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 Home page > Attualità > Politica > Una poltrona anti-mafia all’amico del boss

Una poltrona anti-mafia all’amico del boss

 

Raffaele Pippo Nicotra, ex sindaco Dc di Acicatena (un piccolo comune vicino ad Acireale, nella provincia di Catania), è balzato agli onori della cronaca nel maggio 1993 per essersi opposto con grande foga alla decisione di un Questore che negò la celebrazione dei funerali per la morte di Maurizio Farace, cognato di Sebastiano Sciuto, un boss vicinissimo a Benedetto Santapaola (il capo della famiglia catanese di Cosa Nostra).

Nuccio Sciuto, detto “Nuccio Coscia”, oltre a vantare buone relazioni con l’imprenditore Ilario Floresta, eletto sugli scranni di Montecitorio sotto le insegne di Forza Italia, era anche il referente di Santapaola nel territorio acese.

La solidarietà del sindaco Pippo Nicotra si manifestò con il rifiuto di far coprire i manifesti di lutto per il picciotto cognato del boss, e con l’incursione in caserma per far annullare il divieto ai funerali (imposto dalla Questura locale) con tanto di minaccia al capitano.

La ferma opposizione delle forze dell’ordine non gli impedirono di recarsi personalmente al cimitero per abbracciare il boss, episodio che un mese dopo costrinse il prefetto a rimuoverlo dalla carica di sindaco e di consigliere comunale, con il Comune in seguito sciolto per mafia.

In un qualsiasi paese civile la carriera politica di questo personaggio si sarebbe conclusa senza troppi affanni. Ma siamo in Italia e tutto si ricicla (tranne la monnezza).

Pippo Nicotra viene così rieletto qualche anno dopo e si dedica ad un’altra pratica tipica del nostro paese: il trasformismo. Cambia più volte casacche: Nuovo Psi, Nuova Sicilia, Mpa e infine al Pdl per approdare al Parlamento regionale.

Ecco, quale ruolo potrebbe ricoprire un personaggio dai trascorsi in odore di mafia?

Naturalmente la Commissione anti-mafia!

Inoltre è stato eletto, dall’assemblea dei sindaci, alla presidenza del Consorzio etneo per la legalità e lo sviluppo, che gestisce i beni confiscati alla mafia in provincia di Catania.

Se le oscure frequentazioni del passato non fossero sufficienti, Pippo Nicotra ha ricevuto nelle scorse settimane un avviso di garanzia dalla Dda di Catania per favoreggiamento aggravato alla mafia ed in particolare al clan Santapaola, per aver negato durante un interrogatorio di essere stato vittima di un’estorsione. 

Insomma l’uomo giusto al posto giusto, poi dicono che in Italia non c’è meritocrazia. 

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