Il Centro interconfessionale per la pace (Cipax) ha scritto ad Aldo Capitini…
Il Cipax, Centro interconfessionale per la pace, è un’associazione culturale e di promozione sociale con esclusive finalità di solidarietà sociale, umana, civile, culturale e di ricerca etica. Fondato a Roma nel 1982, promuove la collaborazione tra forze religiose e laiche «per la costruzione della pace, della giustizia e della salvaguardia del creato. In modo indipendente dalle gerarchie religiose e politiche, le associate e gli associati del Cipax promuovono incontri e pubblicazioni per la diffusione della cultura della pace, organizzano progetti in tema di disarmo, educazione alla non violenza, dialogo tra e nelle religioni, economia di giustizia, salvaguardia dell’ambiente, solidarietà con l’America latina».
La sede è a Roma, ma gli amici del Cipax si trovano ovunque in Italia e nel mondo. Il presidente è Giorgio Piacentini. I recapiti telematici sono: http://www.cipax-roma.it/; cipax.roma@gmail.com.
In occasione del cinquantesimo anniversario della Marcia per la pace e la fratellanza fra i popoli Perugia-Assisi (che quest’anno si svolgerà domenica 25 settembre 2011), ideata da Aldo Capitini, alla cui figura abbiamo dedicato un altro articolo, il Cipax ha pensato bene di scrivere una lettera al filosofo nonviolento con la sicurezza che, da dove si trova, certamente Capitini la leggerà.
Eccone il testo.
Caro Aldo,
quest’anno ogni mese ci siamo riuniti in amicizia per ricordare alcuni maestri della pace e della nonviolenza e certo non potevamo dimenticarti, anche perché ricorre il 50° anniversario della prima Marcia della pace Perugia-Assisi, da te promossa, che segnò per l’Italia una data fondamentale sulla via maestra della nonviolenza e che fece conoscere a un intero popolo la tua vita e il tuo pensiero.
Molti di noi non ti hanno conosciuto di persona né ti potevano conoscere perché sei morto nel 1968, ma tu continui a vivere con noi, per noi, in noi. Proprio per questo pensiamo che questa lettera ti arriverà.
D’altra parte tu stesso hai scritto in occasione della perdita di un amico:
«A te che sei oggi davanti a noi come morto, porgiamo un saluto di gratitudine per tutto ciò che hai dato da vivo e per tutto ciò che continuerai a darci in eterno… E un giorno sarai visibile, non perché ritornerai da una lontananza, ma perché finirà questa realtà che ci impedisce di vedere… Intanto attuando valori saremo insieme e sempre più uniti. Noi ti parliamo a nome di tutti… e più saremo certi che tu nella compresenza di tutti ci dai un aiuto, più sarà per noi una festa».
Tanti sono i motivi per ringraziarti, a cominciare appunto dalla tua non accettazione della paura della morte.
Hai fondato addirittura una teoria filosofica, definita come “La compresenza dei morti e dei viventi”, quasi una resurrezione avvenuta fin da principio, che accomuna tutti gli esseri, e che possiamo sperimentare se entriamo nella dimensione rivoluzionaria della verità infinita della nonviolenza.
Tu hai raccontato che questa verità, che pure avevi in te stesso, l’hai scoperta pian piano, facendoti all’inizio discepolo di Gandhi, l’apostolo dell’India, che nella sua vita era riuscito a coniugare insieme verità e nonviolenza, religione e politica. Tu hai accolto da lui quella lezione di liberazione sociale e umana e hai cercato di trasferirla in Italia aggiungendo a quella prassi di verità, una teoria che si colora con gli accenti propri della cultura occidentale.
Sei diventato anche tu un maestro, ma un maestro-profeta. A questo proposito hai scritto una pagina bellissima:
Politica Cattolicesimo Pace Democrazia Religione Obiezione di coscienza Spese militari Marcia Perugia-Assisi
Scritta alcuni anni fa RELIGIONE CRISTIANA DIVISA IN 5 CORRENTI,
24/09 22:04 - Renzo Riva