non in quelli creati in fretta. Io per primo non mi vaccinerò». Se le cose stanno così, la vicenda necessita decisamente di essere approfondita.

Mentre da un lato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), agenzia delle Nazioni Unite per la salute dei “terrestri”, ha dichiarato l’11 giugno scorso, con esagerato interventismo, un’emergenza pandemica globale del più alto livello, cioè il livello 6, molti sono stati i ricercatori e i medici che, invece, in diversi paesi, hanno smentito l’allarme, gonfiatosi come una bolla già dalla primavera scorsa, secondo il quale il virus sarebbe particolarmente pericoloso e avvezzo alla mutazione. Gli scienziati “pompieri” presentano l’influenza A- H1N1 come un malanno alla stregua delle solite influenze stagionali, che pure lasciano ogni anno la loro “regolare” scia di decessi. E qualcuno di questi, stupito dell’ingiustificata emergenza, si è spinto anche oltre la semplice smentita della più alta istituzione sanitaria del pianeta, prospettando addirittura uno scenario in cui i cittadini potrebbero essere costretti a prendere un vaccino tossico contro "l’influenza suina", essere messi in quarantena e venire limitati nei loro spostamenti, poiché l’OMS, il cui parere è vincolante su tutti i 194 paesi aderenti, dichiarando un’emergenza pandemica globale del più alto livello, permetterebbe di attivare una sorta di legge marziale globale. I governi di paesi come Inghilterra, Francia e Australia hanno già dichiarato l’intenzione di voler vaccinare (obbligatoriamente?) l’intera popolazione, gli Stati Uniti d’America almeno il 50% e in Italia dal ministero del Welfare fanno sapere che una doppia dose -non ne basterebbe infatti una soltanto per acquisire l’immunità- sarà disponibile per un numero pari ad almeno il 40% della popolazione. In ogni caso le immagini di magazzini rigonfi di confezioni del vaccino sono state diffuse in questi giorni dai telegiornali italiani più seguiti, a testimoniare che –bufala o non bufala- quella del virus H1M1, prima ancora di essere una pandemia si sta rivelando di certo un colossale affare per la lobby farmaceutica. Solo per il sistema sanitario italiano si calcola, in effetti, un impegno tra i 500 e i 600 milioni di euro, che finiranno nelle casse della svizzera Novartis. Mentre la banca d’investimento J.P.Morgan stima in circa 10 miliardi di dollari il giro d’affari che, tra vaccini e medicine, riguarderà la mobilitazione globale contro questa influenza; a beneficio di GlaxoSmithKline, Sanofi Aventis, Astra Zeneca, Roche, Novartis, insomma il “cartello” delle Big Pharma. Non c’è dubbio che per loro H1M1 più che una maledizione dagli inferi è una benedizione dal cielo.


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