Come un cane da tartufi che fiuta il terreno per trovare i preziosi tuberi, il nostro governo avanza a strappi e retromarce, fiutando l'aria che tira. Riuniti ad Arcore, nella reggia del premier passata alle cronache per altre vicende certamente meno impegnative, una eterogenea rappresentanza del governo, guidata dai due maggiorenti Berlusconi e Bossi, cerca disperatamente di trovare la quadra ad una manovra finanziaria che fa acqua da tutte le parti.
Già il fatto di riunirsi nell'abitazione privata di Silvio Berlusconi anziché in una sede istituzionale, come sarebbe d'obbligo per la gravissima situazione in cui ci troviamo, ci fornisce l'idea più di una riunione massonica che quella di un esecutivo di governo. Vien da pensare che sia una scelta di proposito perché sia il cavaliere che il senatur considerano le Istituzioni un inutile intralcio alle loro ambizioni politiche e personali. Silvio aspira ad una presidenza "forte" di stampo americano senza però l'intralcio dei contrappesi politici che limitano l'azione di Obama, Bossi vuole semplicemente affossare la Repubblica Italiana ed inaugurare la "Padania Libera". Quindi in questa scelta logistica di Arcore c'è anche una forte componenete simbolica di disprezzo formale verso le Istituzioni e, a certi livelli, la forma è sostanza.
Vista l'assenza del principale protagonista della mega manovra (bis) da 45 miliardi di euro, ossia il super ministro Giulio Tremonti incredibilmente in vacanza, l'onere o l'onore spetta agli altri ministri e ai sottosegretari; spiccano i soliti Sacconi, Brunetta, Calderoli ecc. Voci di corridoio indicano anche la presenza del "Trota", speriamo non in veste di esperto economico, ma non mi sentirei di escluderlo categoricamente a priori. Sempre le ultime notizie danno Tremonti in collegamento telefonico con i convenuti di Arcore. Anche in questo defilarsi del super ministro delle Finanze c'è una forte componente simbolica, come dire: io ho varato una manovra in accordo alle richieste dell'Europa, siccome sono il più bravo e non riconosco i correttivi che state introducendo, lascio a voi la paternità dei provvedimenti che andate a prendere. In sostanza: sono cavolacci vostri, volendo non usare una espressione pù colorita.
Non ho assolutamente intenzione di entrare nel merito dei provvedimenti anche perché è difficile per gli addetti ai lavori, dal momento che ciò che viene deciso ora probabilmente sparisce nel giro di poche ore. L'idea di improvvisazione e di dilettantismo che stanno offrendo all'opinione pubblica italiana ed internazionale è semplicemente devastante, forse un danno peggiore della manovra stessa. Basta scorrere le testate dei principali quotidiani in edicola stamani per capire il livello a cui si è arrivati. Si va da giudizi come "dilettanti allo sbaraglio" a quello di "siamo su scherzi a parte" , "manovra nel caos" oppure "manovra da bar sport ". Perfino i quotidiani di destra sono apertamente critici non solo sul merito della manovra, soprattutto sulla metodica rocambolesca con la quale si sta procedendo. Soltanto l'incredibile quotidiano di servizio, ossia Il Giornale di Sallusti, se ne esce con il seguente titolo di testa: "Il sistema Sesto tocca Roma. E spunta pure il clan D'Alema". Insomma il problema del paese è D'Alema.
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MANDATELI A A LAVORARE IN MINIERA QUESTI POLITICANTI CIALTRONI LAUTAMENTE STIPENDIATI CON LE (...)
02/09 20:24 -Arriva la Tremanza > Nel 2006 BERLUSCONI tuonò forte contro la “tracciabilità” con cui il (...)
02/09 19:29 - pv21In questa tragicomica realtà ,anche sorridere può servire a sdrammatizzare . Grazie Damiano (...)
02/09 11:07 - paolo