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  Home page > Attualità > Salute > Svezia e Olanda: nuove cure per i malati di Alzheimer
di Anna Lamonaca (sito) lunedì 14 novembre 2011 - 0 commento oknotizie
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Svezia e Olanda: nuove cure per i malati di Alzheimer

Perdere la memoria è qualcosa di terribile, dimenticarsi di sé e del mondo che ci circonda: è questo il dramma dei malati di Alzheimer.

La malattia di Alzheimer, rappresenta il 60% di tutte le demenze, è un processo degenerativo celebrale che provoca un declino delle funzioni intellettive e un deterioramento della personalità e della vita di relazione.

Progressivamente l'ammalato perde l'autonomia nell'esecuzione degli atti quotidiani della vita e diventa completamente dipendente dagli altri. Difficilissimo stabilire una diagnosi su questa malattia poiché le cause sono sconosciute. In passato l’Alzheimer si curava con i farmaci, oggi si sta tentando di assistere i malati senza medicine.

Dalla Svezia arrivano molti rimedi, uno di questi è la Empathy Doll, una bambola di pezza con sguardo tenerissimo, con occhi che ti guardano con aria bonaria e che non fa domande; inoltre contiene un piccolo dispositivo che riproduce il battito cardiaco e ha le tasche interne atte a contenere sacchetti di essenze profumate, sollecitando gli stimoli sensoriali.

Non sono dei giocattoli, ma materiale terapeutico creato per dare sensazioni tattili ed emozionali. Il paziente sente di dover accudire qualcuno andando indietro nel tempo ai ricordi legati all’infanzia rispondendo positivamente alla terapia della bambola, con abbracci, sorrisi e tenerezza.

I malati di Alzheimer si agitano, sono aggressivi e per questo si è cercato di incanalare la loro energia attraverso la musicoterapia e l’arte, con l’intento di ritardare l’uso dei farmaci. Un’altra cura proviene dall’Olanda, è la "terapia del treno", studiata per quei malati gravi che non riescono ad accettare gli spazi chiusi e che manifestano un desiderio di fuga, ansia e irritabilità che li porta a camminare avanti e indietro.

A questi pazienti si offrono degli scenari virtuali che ricreano l’idea di un immaginario viaggio verso casa, creando una specie di spazio ferroviario, che riproduce binari, il rumore di una vera stazione, fischi del treno e poltrone posizionate vicino ad un finestrino dal quale vengono proiettate immagini di alta montagna, di mare, o lo scorrere delle stagioni con stimolazioni visive ed uditive, per far riaffiorare emozioni sepolte e per riattivare i processi della memoria.

di Anna Lamonaca (sito) lunedì 14 novembre 2011 - 0 commento oknotizie
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