Sgarbi rinuncia alla cittadinanza onoraria di Agrigento
Novità, grosse, sulla cittadinanza onoraria ad Agrigento.
Sì, quelle emerse nelle ultime ore sono novità veramente grosse e “dirompenti”.
Si potrebbe quasi azzardatamene dire, in maniera laica, da credente nell’universalità e nella giustizia: “un Dio, ancora esiste”.
Improvvisamente, sfolgorato dalla “giusta novella”, Vittorio Sgarbi ha ufficialmente comunicato di denegare l’onorifico blasone di cittadino onorario di Agrigento, così come prescelto dal sindaco agrigentino Marco Zambuto.
La cerimonia doveva tenersi, con l’uso dell’ eccelsa magnificenza che si addice a codeste occasioni, oggi, 11 febbraio.
Gli organi di informazione riportano le dichiarazioni espresse da Sgarbi:
((….. currìti…..currìti (corri popolo)……..si senta..….si senta….che c’è di udire ( così come ancora nel preludio annunciano i cantastorie siciliani prime di “attaccare” le loro storie narrate e cantate nelle pubbliche piazze ) -. Si cùnta e si canta dei potenti e dei giovani che cercano giustizia e verità )).
: “ per evitare di essere l’obiettivo di un insensata polemica dopo ciò che è successo in una precedente visita disturbata per trarne una documentazione audiovisiva pretestuosa, e per evitare che una tale strumentalizzazione si ripeta.
Aggiunge:
“ il sindaco di Agrigento gli ha comunicato che. da informative delle forze dell’ordine ha saputo che, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria, un gruppo di provocatori, sotto il pretesto di una malintesa moralizzazione e della lotta alla mafia, ha preparato un’imboscata. In tal modo una cerimonia pacifica ed affettuosa rischia di trasformarsi in una bagarre sensa senso e senza scopo”.
Continua così:
“….intendendo quindi la mia azione come una attiva esperienza antimafia non posso accettare di essere oggetto di aggressioni fanatiche e strumentali e di provocazioni utili soltanto a generare falsi miti. Non intendo quindi prestarmi né a ruolo di vittima né a quello di eroe, esponendomi al rischio di agguati o di insensate contestazioni…..Chi pretende di fare lotta alla mafia non ha alcuna ragione di occuparsi di me e di contestarmi. Per evitare equivoci, non accettando minacce ed intimidazioni, ritengo giusto sottrarmi ad ogni rischio di strumentalizzazione che, in ogni caso, trasformerebbe il significato della manifestazione”.
Ovviamente, liberi tutti di decidere cosa fare e cosa non fare.
Stupisce, alquanto, però, che il “nostro” non senta l’esigenza, imposta dall’universale sentimento dalla pietas umana, di rivolgere un pensiero al Suo contestatore nell’evento ( appellato: “disturbata per trarne una documentazione audiovisiva pretestuosa”) consumatasi il 29 dicembre proprio ad Agrigento nei locali della Civica Biblioteca.