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di Salva le Foreste (sito) lunedì 26 aprile 2010 - 0 commento oknotizie
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Suor Amazzonia

Gli uomini armati si sono presentati a Carlinda la sera, circondando la casa in cui era nascosta suor Leonora Brunetto. Fucili e pistole fuoriuscivano dai finestrini di tre camioncini. La morte violenta sembrava ormai il destino della suora sessantaquattrenne, dopo una vita spesa a difendere i diritti dei poveri e dei lavoratori senza terra, ricevendo minacce dagli allevatori cui aveva impedito di occupare illegalmente nuove fette di Amazzonia.

Leonora Brunetto sembrava destinata a fare la fine di Chico Mendes, il coraggioso protettore della foresta, o della suora statunitense Dorothy Stang. Ma prima che i sicari armati aggiungessero il suo nome a quello dei 1.200 attivisti, contadini, magistrati e sacerdoti uccisi per aver difeso la foresta, un’auto carica di senza-terra è arrivata in difesa di suor Leonora.

Uno dei difensori accorsi per proteggere la suora è stato però ucciso il giorno successivo.

Impunità e corruzione sono endemiche in Amazzonia. Il rancher Vitalmiro Moura, accusato di aver ordinato l’omicidio Stang nel 2005, è stato assolto in appello. Ora i pubblici ministeri stanno cercando di ottenerne la condanna, ma devono combattere contro l’efficace strategia di dilazione attuata dai suoi avvocati.

Egli ha detto che non aveva nulla a che fare con l’uccisione Stang e non aveva alcun coinvolgimento con la disputa della terra che ha portato alla sua morte.
Suor Leonora per anni si è mossa accompagnata dalla scorta della polizia militare, poi ha rinunciato: "Molti amici miei sono minacciati di morte, ma non hanno alcuna protezione", ha spiegato. "Come posso guidare la gente se ho la protezione che loro non hanno? E poi è la gente che mi protegge di più".

Il Mato Grosso - "fitta giungla" in portoghese - era una foresta pluviale, ora è il granaio del Brasile tagliato in vaste piantagioni di soia e allevamenti di bestiame.
Gli allevatori e gli agricoltori, che regola lo Stato vivere bene, impiegando legioni di contadini senza terra per una miseria. I lavoratori affrontare la fame e la malattia in ricoveri di fortuna costruite in legno e rottami di plastica nera, senza elettricità o acqua corrente.

"Pochi con molti mezzi, e le moltitudini con così poco", spiega suor Leonora, nell’accampamento dei senza-terra, un campo polveroso in terra improduttiva - e quindi, secondo la Costituzione del Brasile, a disposizione per la redistribuzione. "Come si può abbassare le braccia di fronte a questa ingiustizia? Io non posso".
Suor Leonora è alta un metro e mezzo, e pesa appena cinquanta chili. Si muove per i campi in jeans e sandali di cuoio, stringendo le mani e scambiando abbracci. Ascolta con pazienza le storie degli sventurati.

"Suor Leonora è un guerriero per la gente - a commenta Linda Maria de Jesus, contadina cinquantanovenne - è minacciata, lei è in una battaglia proprio come noi. Averla qui ci solleva il morale".

"Non posso dire di non avere paura - dice suor Leonora - "Ma so che Dio è con noi. La protezione cui mi affido sono Dio e la gente".

Fonte: Salva le Foreste

di Salva le Foreste (sito) lunedì 26 aprile 2010 - 0 commento oknotizie
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