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Tg1 e Dell’Utri: “assoluzione” batte “concorso esterno”

Sentenza Dell’Utri: per il Tg1 cade l’intera impalcatura accusatoria. Sebbene non si conosca l’accusa: i 7 anni chiesti sono una vittoria per il senatore, una doccia fredda per i magistrati. E assoluzione viene citata e sottolineata più di concorso esterno in associazione mafiosa.

Bene: chiesti Dell’Utri 7 anni in secondo grado, caduta delle accuse posteriori al ‘92, quelle sulla trattativa Stato-Mafia. Al Tg1 delle 13,30 del 29 giugno l’onere di scriverne la vittoria, fissando i punti della casa.

Dopo 6 minuti dedicati alla morte di Pietro Taricone, la notizia della condanna in appello viene presentata principalmente come “pena ridotta”, e soprattutto – si badi – come assoluzione: la parola ricorre più volte fra studio e servizi, sottolineata da quella che Minzolini chiamerebbe “mimica vocale”. Assolto assolto assolto, che è anche la prima parola mostrata della sentenza, un video che lo spettatore poco addentro alle cose di certo non coglierebbe come conferma pura e semplice dei rapporti del senatore siciliano con Cosa Nostra.

Perché questo dice la sentenza, incontrovertibilmente: fino al 1992 Marcello Dell’Utri ha certamente lavorato per Cosa Nostra, contemporaneamente agli obblighi lavorativi assunti con Berlusconi, per Pubblitalia, Fininvest e Forza Italia.

Ma al Tg1, a quanto pare, la conferma del concorso esterno in associazione mafiosa sembra preoccupare poco: molto meglio focalizzare l’attenzione sul come, grazie alla pronuncia odierna, la costruzione accusatoria – senza che ci venga spiegata esattamente quale – venga “definitivamente spazzata via“, e che si tratterebbe di una “doccia fredda” per il procuratore Gatto (come se avesse preso un gol e fosse in svantaggio). Una gara, che giustamente (nda) chiede d’aspettare le motivazioni.

Intanto, passa parecchio tempo prima che nel servizio, il secondo, ci spieghino che i 7 anni chiesti non sono altro che due in meno dei 9 di primo grado, come se la sentenza restasse campata in aria, mai basata su di una prima pronuncia che ha già acclarato i fatti.

Morale: assoluzione” batte “concorso esterno”, in casa Minzolini. E per Mangano persino un buchetto: “il senatore definisce Vittorio Mangano un eroe”. Peccato che non ci spieghino chi sia, questo signore. E chi sia Marcello Dell’Utri.
U‘

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