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Turismo sessuale: un fenomeno in continua evoluzione

Quello del turismo sessuale è un fenomeno iniziato negli anni ’80, che comprende viaggi volti a ottenere prestazioni sessuali da prostitute o gigolò. Il viaggio è tipicamente intrapreso da turisti o turiste dei paesi benestanti verso i paesi in via di sviluppo e può implicare pagamenti in contanti o in natura.

Si possono distinguere due forme di turismo sessuale:

  • Il turismo sessuale promosso da paesi nei quali la prostituzione viene considerata come professione, come in Olanda, in Germania e in Svizzera;
  • Il turismo sessuale praticato nei paesi dove la prostituzione non è regolata da una legge specifica, nei quali lo sfruttamento è collegato alla violenza, come Asia, sud America, Africa ed est Europa

I turisti sessuali si possono suddividere in tre categorie: occasionali, abitudinari o pedofili. In apparenza il turista sessuale è un individuo che nasconde facilmente il proprio disadattamento.

Sono uomini e donne che spinti da certi impulsi apparentemente incontrollabili accettano di trasgredire, mettendo in atto comportamenti a volte in linea con le regole e le norme socio-culturali e altre volte trasgredendo le stesse, violando il rispetto e la libertà di chi ne è vittima.

Il turismo sessuale non è più solo maschile; cresce il numero di donne di diverse fasce d’età, alle quali viene l’idea di trovare l’amore o anche solo relazioni fugaci in vacanza. L’americana Deborah Pruitt e la lituana Suzanne LaFont in una ricerca del 1995, hanno coniato espressioni come “beach boys rent-a-rasta” per indicare i giovani delle spiagge caraibiche, pronti a soddisfare i desideri di donne di mezza età in vacanza in quelle zone (“For Love and Money: Romance tourism in Jamaica”– Deborah Pruitt & Suzanne LeFont, 1995).

Secondo le studiose, a spingere molte di loro in queste località, non è solo il desiderio sessuale, ma anche la voglia di relazioni differenti.

Secondo Klaus De Albuquerque, le turiste sessuali, in genere donne tra i 40/45 anni, si possono dividere in quattro tipologie:

  • DEBUTTANTI o NEOFITE- quelle alla prima esperienza;
  • Le turiste SITUAZIONALI- disposte a fare sesso con i beach boys;
  • Le VETERANE- che viaggiano allo scopo di gratificarsi con il sesso;
  • Le REDUCI- le quali annualmente rinnovano la loro relazione.

I turisti sessuali, invece, sono uomini con un’età media di 40 anni, disposti a pagare in modo esplicito in cambio di prestazioni.

Ben più allarmante, è invece la piaga del turismo sessuale con i minori. Gli schiavi del sesso, hanno ancora i volti di bambini di 11 e 12 anni, che vengono venduti dalle proprie famiglie povere e disperate, le quali si lasciano facilmente convincere dal denaro e dalle false promesse di una vita migliore per i figli; ma, il futuro dei bambini è ben diverso da quello prospettato. Il loro sfruttamento può avvenire inizialmente attraverso il lavoro domestico fino ad arrivare a quello sessuale.

Gli sfruttatori sono principalmente asiatici, ma è in costante crescita la presenza di turisti occidentali, tra cui anche gli italiani.

Al fine di ridurre tale fenomeno, sono necessarie delle campagne di sensibilizzazione perché si modifichi il modo in cui vengono considerate le bambine e i bambini, facendo capire che si tratta di persone e non di oggetti, in quanto gli uomini “turisti” (così come anche le donne) essendo lontani dal proprio paese si sentono liberi e, con la disponibilità economica si sentono onnipotenti non guardando all’età, alla condizione di vulnerabilità e ai traumi subiti dalle vittime.

 

Tirocinante: Carmen Belluscio

Tutor: Fabiana Salucci

 

 

BIBLIOGRAFIA

  • De Albuquerque Klaus –“In cerca del Big Bamboo” –1998 – Indiana University Press Publisher.
  • Frohlick Susan – “Sexuality, Woman and Tourismcross-border destre through contemporary travel”– 2012, Routledge Publisher.
  • Gallinaro Damiano – “OLTRE IL TURISMOScenari di mutamento nell’Arcipelago di Capo Verde”– 2012 – Damiano Gallinaro.
  • Pruitt Deborah & Suzanne LaFont –“For Love and Money: Romance tourism in Jamaica”– 1995 – Pearson Prentice Publisher.
Questo articolo è stato pubblicato qui

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