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di Emilia Urso Anfuso (sito) sabato 29 maggio 2010 - 1 commento oknotizie
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Stipendi: chi troppo, chi niente. Ecco i conti

Stipendi: chi troppo, chi niente. Ecco i conti

700.000, sono i posti di lavoro volatilizzati ad oggi, rispetto al primo tremestre 2008. Ci sono da aggiungere migliaia e migliaia di cassaintegrati, il cui dato cresce di mese in mese. Chi ha la “fortuna” di lavorare, in Italia, lo fa al minimo degli stipendi. Almeno per ciò che concerne la media europea. La media nazionale si attesta intorno ai 1.300 euro mensili. Poi, c’è l’enorme canale di chi lavora ma senza garanzie. Quelli dei co.co.co. o delle collaborazioni saltuarie. Stipendi da fame e nessun tipo di sostegno o agevolazione.
 
Questa è la fotografia del nostro Paese. E non ci voleva la crisi per parlarne. Perché – enormità di cassaintegrati o disoccupati attuali – le condizioni economiche degli stipendi italiani sono al limite dell’accettazione civile.
 
Voltiamo pagina per un momento.
 
15.000 / 17.000 euro mensili. Agevolazioni di ogni tipo. Diaria per soggiorni a Roma. Spese pagate su tutto ciò che vi viene in mente e persino su ciò a cui non pensereste mai. Sono gli stipendi dei nostri assessori, deputati e consiglieri regionali.
 
Sapete come viene calcolato lo stipendio di un parlamentare? Si utilizza come parametro lo stipendio di un magistrato che abbia maturato 35 anni di servizio. Ergo: il massimo emolumento possibile, a fronte però – nel caso del magistrato – di un onesto periodo di tempo professionale.
 
Invece i nostri parlamentari lo ottengono non appena vengono eletti. Ricevono ciò che altri hanno dopo una vita di lavoro. Questo, “grazie” ad una Legge del 1965, la 1261/65.
 
Il testo è breve (come accade quando non c’è bisogno di cavillare) ed è incredibile leggere al suo interno, passi del tipo: “all’art. 5: l’indennità mensile e la diaria, non possono essere sequestrate e pignorate”.
 
Nel testo di legge, all’articolo 7, viene abrogata la precedente legge di riferimento in materia, la 1102/48 ancora più snella nel contenuto e con cifre riportate all’economia dell’epoca: 65.000 lire che per quei tempi era una cifra incredibile.
 
Appare chiaro quindi, che il costo che da sempre i contribuenti italiani sostengono per il pagamento degli stipendi delle persone incaricate alla gestione della nazione, è un onere difficile da sostenere. Soprattutto quando – oltretutto – i bilanci dello stato vengono palesati come in rosso allarmante, ma solo per i cittadini.
 
Avete mai letto o sentito di una manifestazione di piazza di parlamentari che recriminano lo stipendio non percepito per mesi? Avete mai avuto notizia di qualche consigliere regionale che si lamenti del proprio trattamento economico? No, impossibile. Perché in quanto sopra descritto, già aberrante di suo, mancano ancora po’ di dati: tutti gli stipendi di tutti i deputati, senatori, consiglieri regionali, più relative diarie ed agevolazioni vengono puntualmente versati ogni mese. In barba e sfregio alla realtà di coloro che – oltretutto – sono la ragione di tutto questo scandaloso andamento: gli elettori.

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di Emilia Urso Anfuso (sito) sabato 29 maggio 2010 - 1 commento oknotizie
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