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di حكيم النور (sito) venerdì 4 marzo 2011 - 0 commento oknotizie
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Un leader "accidentale": ritratto di Mousavi, punto di riferimento dell’opposizione iraniana

Il quotidiano inglese The Independent del 28 febbraio segnala una denuncia della Campagna Internazionale per i diritti umani in Iran secondo cui i due leader dell’opposizione, Mir Hossein Mousavi e Mahdi Karroubi, agli arresti domicialiari dal 14 febbraio, sarebbero stati rapiti assieme alle mogli dai serivizi di sicurezza iraniani. Alle proteste dei loro sostenitori si è aggiunta la voce dell’ex Khatami.
Il presente articolo tratteggia la figura di Mousavi, antagonista di Ahmadi-Nejad nelle contestate presidenziali dello stesso anno. E considerato il vincitore morale delle stesse.
Con buona pace dei cliché occidentali.

1. Dato per favorito alla vigilia delle presidenziali del 2009 e acclamato come legittimo vincitore dalla folla che contestava la rielezione di Ahmadi-Nejad, Mir Hossein Mousavi è considerato dai media occidentali il volto umano dell'Onda Verde in Iran in seguito alle contestate elezioni presidenziali. Che troppo presto ne hanno tratteggiato la figura di “riformatore”.

Certo, in un paese dove l'informazione è sotto il rigido controllo del regime, un personaggio capace di sferrare attacchi frontali al presidente non poteva passare inosservato. Soprattutto nella nostra cara vecchia Europa. Peccato, però, che la nostra romantica (e ingenua) visione ci porti a credere che il nemico del nstro nemico sia sempre nostro amico, senza porci domande sulle effettive ragioni del suo dissenso.

Perché Mousavi è tutt'altro che quel leader liberale e riformista, all'occidentale insomma, che i mezzi d'informazione delle nostre latitudini ci hanno presentato all'indomani delle elezioni del 2009. La sua defezione era stata commentata come un'occasione mancata per l'Iran di tirarsi fuori dalle sabbie mobili in cui Ahmdi-Nejad l'aveva impantanato.

È stato definito un “figlio ibrido della rivoluzione, fedele ai principi khomeinisti ma animato da propositi di riforma”2. Ma chi è davvero questo personaggio che acclamato come “occidentale”?

2. Classe 1941 e titolo di ingegnere (ma in realtà è laureato in architettura) 3, Mousavi è stato tra i padri fondatori della rivoluzione khomeinista, nonché l'ultimo Primo Ministro della Repubblica prima che la riforma costituzionale del 1989 ne abolisse carica. Conosciuto presso i suoi seguaci come il Gandhi dell'Iran, inizia la sua carriera come assistente dell'allora segretario generale del partito islamico, l'ayatollah Mohammed Beheshti, grazie al quale stabilisce una rete di contatto che in breve tempo lo porteranno alla nomina di direttore del giornale del Partito islamico. L'incarico è di prestigio: il quotidiano è il punto di riferimento dei giovani animati dagli ideali rivoluzionari nei primi anni di potere di Khomeini. A capo della testata, prenderà ripetutamente posizione contro il rilascio degli ostaggi americani, affermando che il loro sequestro è stato "utile agli obiettivi della Rivoluzione Islamica"; in un'intervista rilasciata al New York Times il 09/10/1981 dichiara: “è stato dopo di ciò che abbiamo riscoperto la nostra autentica identità islamica”. Nello stesso tempo, si farà promotore di una campagna tesa a diffondere il più possibile i dogmi del regime nei cuori e nelle menti della gioventù iraniana, a cominciare dall'imposizione del velo alle donne e alla messa al bando di parecchi usi e costumi occidentali, come il gioco del calcio o i blue jeans. Il tutto, alimentando un consenso crescente attorno alla sua figura al punto che nel giugno del 1981, appena dopo la rimozione del presidente Bani-Sadr ad opera di Khomeini e la spietata esecuzione dei suoi seguaci, assume la carica di Ministro degli Esteri nel nuovo governo. La sua ascesa è irresistibile: il 31 ottobre dello stesso anno, dopo soli quattro mesi, il parlamento lo proclama Primo Ministro, carica che manterrà fino alla morte di Khomeini nel 1989. è opinione diffusa che la scelta sia caduta su di lui per dare all'occidente il chiaro segnale di voler consolidare i dettami della rivoluzione e di esportarli in tutto il mondo islamico. Mousavi si rivela all'altezza delle aspettative, adottando un atteggiamento di totale chiusura verso gli Stati Uniti e opponendosi con fermezza ad ogni possibilità di riallacciare un dialogo con il “Grande Satana”4.


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Iran Rivoluzione Mousavi

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