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  Home page > Attualità > Tecnologia > Un occhio (miope) contro catastrofi spaziali
di francesco venuto venerdì 9 ottobre 2009 - 0 commento oknotizie
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Un occhio (miope) contro catastrofi spaziali

In questi giorni sull’Isola di Maui, nelle Hawaii, tecnici e scienziati sono intenti a sferragliare sulla cima dell’Haleakala, il vulcano locale. Non parliamo di geologi o vulcanologi, ma di astronomi e astrofisici.

Il vulcano infatti ospita PS1, il primo di una serie di telescopi (i Pan-STARRS, Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System) con il compito di sorvegliare le vicinanze della Terra in cerca di possibili minacce. Ricorderete che una quindicina d’anni fa la cometa Shoemaker-Levy 9 precipitò su Giove, regalandoci uno spettacolo senza precedenti.

Se al posto del pianeta gigante la cometa avesse scelto la Terra i risultati sarebbero stati catastrofici, e probabilmente adesso non ne potremmo scrivere.

Il telescopio PS1 scandaglia il cielo notturno per verificare che nessun asteroide o meteora di rilievo si stia avvicinando pericolosamente a noi. Per farlo utilizza una camera da 1.4 gigapixel e uno specchio di 1.80 metri. Purtroppo però lo strumento è miope: le immagini riprese sono sfocate, con un dettaglio inferiore del 40-50% alle attese.

Gli scienziati impegnati nel progetto non hanno comunque rinunciato a utilizzarlo: "Stiamo usando metà del nostro tempo facendo scienza mediocre e metà cercando di migliorare [il telescopio, N.d.T.], in modo da fare scienza d’alto livello" - sono le parole di Ken Chambers, direttore del PS1. Oggi sono impegnati nella riparazione del guasto all’origine del problema: occorrerà correggere il montaggio di diciotto aste che sorreggono lo specchio secondario del telescopio.

Dopodiché Chambers e il suo staff potranno davvero fare scienza "alla grande", soprattutto quando il sistema Pan-STARRS sarà completo: potrà vedere astri 100 volte meno luminosi e controllare il 99% degli oggetti con un raggio di 300 m che orbitano vicino alla Terra. Nel tempo libero i telescopi potranno esplorare il resto del cielo regalandoci nuove immagini e - si spera - importanti scoperte.

I 60 milioni di dollari spesi nel progetto sono quindi un investimento nella ricerca pura e allo stesso tempo il tentativo di avere un riscontro pratico, anche se sapere che un oggetto si sta avvicinando a noi non significa poterlo evitare, con buona pace di Bruce Willis, in Armageddon impegnato a sventare la minaccia che oggi il PS1 tiene sott’occhio.

Fonti: New Scientist e Pan-STARRS - Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System

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