Il caso Tremonti apre, forse, grandi interrogativi che speriamo si chiariscano. Intanto, cominciamo da un interrogativo terra terra.
Qui, Monarca ci spiega che forse né Tremonti né Milanese pagarono mai niente per il famoso appartamento di via Campo Marzio. Forse il pagamento venne fatto una tantum da tal Proietti, che pagò con una ristrutturazione valutata 200 000 euro.
Se questo fosse vero, significherebbe che, o direttamente o via Milanese, sarebbe stato elargito un “favore” da parte dell'“utente finale” (che stavolta sarebbe Tremonti), e che Proietti avrebbe trovato conveniente pagare quei 200 000 per ottenere quel “favore”.
Apprendiamo anche, direttamente da Tremonti, che lui si sentiva spiato, perfino quando stava in una caserma della guardia di finanza.
Fermo restando che a chiunque darebbe fastidio essere spiato, sorgono altri problemi: chi spiava, perché spiava, che cosa spiava, e soprattutto se l’oggetto delle spiate avesse a che fare proprio con quei “favori”.
Se poi i “favori” avessero avuto a che fare con evasioni fiscali o altri delitti, sorgono altri problemi: le “spiate” consistevano in legittime e doverose indagini oppure erano spiate illegittime finalizzate a ricatti o ad altri “scambi” ?
Sono interrogativi difficilissimi da sciogliere: sono decenni che l’interpretazione dei fatti italiani si arresta di fronte a tanti segreti: segreti di stato, segreti di loggia, segreti di mafia.
E’ perlomeno dal 1960 che, a seguito della sistematica redazione di dossier su uomini politici da parte del SIFAR, in Italia aleggia lo spettro del grande ricatto. Nel 1960 l’allora Capo del governo Tambroni, in Parlamento, si è vantato di avere tutti sotto controllo “perché lui aveva i dossier”. Verosimilmente Tambroni esagerava un po’, ed infatti mesi dopo, a seguito della rivolta degli italiani contro il suo tentativo di attuare una restaurazione fascista, Tambroni cadde.
Qualcuno poi disse che quei dossier formarono il nucleo centrale di un archivio in mano ad Andreotti, qualcun altro disse che quei dossier furono distrutti e che non se ne fecero più, altri sostennero che con le intercettazioni telefoniche e ambientali di tutti gli italiani che contavano o potevano contare un po’ divennero sistematicamente spiati. Altri sostennero che con il sistema delle tangenti tutti i politici, tutti i dirigenti, tutti i funzionari divennero ricattabili.
E’ un groviglio di misteri che sarebbe bene districare per riportare luce, chiarezza e trasparenza in Italia. Qualcuno dice che è impossibile, qualcun altro sostiene che ormai tanti veli si stanno squarciando e che, malgrado le resistenze, presto si vedra’ la luce e la verità.
Io credo che sia giusto e doveroso sperarlo, che sia giusto indagare in quegli oscuri misteri, ma che non si debba neanche aspettare che domattina sorga il sole della verità e tutto illumini.
Bisogna cominciare subito a cercarla la verità, anche a partire dalle cose piccole, anche a costo di accontentarsi di verità modeste che non spieghino tutto.
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