Massimo Zedda è il nuovo Sindaco di Cagliari.
E’ certamente il vento che è cambiato, ma il sogno che la città di Cagliari ha iniziato a vivere nei giorni scorsi è destinato a durare o finirà per tramutarsi in una pura e semplice, passeggera illusione? Io credo che durerà e che nei prossimi anni produrrà molti buoni frutti.
I giornali degli ultimi giorni forniscono a profusione dati e notizie che concernono le elezioni del sindaco di diverse importanti città del nostro Paese (tra le quali Milano, Torino, Napoli, Bologna e, per quanto riguarda la nostra isola, Cagliari e Olbia). L’informazione fornita dalle diverse testate riflette un dato di fatto incontrovertibile: l’edificio su cui poggiava il consenso accumulato negli ultimi anni dal blocco dei partiti di centro destra è crollato con grande fragore, minato alla base della sua struttura da una nutrita serie di crepe apertesi nel corso del tempo.
In precedenza si erano avvertite le avvisaglie della crisi profonda che ha investito lo schieramento governativo che comprende le forze politiche più moderate e maggiormente conservatrici del nostro Paese. La crisi economico-occupazionale che non accenna a stemperarsi, l’inconsistenza (o meglio la dannosità per l’immagine dell’Italia all’estero) di una politica estera vergognosa, il disagio sociale diffuso, la mancanza di strategie valide nel campo dell’istruzione pubblica e della cultura, la ‘managerializzazione’ e la disumanizzazione di molti servizi statali e locali che hanno fatto salire il tasso di disaffezione della gente nei confronti delle strutture pubbliche, l’avere, in definitiva, trascurato il benessere degli italiani soffocando le giuste aspettative delle fasce più vulnerabili della popolazione e i sogni di giustizia sociale e libertà che ognuno di noi ha il diritto di coltivare, hanno determinato il rigetto da parte degli elettori nei confronti di questa classe politica e tracciato il solco di una ferita che è fatale per i livelli di fiducia (già da tempo scesi a livelli molto bassi, a dire il vero) di cui ancora poteva godere il nostro capo del governo. Che dire, poi, delle pruriginose e immorali vicende personali che di tanto in tanto investono lo stesso premier, delle accuse e delle offese che quest’ultimo, anche in occasioni di importanti consessi internazionali in cui il nostro Paese è impegnato (G8) continua a rivolgere ai magistrati che coscienziosamente svolgono nient’altro che la propria funzione e della sua pretesa di subordinare alle proprie esigenze personali il sistema delle leggi e quello della giustizia italiana?
E’ una politica malsana, quella che ha governato il nostro Paese negli anni più recenti, la politica dell’egoismo più becero e dell’interesse personale del leviatano, la politica del disprezzo nei confronti delle esigenze dei giovani e degli anziani, dell’ambiente, della sicurezza sociale e dell’assistenza sanitaria. Quello attuato in questi in anni dal centro destra si è rivelato un modo di governare che ha gravemente trascurato di coltivare la felicità e il benessere sociale dei cittadini e che è frutto dell’individualismo più radicale di alcuni piuttosto che di una diffusa cultura della solidarietà e della coesione sociale; una gestione della cosa pubblica che fin dal suo principio ha operato affinchè fosse inibita la nostra tendenza al libero pensiero e la nostra naturale propensione verso una società migliore e più giusta.
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Profilo personale, articoli e statisticheConcordo con molte delle cose che dici, lupo. Tuttavia dopo due legislature Floris ho bisogno (...)
31/05 21:50 - Giovanni Graziano MancaAggiungo che la politica nazionale non è mai stata dalla parte dei lavoratori e del lavoro in (...)
31/05 17:39 - illupodeicieli