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USA: una nuova strategia per i soldati in Afghanistan?

La lunga spedizione in Afghanistan ha lasciato un segno indelebile sull'esercito americano. Finirà nel 2014, ma il presidente Karzai manda una richiesta d'aiuto, al fine di evitare la crescità dell'instabilità nel paese. Dall'altra parte, gli americani probabilmente già dispongono di una nuova strategia che passa attraverso l'Africa.

 

Il countdown è già una realtà, specialmente in America. Qualcuno ha addirittura sviluppato un sito al fine di mettere sotto pressione i colloqui di pace. Il suo nome? Countdown to Drawdown, ovviamente. D'altra parte, però, la situazione potrebbe non essere così stabile come sperato. Come sottolineato da ufficiali afgani, “senza una continua assistenza militare, senza addestramento e fondi, il governo potrebbe cadere e l'Afghanistan entrerebbe in guerra civile”. Il popolo afgano però ancora non accetta il dispiegamento americano nel proprio paese. Di conseguenza, la strategia elaborata dal presidente Hamid Karzai muove in più direzioni.

Prima di tutto, la richiesta di Democrazia: Karzai ha infatti convocato la Loya Jirga. La convocazione punta a trovare un accordo comune ad ognuna delle autorità che compongono l'assemblea: leader locali e religiosi, capi militari e così via. Come misura del ruolo detenuto dalla Loya Jirga, potremmo spiegare che negli ultimi cento anni, essa è stata convocata esclusivamente per votare le costituzioni che si sono susseguite nel paese, per decidere del posto da occupare in quella che sarebbe poi stata la Prima Guerra Mondiale e in altri pochi e fondamentali momenti della storia afgana.

Conscio del debole controllo sulla regione, Karzai ha dichiarato di voler rispettare la decisione della Loya Jirga, nonostante intellettuali come lo scienziato politico Hamidullah Farooqi e l'esperto di diritto Farooq Bashar abbiano sostenuto la necessità per Karzai di procedere con l'accordo senza interferenze. Bashar ha inoltre denunciato l'alto costo dell'evento (40 milioni di dollari); non comprende tuttavia il valore democratico di tale scelta. In più, c'è anche un obiettivo strategico: preparare una relazione solida con le autorità locali, al fine di trovare una soluzione con i vicini. Un raid di droni americani si è verificato a Islamabad, proprio mentre una delegazione afgana stava partendo per il Pakistan, al fine di avviare colloqui di pace con i Talebani che controllano la regione. Un grande errore, "caduto" su di un piano meticolosamente preparato.

Comunque, i colloqui in Afghanistan sono lontani dall'essere completati. La Loya Jirga durerà fino a Domenica, ma non esiste alcuna data di scadenza, in accordo con la legislazione afgana: durerà fino ad un completo accordo. Un difficile accordo, a causa della volontà di evitare la permanenza nel territorio di truppe straniere. In pià, la diplomazia americana lavora al fine di ottenere l'immunità per i soldati americani. Un punto di vista nettamente rigettato dal popolo afgano. L'assemblea infatti ha chiaramente optato per una presenza temporanea, fino a quando il Governo sarà capace di difendere il proprio territorio in maniera indipendente. Chiede insomma garanzie che l'amministrazione americana non può permettersi: non può perché la popolazione chiede la pace, ma anche per la mancanza di volontà per un accordo di lungo periodo. Insomma, la strategia principale elaborata dall'esercito per gli scenari di Major Theater War, come sarebbe quello di una eventuale invasione da parte del Pakistan - autodifesa anticipata, resistenza, contrattacco - necessità dell'immunità e della possibilità di perquisire le case e le altre proprietà. Tutte limitazioni inaccettabili della sovranità afgana.

Qui sta il problema. Il bisogno di protezione senza sacrificare l'indipendenza per l'Afghanistan; La richiesta di controllo per una regione strategica, senza un aumento delle spese e dei morti per gli Stati Uniti. Un cambiamento importante nella gestione americana dell'Esercito, soffocato dai 67 milioni di spesa in personale (2012), nonostante la produzione di armi sia cresciuta in maniera impressionante. La risposta data sarà più chiara negli anni a venire, ma è probabile che si verrà a verificare uno slittamento dalla Major Theater War alla Smaller Scale Contingency, scenari dove operare anche con nulla più di uno squadrone o una brigata (1500-4000 soldati): operazioni importanti, come quella in Somalia nel 1993 (Restore Hope), che hanno però un impatto minore sull'opinione pubblica. Una strategia che può essere provata dalle recenti notizie riguardanti l'esercito americano.

Parte dell'esercito libico sarà addestrato dalle truppe americane in Bulgaria. Non sarà solo l'operazione di supporto di routine delineata dal portavoce del Pentagono Steve Warren. Da quanto riporta Global Research“La visita in Africa del presidente americano Barack Obama [...] è stata largamente vista come una prova degli obiettivi della politica estera della casa bianca [...], che include l'espansione delle operazioni militari americane attraverso l'Africa. Con le forze in procinto di lasciare l'Afghanistan, l'esercito sta cercando nuove missioni nel mondo. «Riducendo gli obblighi di rotazione nelle aree di combattimento, possiamo usare queste forze con grande efficacia in Africa». Questo, quanto riferito dal generale David M. Rodriguez, a capo dell'Africa Command. In ampio piano per combattere il terrorismo nel continente, iniziato con un programma di cento missioni che coinvolgerà la Prima Divisione d'Artiglieria. Altre truppe sono già state dislocate in Gibuti, al fine di difendere le ambasciate americane dopo l'attacco di Bengasi, mentre si sta assicurando l'addestramento delle truppe locali in Tanzania Kenya per contrastare l'offensiva del gruppo jihadista al-Shabaab. In accordo con quanto dichiarato dal tenente colonnello Robert E. Lee Magee, l'obiettivo americano “è quello di aiutare gli africani a risolvere i problemi locali senza una presenza americana massiccia”. Qualcosa di simile alla strategia dello Stay Behind. Qualcosa di inquietante.

Forse, dopo aver abbandonato l'infame Dottrina Bush, al fine di assicurare il controllo americano con gli attacchi di droniBarack Obama ha creato un ulteriore caso storico, dopo l'Invasione della Baia dei Porci, passibile di convincerci ad essere molto cauti di fronte alle grandi dichiarazioni dei presidenti democratici americani. Comunque, è una nuova strategia; di conseguenza dovrebbe essere compresa al fine di evitare danni all'intera comunità.

 

Foto: Expert Infantry/Flickr

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