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di Geri Steve venerdì 13 maggio 2011 - 1 commento oknotizie
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Tornare indietro su Schengen e sull’Unione Europea o scoprire una finzione?

Orrore! La Danimarca e, forse, la Francia ricusano il trattato di Schengen! Stiamo tornando indietro sull’unità europea?

In realtà no: stiamo soltanto scoprendo che il trattato di Shengen era una finzione insostenibile dell’Europa che fingeva di essere unita.

Orrore! La Danimarca e, forse, la Francia ricusano il trattato di Schengen! La Danimarca ha ripristinato i controlli di frontiera con i suoi unici vicini: Germania e Svezia.

Roventi dichiarazioni: "La Commissione non può e non accetterà mai ogni tentativo di depotenziare il trattato della Ue per quel che riguarda la libertà di circolazione all'interno dei confini europei sia dei beni sia delle persone".

Stiamo tornando indietro sull’unità europea?

In realtà no: stiamo soltanto scoprendo che il trattato di Schengen era una finzione insostenibile dell’Europa che fingeva di essere unita.

Che l’unità europea è una cosa mal congegniata e malissimo realizzata lo sapevamo, ed è stato recentemente comprovato dai fatti libici: non esiste una politica estera dell’Europa, ogni stato aveva i suoi accordi con la Libia, a partire da quello – vergognoso - italiano, subito ritrattato dall’alleato più inaffidabile del mondo (Il Guiness dell'alleato più inaffidabile).

Non esiste un esercito europeo, e non esiste neanche un’alleanza europea, infatti il comando è stato dato alla NATO, di cui fan parte anche stati non europei (USA, Turchia).

In tutti gli stati federali (tranne la vecchia URSS) non esistono frontiere interne, per l’ottimo motivo che l’accesso dall’esterno è controllato dalla polizia federale.

Così avviene che in Svizzera la polizia cantonale di Berna non richieda il passaporto a chi proviene dal cantone di Lucerna, in Germania la polizia della Turingia non lo richiedeva a chi proveniva dalla Sassonia, e in USA la polizia del Nevada non controlla chi proviene dalla California, in quanto si ritiene più che sufficiente il controllo che avviene alle frontiere della federazione, e la stessa cosa avviene per le merci.

In Europa non è mai stato così: il controllo o meno alle frontiere dell’Europa è affidato ai singoli stati, che hanno anche il diritto di utilizzare criteri diversi, ma soprattutto livelli diversi di rigore nei controlli. Quindi, non c’è proprio niente di strano se uno stato dell’Europa afferma di non fidarsi dei controlli altrui e di voler controllare ulteriormente; c’è piuttosto da domandarsi come mai fin’ora non era successo.

La risposta è semplice: perché l’Europa è nata e si è consolidata come zona di libero scambio di merci, con ben poca attenzione per i cittadini, per i loro diritti e la loro sicurezza.

Basti pensare che l’Italia non ha mai ratificato gli accordi necessari per avere un mandato d’arresto valido in tutta Europa. E proprio l’Italia strepita che il problema dell’immigrazione dalla Tunisia dovrebbe riguardare tutta l’Europa! Giustissimo, ma nel frattempo non riguarda neanche tutta l’Italia, perché ci sono grandi differenze fra Lampedusa e la Toscana, e ancor più fra la Toscana e la Lombardia.

La ricusazione di Shengen è un’ottima occasione per ripensare tutta l’organizzazione dell’Europa cosiddetta “Unità” e non si può risolvere semplicemente istituendo una polizia europea di frontiera, perché manca anche un governo federale a cui tale polizia debba rendere conto. Bisogna prendere atto del fatto che abbiamo una moneta unica europea, abbiamo anche norme uniche sulle dimensioni di zucchini e pomodori, ma siamo purtroppo ben lontani dall’avere un cittadino unico europeo. Non sembra neanche che il problema sia all’ordine del giorno, perlomeno in Italia, e purtroppo questo giustifica anche l’euroscetticismo.

di Geri Steve venerdì 13 maggio 2011 - 1 commento oknotizie
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